Comunic-abilità Due di Giulia Boriani

Il Primo Liceo Artistico Statale di Brera, (a cui sono iscritti 13 alunni D.V.A), si è attivato attraverso la realizzazione del progetto “Comunic – abilità” che ha interessato alcuni docenti curricolari, due docenti di sostegno, tra cui la sottoscritta e le classi all’interno delle quali sono presenti alunni con certificazione di disabilità, in prevalenza, ma non unicamente, con diagnosi di ipoacusia.
L’incontro, nel mese di novembre, con Claudio Imprudente, è stato importante occasione di riflessione per tutti.
Le modalità con le quali è stato gestito si sono rivelate davvero interessanti.
Non si è trattato di una conferenza che, forse, avrebbe sortito effetti relativamente significativi, ma di un autentico confronto di natura esperienziale, non teorica.
Claudio ha cercato la vicinanza fisica dei ragazzi, li ha coinvolti nell’utilizzo della lavagna trasparente di cui necessita per comunicare, ha sapientemente messo in gioco la sua persona e i suoi limiti, con quel senso dello humour che lo caratterizza, perché da loro, e non da lui, fosse partorita quell’unica grande massima che costituisce il cuore dell’integrazione: sono i contesti, non gli uomini, ad essere fonte di svantaggio, ad essere “handicappanti”.

All’incontro erano presenti 6 classi, 2 relatori, tra cui Martina Gerosa - presente anche nella seconda fase del progetto in classe - e una dozzina di docenti.
Le classi si sono disposte nell’aula magna dell’Istituto Cattaneo, secondo la dislocazione delle sedie e cioè frontalmente rispetto al palco, occupando, però le file più lontane, dalla metà della sala verso il fondo.
Questo atteggiamento è tipico degli adolescenti quando sono chiamati a partecipare ad incontri/conferenze organizzati dalla scuola ed é imputabile ad un pre – giudizio riguardante il presunto scarso appeal delle iniziative didattiche.
A ciò si è aggiunto, a mio avviso, un certo imbarazzo rispetto alla tematica trattata o alla persona di Claudio con la conseguente paura di essere coinvolti, a qualche titolo, nello svolgimento dell’incontro.
Dopo una fase introduttiva, Claudio si è presentato ai ragazzi, piuttosto sbigottiti dall’utilizzo della lavagnetta trasparente e da quell’umorismo che riusciva a scorrere nel canale di una comunicazione apparentemente assai ostica.
Imprudente ha cavalcato l’onda di quella curiosità per richiedere maggiore partecipazione: lo ha fatto semplicemente chiedendo la vicinanza fisica, invitando le classi ad avanzare nelle file. Solo qualche ragazzo ha risposto, però.
E’ stato Claudio, allora, a porsi al centro della platea, nel corridoio centrale e ad invitare alcuni ragazzi a “giocare” a fare gli interpreti, utilizzando l’Etran.
Da questo momento in poi l’imbarazzo ha lasciato il posto ad un reale interesse e ad una atmosfera di serena e calda partecipazione.

A distanza di circa un mese Martina Gerosa e alcuni docenti coinvolti nel progetto, tra cui la sottoscritta, si sono incontrati per valutare, tra le altre cose, se proporre le riprese effettuate dell’incontro in una classe non inizialmente prevista nel progetto, classe in cui sono docente di sostegno.
Non eravamo certi che un filmato potesse garantire lo stesso risultato, tolto l’elemento di interazione reale così importante, ma abbiamo pensato che, con la mediazione di Martina, sarebbe stata comunque un’iniziativa interessante.
La classe non è stata, volontariamente, preparata alla visione. Un’introduzione teorica alla tematica della diversabilità avrebbe, a nostro avviso, ridotto l’impatto emotivo che l’incontro, anche nella traduzione filmica, conserva.
Martina, nel mese di maggio, si è presentata ai ragazzi attraverso la propria storia personale e hai poi proiettato il filmato, alla fine del quale Le sono state poste diverse domande, sulla vita di Claudio e sulle sue modalità comunicative.
Forse è mancato, per limiti di tempo, un momento, “a freddo”, successivo, in cui confrontarsi su quanto emerso, ma non dubito di predisporlo nel prossimo anno scolastico, vista l’ottima accoglienza riscontrata.
Un'esperienza da ripetere.

Docente di sostegno