Un jeans per persone veramente speciali

01/01/1993 - Nicola Rabbi

“Finalmente gli abiti si adattano a noi, non noi agli abiti"; con questo slogan una ditta di abbigliamento in provincia di Padova ha lanciato sul mercato un jeans confezionato appositamente per persone non deambulanti. È un primo passo per garantire al disabile il diritto di vestirsi come vuole.

Finché si è bambini non si fa molto caso a quello che si porta addosso ma, crescendo, uno comincia a chiedersi: "Perché devo sempre andare in giro con la tuta da ginnastica, con la felpa o con la camicia a quadrettoni?". Specialmente per un adolescente diventa difficile capire perché la sua disabilità fisica debba essere accentuata da un modo di vestire diverso dai suoi coetanei. E il problema non cambia crescendo perché, se ogni età ha il suo modo di vestire, per un disabile l'abbigliamento tende a non cambiare con gli anni.
Se in genere le famiglie e la mentalità comune sottovalutano questo problema per far fronte ad altre cose ritenute più importanti, può capitare di incontrare chi non la pensa così. La famiglia Silvestrin ha un figlio che si sposta su una sedia a rotelle a causa della spina bifida e ha la particolarità di lavorare nel campo dell'abbigliamento: "Se fossimo stati dei meccanici ci saremmo impegnati nel miglioramento delle carrozzine - dice Piergiorgio Silvestrin, un altro dei figli - ma, siccome in famiglia siamo tutti sarti e stilisti, ci siamo applicati a ciò che sapevamo fare".
Così l'azienda di abbigliamento a conduzione familiare ha creato un settore che si è specializzato nell'adattamento dei vestiti per disabili in carrozzina.
Per adesso fabbricano su misura solo i jeans: "il pantalone tradizionale è fatto per una persona che sta in piedi, non per uno che sta seduto; i nostri modelli sono più bassi davanti e più alti dietro per renderli più comodi; li confezioniamo con delle cerniere particolari o con le aperture a strappo lungo la coscia; anche per i problemi di incontinenza abbiamo delle soluzioni che mimetizzano l'ausilio".
Insomma la filosofia che sembra ispirare il loro lavoro è che gli abiti si devono adattare alla persona e non viceversa.
La realtà è invece un'altra; un disabile compera quel che trova e non quel che vuole ed è contro questa mancanza di opportunità che si muove l'iniziativa della famiglia Silvestrin. I jeans vengono venduti ad un prezzo che va dalle 60 alle 70 mila lire, un prezzo "sociale" quindi, che mira solo a coprire le spese di fabbricazione non volendo guadagnare nulla in questo settore: "i nostri guadagni - ci tiene a precisare Piergiorgio Silvestrin - non vengono da qua, questo è un discorso personale che portiamo avanti perché crediamo nella sua utilità".
Purtroppo il discorso stenta a decollare perché si scontra con la diffidenza delle associazioni: "In sette mesi di lavoro abbiamo vestito 50 persone, ma il giro si allarga lentamente. I presidenti delle associazioni accolgono con cautela i nostri inviti a diffondere l'iniziativa perché pensano che sia un'operazione commerciale ed anche che in definitiva il problema non sia poi così sentito".
Un modo per diffondere il prodotto potrebbe essere quello di vendere i jeans nei negozi ortopedici e sanitari ma questo porterebbe ad un notevole aumento dei prezzi (oltre le 100 mila lire) e alla perdita del contatto diretto con il cliente disabile.
Altra caratteristica è l'eleganza del prodotto: "Abbiamo applicato
ai nostri jeans le caratteristiche del "made in Italy", mentre all'estero hanno una concezione diversa che presta meno attenzione alla bellezza". Un modo come altri per dare la possibilità al disabile di vestirsi con accuratezza. E la moda? Risponde Piergiorgio Silvestrin: "L'handicappato non concepisce nemmeno
cosa sia la moda perché si veste solo con quel che trova, ma non è giusto che sia così". Se essere alla moda può essere un atteggiamento criticabile, il diritto di poterlo essere non lo è e deve essere garantito. Come? Ad esempio assicurando ai disabili altri capi di vestiario che non siano solo i jeans. Nei progetti della famiglia Silvestrin c'è anche l'intenzione di confezionare camicie e giubbotti adattati; i modelli disegnati ci sono gia, anche il materiale è stato scelto, ma per la loro realizzazione si aspetta di vedere come andrà con i blue jeans; se la loro commercializzazione coprirà le spese allora si potrà andare avanti.
(La ditta della famiglia Silvestrin è la "Taglieria S. Giorgio", loc. Arzercavalli, via Dossi 35 -35020 Terrassa Padovana (Pd). Tel. 049/538.30.14, fax 049/538.31.44)