Vent'anni di macchie d'inchiostro - Superabile

29/03/2010 - Claudio Imprudente

Scommetto che molti di voi non conoscono la storia del liquido che contengo… ah, ho dimenticato di presentarmi…io faccio un lavoro molto antico che è quello di contenere un liquido estremamente prezioso per la comunicazione dell’umanità: sono un piccolo contenitore di inchiostro ormai in disuso: sono il Calamaio! Vorrei raccontarvi un paio di storie che si intrecciano in me: quella dell’inchiostro e quella dell’educazione alla diversabilità. Che cosa ci azzecca l’inchiostro con la diversabilità? Forse niente, ma se mi date un minuto posso provare a raccontarvelo: l’inchiostro serve alla comunicazione tra le persone, i popoli, le religioni, le culture, i politici …insomma, senza inchiostro non si potrebbe scrivere né trasmettere cultura. Un ruolo di una certa responsabilità, non vi pare?
Vent’anni fa, poi, nel 1986, all’interno del Centro Documentazione Handicap di Bologna alcuni “diversamente abili” (come direste voi, ma per me sono dei mutanti), mi hanno scelto come simbolo di un progetto di educazione e formazione alle diversità. In questi venti anni di incontri, viaggi, scontrini autostradali, faccine sorridenti dei bambini, colazioni negli autogrill, favole da raccontare, imbarazzi da superare, mense scolastiche da evitare, burattini da costruire, e chi più ne ha più ne metta, ho intuito che la diversabilità è come l’inchiostro che contengo. Ci sono due motivi per i quali dico questo. Il primo è che la diversabilità macchia, sporca, disturba quelle realtà che l’uomo vorrebbe perfette; sporca la tranquillità, perché le persone con deficit destabilizzano le certezze; sporca la comodità, perché il rapportarsi alle realtà altre fa sudare, mette a disagio le persone che vengono ad interagire con la diversabilità; sporca le regole del perbenismo e, del galateo; sporca il nostro concetto di giustizia, dato che giustizia non significa dare a tutti le stesse opportunità, ma significa tener conto delle abilità che ciascuno possiede; sporca infine l’illusione della nostra stabilità e della nostra quotidianità. Insomma, per vent’anni il Progetto Calamaio ha macchiato in migliaia di incontri tutte queste cose.
Il secondo motivo è che la diversabilità, come l’inchiostro, serve per trasmettere la cultura e scrivere delle storie che si intrecciano con quella dell’umanità. Ma che storie ha da raccontare la diversabilità? Storie che spingono alla flessibilità, alla creatività: uno stimolo a trovare soluzioni per affrontare sfide sempre nuove, in una parola, diverse. Ecco perché dopo vent’anni è necessario festeggiare il calamaio! Perché, con il contributo di tutti, esso possa continuare a crescere e a macchiare la società. Perciò unitevi ai festeggiamenti al Convegno “Storie di Calamai e di altre creature straordinarie: disabili come educatori nell’esperienza di integrazione a scuola” che si terrà il 24 e 25 novembre 2006 nell’Ex Convento di S.Cristina a Bologna. Per informazioni: www.accaparlante.it
Claudio Imprudente claudio@accaparlante.it