Stefano Casi

Essere, non essere

01/01/1995 - Stefano Casi

Corpo e diversità vivono a teatro una necessaria interdipendenza, perché il corpo stesso dell'attore non può non essere "diverso" nel momento in cui rimanda a un personaggio o a un'azione teatrale. Del resto, tutto ciò che entra nelle coordinate "speciali" dello spazio-tempo teatrale è "diverso" dalla realtà quotidiana. Quindi anche il corpo dell'attore, "diverso" perché esibito (e già questo lo renderebbe perlomeno singolare) e soprattutto perché esibito non per ciò che è ma per ciò che rappresenta. Con la conseguenza che lo spettatore può osservare dal vivo il corpo di una persona, l'attore, percependo contemporaneamente sia la fisicità di quella persona che la sua "virtualità". Una possibilità che solo il teatro concede.

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