Sandro Bastia

Farsi delle storie

01/01/1997 - Sandro Bastia

"La sessualità è usatissima tra i giovani per motivi culturali, non per il desiderio...sesso come mezzo per entrare nel gruppo, sesso come violenza...E’ un tema che non può essere isolato". Intervista a due educatori sulla sessualità degli adolescenti che frequentano un centro socioeducativo

Educatori in corsia

01/01/1997 - Sandro Bastia

Un ritratto in bianco e nero, ingiallito, appeso nel posto sbagliato: anziché nelle strade, negli uffici dei servizi sociali, alle pareti dei centri socioriabilitativi, dove siamo abituati

Dilemmi formativi

01/01/1997 - Sandro Bastia

"In Europa la figura dell'educatore e molto forte all'interno dei servizi sociali e sanitari; la formazione è in parte unitaria per chi vada lavorare al nido, alla scuola materna, nell'handicap,... poi esiste una specializzazione che però è successivo alla costruzione di una identità professionale comune di base."

Al centro dell'attenzione

01/01/1998 - Sandro Bastia

Il mondo attorno ai centri socio-riabilitativi per disabili in questi anni è profondamente mutato, occorre quindi ripensare e ripensarsi all’interno di queste nuove realtà, partendo

A spasso con Elena

01/01/1996 - Sandro Bastia

Federico Starnone, 28 anni, vive a Roma dove sta concludendo un dottorato diricerca in geometria algebrica e collabora alla rivista della sezione localedella Uildm. Recentemente ha pubblicato per la

Perché lo fai?

01/01/1996 - Sandro Bastia

Si ha sempre l'idea che un operatore sociale faccia un lavoro che è"impagabile", che le ricompense vengano da "un'altra parte",un altrove non bene identificato, personale, per ciascuno

"Anche l'assistente di base è un educatore"

01/01/1995 - Sandro Bastia

Lavorare per anni con uno stesso disabile che invecchia; la "strana" differenza tra l'educatore e l'assistente, l'importanza di una rete di servizi sociali. Intervista a Massimo Manferdini, educatore in un centro diurno di Bologna.

Educatori, santi e levrieri

01/01/1995 - Sandro Bastia

Essere educatori è un lavoro difficile, faticoso. Certo non è l'unico ma rispetto ad altri presenta una particolarità che a prima vista può sembrare un vantaggio: chi conosce poco e nulla degli educatori ama rappresentarsi questa attività come un lavoro di pura dedizione e sacrificio, di sofferenza, silenzio e comprensione. "Bisogna proprio esserci portati" alzi la mano chi non se lo è mai sentito dire, assieme al corollario "Io non ce la farei". Si è scambiati per missionari o idealisti, si ottiene all'istante una patente di "bontà e purezza" spendibile anche in altri settori.

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