Giorno 2 - la voce dei protagonisti

piccola6.jpg
piccola5.jpg
piccola4.jpg
piccola3.jpg
piccola2.jpg
piccola.jpg

Conversazione con i bambini della IV A
della Scuola Primaria “ A. Venturi” di Monteveglio (BO)

Di cosa si è parlato in questo laboratorio?

Angelica: Del pane Msemmen e per conoscerci.

Martha: Serviva a far capire che non tutte le persone sono uguali.

Sofia: Abbiamo imparato a conoscerci di più e abbiamo capito che per fare questo pane abbiamo mille difficoltà e che
Stefania ne ha una in più.

Mihaela: Ci hanno insegnato che tutti abbiamo bisogno di qualcuno ad esempio che chi è in carrozzina ha bisogno di qualcuno che lo spinga.

Irene: Abbiamo imparato gli ingredienti in arabo del Msemmem.

Jacopo: Ognuno sa fare cose diverse, non tutti siamo uguali e che ci vuole sempre l'aiuto degli altri per fare le cose.

Giorgia: Io non sarei riuscita a fare il Msemmen da sola, anche a casa ci ho dovuto pensare per rifarlo.

Michele: Nessuno nel mondo è normale, per chi viene dal Marocco noi forse non siamo normali perché non abbiamo il velo
in testa. Quindi la normalità non esiste.

Martina: Se uno non sa fare una cosa e l'altro sì, questo lo può aiutare e viceversa.

Diana: Per saper fare le cose non serve solo sapere gli ingredienti, ma serve anche ascoltare e le cose fatte bene sono quelle fatte con il cuore.

Giulia: Ho imparato che noi non siamo tutti uguali e che noi siamo dei tipi di pane, ad esempio c'è il Msemmen e il pane che c'è in Italia. Io sarei un pane salato.

Francesca: Questo laboratorio parlava della diversità di tutti ed è meglio non essere tutti uguali perché ognuno sa fare una cosa meglio e può aiutare un altro che non lo sa.

Manuel: La mia “macchia” di inchiostro è stata quella di aver conosciuto queste persone.

David: Se fossimo tutti uguali nessuno
imparerebbe niente. La cosa più bella di questo laboratorio è stato che ci sono state Lorella, Stefania e le signore del Marocco.