2000/76

L'integrazione scolastica in Germania

01/01/2000 - Livia Gandolfi

Nell’agognato imperativo dell’Europa unita, un’Europa composta dei suoi multiformi aspetti e svariati elementi, sembra rendersi evidente la necessità di valutare e criticizzare il micro-macro cosmo dell’handicap. Germania-Italia, due mondi tanto vicini quanto lontani, culturalmente, storicamente, economicamente e socialmente, s’incontrano-scontrano sul tema dell’handicap. La realtà dell’handicap, effettivamente, in Germania sta assistendo ad un tentativo di cambiamento che prende spunto dall’ormai ventennale e consolidato modello dell’integrazione proposto e sostenuto vigorosamente nel contesto italiano.

Il lavoro di cura nella quotidianità

01/01/2000 - Giovanna Di Pasquale

Il lavoro di cura si realizza in una relazione tra persone. Seguiamo il suo farsi e ci muoviamo verso il terreno della condivisione e della differenza. Vediamo all’opera ruoli diversi tra chi cura e

Ricordo di Luciano Tavazza

01/01/2000 - A. P.

Recentemente è scomparso Luciano Tavazza, presidente della FIVOL (Fondazione italiana per il volontariato), fondatore e per lunghi anni presidente del MoVI, (Movimento di volontariato italiano).
Con Luciano Tavazza scompare una delle intelligenze più lucide del volontariato italiano e una delle poche persone capaci di una continua e coerente spola tra cultura laica e cultura cattolica, tra volontari e cittadini, tra servizi pubblici e volontariato, tra operatività e riflessione culturale, tra attualità e memoria, tra vertici e base.
Per chi lo conosceva di persona, come alcuni di noi, scompare contemporaneamente un padre, un amico, un maestro.
Vogliamo ricordarlo con un suo articolo del 1994, apparso sulla Rivista del Volontariato, dedicato alle “paure” del volontariato. Paura come limite ed insieme snodo di crescita; ci pare questo articolo senz’altro un pezzo importante del testamento spirituale di Luciano.

Dall'identità plurale all'identità gagja: una proposta per gli educatori

01/01/2000 - Marco Grana

La stimmate sociale di handicappato, matto, tossico e disgraziato aumenta il grado di emarginazione, sofferenza, chiusura e produce handicap, follia... Compito dell'educatore è consentire e promuovere l'apertura di spazi mentali e sociali per lo sviluppo dell'alterità, l'alterità dentro se stessi.

Il bambino disabile a scuola

01/01/2000

Come valutare l’impatto e l’integrazione dei bambini disabili nella scuola? E come indagare in che modo i genitori percepiscono e vivono il mondo della scuola in cui il figlio è inserito?
Una ricerca condotta in provincia di Padova tra i bambini disabili minori di 8 anni. (*)

Vila Esperança

01/01/2000 - R. G.

Ho incontrato Pio Campo, italiano, in un caldo, invernale, pomeriggio di luglio a Goias Velho, vecchia capitale dello stato di Goias, vicino, si fa per dire, a Brasilia. Nel mio viaggio in Brasile questo è stato uno degli incontri più importanti

Dove appare la cura: tra eccezionale e quotidiano

01/01/2000 - Cristina Calmieri (*)

Se la cura educativa è individuata in alcuni attimi, che abbiamo visto condensarsi attorno ad alcuni elementi, è importante chiedersi dove appare: in quali luoghi, in quali contesti, in quali spazi,

Il gioco delle parti tra affetti e conflitti

01/01/2000 - C. Capello, M. T. Fenoglio (*)

La corporeità del rapporto educatrice-bambino può implicare dinamiche complesse e suscitare la gelosia e la rabbia del piccolo gruppo dei bambini esclusi: il «privilegio» della relazione a due si accompagna

Dare forma al quotidiano. L'accoglienza nel Ser.T.

01/01/2000 - Davide Rambaldi

Il processo di accoglienza in un Ser.T. è parte integrante e fondante il progetto terapeutico del servizio; esso caratterizza e qualifica il Ser.T. come istituzione pubblica di cura e aiuto ed imposta

Italiani bona gente

01/01/2000 - R. G.

“Mi chiamo Deolinda, sono infermiera, lavoro nella Segreteria statale della salute dello stato di Goias, attualmente sono responsabile per il settore di Statistica della Vigilanza sanitaria statale. Per cinque anni ho coordinato il programma per la lebbra. Nella mia fase iniziale ho lavorato come infermiera in un ospedale nello stato di Parà.” Intervista a Deolinda Bittencourt Santana

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