Il festival nazionale Cinem/abili di Genova

di Paolo Borio, esperto di cinema della cooperativa Zelig di Genova

Cinem/abili è un’iniziativa nata dal felice incontro e dalla fattiva collaborazione di alcune realtà genovesi. In particolare Co.Ser.Co., cooperativa sociale onlus che opera da tempo nel campo della disabilità (con varie diramazioni) e la cooperativa Zelig che cura l’attività del “Club amici del cinema” uno storico cineclub genovese che da anni lavora per diffondere e promuovere il cinema di qualità, facendosi promotore di Festival, iniziative varie, rassegne tematiche…
Spesso queste iniziative partono da temi che lo stesso cinema offre; rassegne su cinema ed handicap, ad esempio, avevano già avuto spazio sull’onda dell’uscita di film che offrivano appunto argomenti di riflessione, che potevano raccogliere interesse e la partecipazione di associazioni legate alla disabilità.

Breve storia del festival
Nell’anno 2004 poi è stato presentata una pubblicazione curata da Beppe Iannicelli nell’ambito delle iniziative CGS, dal titolo “Cinema ed Handicap - Schermi di solidarietà” dove sono stati raccolti vari interventi di esperti e dove è contenuta una guida ragionata sui film e le varie tipologie di handicap, corredata da una ricca filmografia e schede di titoli significativi ad opera di Paolo Borio.
Proprio da questi presupposti ed in occasione di contatti e partecipazioni a serate specifiche ha preso campo un progetto pensato da Paolo Caredda (direttore artistico di Cinem/abili e formatore di Isforcoop). L’incontro con la cooperativa Zelig, con il suo presidente Giancarlo Giraud, con Paolo Borio e con Gianfranco Caramella ha permesso poi di coordinare il progetto che in pochi mesi ha visto la definizione di un programma e il lancio del concorso. Grazie al contributo di regione Liguria ed altri sponsor è stato possibile realizzare la prima edizione di Cinem/abili, tenutasi a Genova dal 4 al 5 novembre del 2004 e che ha visto la partecipazione di molti video, alcuni di buona qualità e tutti comunque interessanti per registrare tendenze e idee.
Iniziative collaterali hanno permesso di dibattere alcuni temi legati alla disabilità con buona ricaduta sui mass media locali e con la partecipazione di alcune realtà liguri (Consulta regionale handicap, Fadivi e altre...)
La presenza al Festival poi di Stefano Rulli, uno dei più importanti sceneggiatori italiani, ha ancor più qualificato l’iniziativa ed ha permesso di attivare una collaborazione con lo stesso Rulli, sfociata poi qualche tempo dopo con la presentazione a Genova del suo film “Un silenzio particolare”, premiato dal David di Donatello ed incentrato sul suo rapporto di padre con il figlio disabile.
Alla proiezione del film hanno partecipato studenti ed insegnanti di Scienze della Formazione con una folta presenza di addetti ai lavori. La partecipazione di studenti delle scuole (che votano i video) e di alcuni ragazzi disabili, è un punto di forza di Cinem/abili che ha permesso di diffondere tra le nuove generazioni spunti ed idee d’integrazione e soprattutto di conoscenza del cosiddetto “ pianeta handicap”.
Il Festival (che comprende anche una giuria di qualità formata da critici ed operatori del settore) premia gli autori vincenti con una somma in denaro e questo può incentivare e stimolare la realizzazione di nuove produzioni; inoltre ai video selezionati viene data visibilità in serate speciali o in passaggi in sale cinematografiche del circuito genovese durante l’anno.

