Ingresso Libero

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L’inclusione degli studenti universitari con disabilità non può limitarsi solo all’accesso alla formazione universitaria formale; uno studente disabile deve anche vivere l’esperienza universitaria in maniera completa, avendo come riferimento una più ampia inclusione sociale. Ecco allora che è venuto spontaneo pensare di rilevare l’accessibilità dei luoghi informali, quelli cioè frequentati dagli studenti universitari al di fuori delle ore di lezione, quelli che definiscono cioè il vissuto di relazioni in un tessuto urbano.

La cittadella universitaria è stata il nostro punto di partenza. Abbiamo cominciato con il ragionare sulla tipologia dei luoghi da rilevare (sale studio, locali per i pranzi e locali per le uscite serali) e sull’area entro cui svolgere il rilievo; poi siamo passati a costruire una griglia di rilevazione per raccogliere il parere degli studenti universitari. Abbiamo realizzato le interviste intercettando gli studenti per strada, nella zona universitaria; quindi, una volta raccolte le informazioni, si é proceduto con il rilevare i locali, divisi per zona e per tipologia (la logica discriminante era verificare se quelli già frequentati da tutti sono accessibili e in che modo alle persone con disabilità).

Precisiamo che non siamo finanziati in alcun modo dai locali che rileviamo e che, se in alcune schede i dati non sono completi, questo dipende dall'indisponibilità dei gestori a farci portare a termine il lavoro.

In seguito, abbiamo elaborato i dati e proceduto a una costruzione di una base dati, da diffondere principalmente via web.
Attenzione però a liquidare il tutto come una “lodevole” iniziativa per le persone con disabilità; prima di altro il progetto ha potuto verificare la risposta “culturale” che gli esercenti, gli studenti e i comuni cittadini bolognesi o che abitano Bologna hanno dato. Di fatto, Ingresso Libero è anche un importante termometro del livello di attenzione alle esigenze di ogni cittadino, con o senza disabilità.
Intento del progetto, quindi, è principalmente quello di fornire informazioni sull'attività e alle caratteristiche dei luoghi rilevati (siano essi bar, negozi, chiese, musei...); in aggiunta è prevista la raccolta di dati "quantitativi" o, almeno, descrittivi della struttura.
Per questo parliamo di fruibilità, da intendersi in senso più esteso rispetto all'accessibilità vera e propria (ovvero non legata soltanto alle caratteristiche strutturali e architettoniche degli ambienti).

Le prospettive di sviluppo
•    Implementazione del sito che potrebbe fornire ulteriori importanti opportunità di scambio e integrazione soprattutto alle persone con disabilità. Integrare le informazioni pubblicate con segnalazioni fornite da altri studenti o cittadini con disabilità o anche da semplici cittadini universitari e non, che maturino “un occhio” più attento alla fruibilità “per tutti” dei locali, rappresenterebbe un importante segnale per la reale inclusione di tutti i cittadini.
•    Allargare il rilievo ad altre zone della città e ad altri tipi di locali: non è necessario restare legati alle zone o alle abitudini strettamente universitarie poiché gli studenti vivono la città e fruiscono di tutti i servizi rivolti ai cittadini; in questo modo, il lavoro potrebbe essere utile a un target più ampio.
•    Ampliamento del gruppo di lavoro ad altre persone con disabilità (non solo studenti), in questo modo si otterrebbero diversi risultati: allargare la rete di relazioni, offrendo alle persone coinvolte (con disabilità e non) la condivisione di un obiettivo comune; la possibilità di fare un lavoro più ampio e complesso e il senso del farlo insieme; stabilizzare il lavoro dandogli continuità e maggiore visibilità.
•    Dare al lavoro una rilevanza cittadina maggiore, anche attraverso un allargamento del partenariato.

Altre informazioni
www.ingressolibero.info
info@ingressolibero.info