1996/51 (monografia su letteratura e disabilità-Frankenstein)

L'altra faccia del non profit

01/01/1996 - Enrico Morganti

Che la revisione (non riforma!) del sistema di Welfare State (WS) italianosia iniziata, non ci sono dubbi: i vari tentativi di tagli della spesa sociale(in qualche caso realizzati) e l'emergere di ricorrenti

Educatori e linguaggi

01/01/1996 - Marco Grana


Il linguaggio degli educatori: un codice tra i codici

Ogni professione, notoriamente, ha un suo linguaggio definito da unvocabolario specifico, una certa grammatica, un contesto al

Diversi da chi

01/01/1996

Radio ed emarginazione/un programma

Parlare del rapporto tra radio ed emarginazione vuol dire innanzitutto andarea "spulciare" tra i palinsesti delle emittenti pubbliche ecommerciali.

A spasso con Elena

01/01/1996 - Sandro Bastia

Federico Starnone, 28 anni, vive a Roma dove sta concludendo un dottorato diricerca in geometria algebrica e collabora alla rivista della sezione localedella Uildm. Recentemente ha pubblicato per la

Non solo horror

01/01/1996 - Gualtiero De Marinis

Il primo film su Frankenstein è del 1910, ma è solo nel 1930, dopo l'avvento del sonoro, che il personaggio riceve la sua consacrazione definitiva. Il film di James Whale, con Bela Lugosi come protagonista, è un horror d'azione dove i "sentimenti" del mostro non trovano posto. Da allora i remake si susseguono instancabilmente.

L'adorabile creatura

01/01/1996 - Nicola Rabbi

Perché parlare di Frankenstein? Cosa ha a che fare questo personaggio con l'emarginazione, con la diversità, con il lavoro educativo? Parecchio, dato che Frankenstein è diventato

Moderno Prometeo

01/01/1996 - Oreste Del Buono

"Fortissimo, animalescamente passionale, ma defraudato di scintilla divina, il mostro, pur avendo un irrefrenabile bisogno di amore fisico, di simpatia, si scontra con la diffidenza, nel distacco, nel disgusto, insomma nell'ostilità altrui. La vendetta cui si abbandona allora con rinnovate energie non è, in fondo, troppo ingiustificata…"

L'uomo e il mostro

01/01/1996 - Giacomo Manzoli

Il Frankenstein di Mary Shelley è una creatura umana, fin troppo; ha molte caratteristiche dell'eroe romantico e vive un rapporto drammatico con il suo creatore che porta lo stesso nome. Nel cinema è ormai un modello da cui molti registi prendono continuamente spunto. Dai film di Tim Burton a tutta una serie di mostri tecnologici.

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