1993/19 (monografia su moda e disabilità)

Vestire per nascondere o per punire

01/01/1993 - Viviana Bussadori

Una ricerca condotta da due educatori analizza le informazioni che si possono ricavare dall'abbigliamento dei disabili.

Un jeans per persone veramente speciali

01/01/1993 - Nicola Rabbi

“Finalmente gli abiti si adattano a noi, non noi agli abiti"; con questo slogan una ditta di abbigliamento in provincia di Padova ha lanciato sul mercato un jeans confezionato appositamente per persone non deambulanti. È un primo passo per garantire al disabile il diritto di vestirsi come vuole.

Specchio delle mie braghe

01/01/1993

L'immagine delle persone diverse

Un abito per l'identità

01/01/1993 - Cesare Padovani

Rivelo subito le due letture d'appoggio da cui parto per "vestire" queste mie riflessioni sui rapporti tra moda e handicap. Si tratta di due classici: "Miti d'oggi" di Roland Barthes e "Il cotto e il crudo" di Claude Lévi-Strauss, tenuti insieme da altre leggere imbastiture quali "La metafora della pubblicità" di Alberto Abruzzese nonché da cerniere "di moda", fin troppo utilizzate, che partono dai sillogismi di Aristotele per arrivare fino al "significante" di Fernand de Saussure.

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