1988/3

Strade residenziali per una città migliore

01/01/1988 - Riccardo Merlo

Il concetto di prevaricazione nei confronti del più debole è particolarmente
calzante per la città così come la stiamo vivendo oggi. L'elemento forte, il
traffico automobilistico, ha il sopravvento su tutto: sottrae spazio al pedoni e
al mezzi leggeri, uccide, avvelena la città e il verde, danneggia i centri
storici e le periferie, snatura completamente lo spazio abitativo. In una città
di questo tipo la situazione del portatore di handicap è certamente peggiore ma
non molto diversa da quella di qualsiasl cittadino che la percorra a piedi.
Ancora una volta una città più civile, che provveda alla
salvaguardia di chi è in difficoltà, è la città migliore per tutti. Ancora
una volta il problema consiste non solo nelle barriere architettoniche, che pure
devono essere eliminate, ma nel rendere abitabile ogni parte dello spazio
urbano.

Il luogo comune dell'handicap psichico

01/01/1988 - Stefano Cifiello

Questo contributo vuole toccare un aspetto del “problema” handicap a
cui credo, per una serie di cause che cercheremo di esaminare, non si è ma
prestato sufficiente attenzione. Cercheremo di domandarci, infatti, attraverso quale
storia quale percorso persone che non presentano né menomazioni
genetiche, fisiche o sensoriali neppure apparenti, i cosiddetti
“handicappati psichici”, possono approdare a questo ruolo. perché,
dunque se un bambino presenta una serie d sintomi psichici, è più spesso
considerato handicappato che non ossessivo psicotico, fobico ecc.

Oggi arrivano i mongoli

01/01/1988 - Claudio Imprudente e Elio De Nigris

Questa mattina ci siamo incontrati con due giovani handicappati fisici.
prima di entrare nella sala dove si trovavano avevo timore che essi mi
impressionassero. Infatti appena li ho visti questo è accaduto, ma dopo un pò
l'impressione non l'avevo più. I due handicappati si chiamavano Claudio e
Alberto e i due uomini che li assistevano erano Elio e Andrea.

Più diversi degli altri: parlano gli studenti

01/01/1988 - Maurizio Serra e Stefano Toschi

Per inquadrare nel modo più esauriente possibile le problematiche che derivano
dall'iscrizione di uno studente handicappato all'università abbiamo voluto
sentire anche i pareri di alcuni organismi studenteschi presenti all'università:
la lega degli studenti universitari, i cattolici popolari e un rappresentante
del collettivo studentesco di fisica.
Abbiamo interpellato soltanto un rappresentante di un collettivo pur sapendo che
in diverse facoltà sono presenti questi organismi: la scelta è stata
condizionata da esigenze di tempo e di spazio ed anche dal fatto che la persona intervistata non era del tutto estranea alla tematica in questione.
Un'ultima notazione metodologica: a tutte e tre le persone intervistate sono
state rivolte le stesse domande.

Quale università per gli handicappati

01/01/1988 - di Mauro Sarti

Oggi è il direi tore del dipartimento di scienze dell'educazione dell'università
di Bologna ma per molti è rimasto ancora l'amico a cui chiedere un consiglio, a
cui chiedere quell'informazione che l'assistente sociale non è riuscita a
recuperare. Andrea Canevaro, docente di pedagogia speciale - una delle tre
cattedre esistenti in Italia, e sono poche ci ha detto - ha risposto volentieri
alla nostra richiesta di intervista per la rubrica: 900 anni di
emarginazione?

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