Giorno 2 - il diario di Monteveglio

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L’allegro gruppetto del calamaio è tornato a Monteveglio per terminare il percorso, con la simpatica quarta classe che avevamo conosciuto per la prima volta la scorsa settimana.
Appena arrivati da loro, con l’aiuto di Norah e Sadia, abbiamo preparato il Msemmen , il loro pane arabo.
Mentre Norah impastava il pane, i ragazzi ci hanno fatto delle domande personali sulla nostra vita quotidiana e in particolare sui nostri deficit.
Rispetto al primo incontro i ragazzi erano meno imbarazzati  grazie ad una conoscenza più approfondita, erano incuriositi e si sono sentiti liberi di farci delle domande a cui noi serenamente abbiamo risposto.
Vista la loro partecipazione attiva abbiamo pensato con i nostri colleghi Roberto e Emanuela di proporre la “scommessa dell’aiuto” che consiste nel far capire ai bambini che tutti hanno  bisogno di mille persone nella loro vita, ad esempio di qualcuno che faccia il pane, chi fabbrica i vestiti, etc… noi invece abbiamo bisogno di mille persone, come tutti, più una che ci aiuti nelle cose che non riusciamo a fare.
Intanto Norah aveva finito di impastare e a questo punto ha formato tante palline per farle riposare qualche minuto.
Dopodichè ogni pallina l’ha lavorata formando dei cerchi sottilissimi che a sua volta venivano ripiegati come un fazzoletto e poi li ha messi a cuocere in una padella sopra ad una piastra. A fine cottura, due minuti circa, abbiamo assaggiato questo tipo di pane con sopra un po’ di nutella.
Era davvero squisito!!!
I ragazzi hanno notato che noi riuscivamo a mangiare da sole, nonostante i nostri deficit motori, abbiamo dimostrato di avere una certa autonomia.
Noi tutti eravamo molto dispiaciuti perché stavamo finendo il percorso e così ci siamo scambiati reciprocamente le mail, così possiamo tenerci in contatto.
Questo percorso è stato interessante e soprattutto è stata un’esperienza nuova per noi perché abbiamo collaborato con Norah e Sadia dell’Associazione Mosaico pari opportunità. Abbiamo imparato parole nuove in lingua araba, abbiamo imparato a fare un tipo di pane tradizionale del Marocco, abbiamo soprattutto avuto modo di stare in piacevole compagnia e la possibilità di scambiare vissuti e esperienze diverse.