Una crescita costante
Le seguenti edizioni hanno visto una costante crescita del Festival; nel 2006 il numero di video in concorso è ancora aumentato e l’iniziativa collaterale è stata una rassegna specifica dedicata al regista Daniele Segre, autore indipendente particolarmente attento a tematiche sociali e a un cinema della realtà, che è stato presente alle proiezioni ed agli incontri con il pubblico. Interessante la collaborazione con il Progetto Equalsport che ha visto l’apertura di un settore del festival dedicato al tema “Sport come integrazione sociale”.
Nel 2007 la formula si è consolidata (aumentati gli sponsor e la rete dei contatti); ancora in crescita il numero dei partecipanti alcuni dei quali sono stati invitati alle proiezioni ed agli incontri tenutisi nella Sala della Biblioteca Berio di Genova dal 27 al 29 novembre. Appendice del Festival 2007 una serata di prossima realizzazione dedicata alla regista Alina Marazzi, autrice sensibile nell’affrontare tematiche riguardanti le donne, che ha assicurato la sua presenza all’iniziativa.
Da ricordare inoltre che tutti i video delle tre edizioni di Cinem/abili fanno parte di uno specifico archivio sui temi dell’handicap, organizzato presso la “Mediateca dello Spettacolo e della Comunicazione “ del Centro Civico di Ge-Sampierdarena e consultabile da chiunque voglia approfondire l’argomento. Il festival rappresenta di anno in anno una scommessa, un progetto che si spera utile, nell’aprire nuovi spazi, nuove opportunità alla cultura della disabilità, nonché un’occasione di costruire percorsi di comunicazione e integrazione, utilizzando le potenzialità del cinema e dell’immagine audiovisiva.

Il cinema per combattere i pregiudizi
Gli organizzatori dell’iniziativa sono infatti tutti appassionati di cinema ed in questo senso sono convinti che esso sia un linguaggio popolare ed artistico che ha contribuito (e può ancora contribuire ) a diffondere “raffigurazioni dell’handicap”, ad indagarne vari aspetti contrapponendosi via via ad una linea di rappresentazione edulcorata, con la disabilità confinante talvolta con il sentimentale ed il pietistico.
Era il 1962 quando John Cassavetes nel film “Gli esclusi”, apriva al cinema luoghi e situazioni mai indagate prima, alla ricerca di un cinema verità, che scuotesse le coscienze. Un’operazione nuova che affrontava un argomento che non era praticamente mai stato trattato dal cinema, con l’utilizzo come attori di autentici ragazzi disabili.
Da allora alcune cose sono cambiate, oggi parole come “barriere architettoniche”, “spazio disabili”,”integrazione”,”inclusione”..., sono entrate nel linguaggio comune ma ciò che è maggiormente mutato, al di là della giurisprudenza sull’argomento è forse l’atteggiamento e la rappresentazione sociale del disabile, non più visto come impossibilitato a compiere alcune azioni o diverso dai “sani”, ma come un cittadino dotato di diritti e di doveri come tutti, anzi assistito nelle circostanze ove la sua condizione non sia resa uguale. Occorre sempre ricordare però che sul piano pratico molte cose non sono ancora state raggiunte e spesso i disabili e i loro familiari devono intraprendere autentiche battaglie per vedere riconosciuti legittimi diritti.
Il lavoro di Cinem/abili è utile sicuramente nel dare risalto ad un cinema rigoroso, ospitando autentici autori militanti, con i loro linguaggi originali e lontani da stereotipi. Ma Cinem/abili offre soprattutto l’occasione di confrontarsi con la contemporaneità attraverso il concorso di video che rappresentano un significativo campione della produzione audiovisiva su queste tematiche, nonché un utile confronto sulle tendenze in atto.
Proprio questa forma di comunicazione ha forti potenzialità e rappresenta una tipologia espressiva autonoma, territorio di sperimentazioni di nuovi stili, nuove tecnologie, nuovi approcci comunicativi. Il video infine, come spazio dell’autoproduzione e dell’indipendenza, espressione della creatività giovanile, moda e fenomeno di tendenza e più in generale possibile spazio di libertà da schemi e condizionamenti produttivi. Dare spazio alle idee quindi, alle varie produzioni indipendenti, autoprodotte o facenti parte di progetti più ampi con la partecipazione di enti e associazioni, vuol dire (al di là di pregi e difetti ) creare un interessante laboratorio, vivo e rappresentativo, nonché realizzare come già accennato in precedenza, un utile archivio. Sono molte infatti le modalità di approccio a tematiche così complesse e queste necessitano di essere rappresentate con grande sensibilità.
I video in questi anni hanno offerto un ventaglio di proposte che testimoniano interesse, voglia di sperimentare e soprattutto capacità di interagire con i disabili che diventano protagonisti e “attivi comunicatori” con i propri corpi e con le proprie emozioni.

Per contatti
Co.Ser.Co
tel.: 010/247.18.28-24.71.82
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