Trattati da Vip!

01/01/2004 - Ezio Bettinelli

Intervista a Cristina Baggia

Muoversi: in due è meglio
Mi sono sempre mossa in treno. Una volta anche in corriera, in Umbria, perché volevamo visitare anche i paesi come Todi dove non arriva il treno.
Sono sempre andata via con Leda, mia amica dai tempi della scuola. Direi che è fondamentale andare via con una persona cara che sia disposta ad aiutarti di fronte alle occasioni impreviste, che abbia forza fisica e capacità e che sia disponibile.
In Italia sono stata a Napoli, Palermo, Perugia, Milano, Venezia, Torino. In Europa: Parigi, Praga, Londra, Madrid, Lisbona, Granada, la prossima sarà, Berlino. L’occasione è vedere qualcosa di bello. Io sono appassionata di pittura, d’arte in generale, e spesso il motivo per muoversi è legato alla voglia  di vedere una mostra, un museo, visitare una città d’arte o un monumento.
Non mi piacciono i viaggi organizzati. Devi muoverti insieme ad altre persone che hanno altri orari, altri interessi. A me piace vedere e avere impressioni mie. Quando viene in mente qualcosa che piace è importante cominciare a organizzarsi, cercare informazioni.
Organizzare una vacanza da sola, però, è ancora molto difficile. Ci sono aree attrezzate per essere visitate ma non ancora per soggiornarvi. Non è facile avere un’informazione adeguata, perché si devono sempre cercare dei percorsi specializzati. Nelle guide turistiche per tutti, quelle che normalmente uso quando viaggio, non c’è un’attenzione di questo tipo.

La disponibilità reciproca
La disponibilità delle persone è sempre stata molto grande. Ho sempre trovato persone molto gentili e disponibili. Certo ci vuole un comportamento educato. Ho visto persone sulla sedia a rotelle con un comportamento arrogante, ma se ti presenti gentile ed educato sarai trattato ugualmente bene. Quando ero a Palermo in un albergo meraviglioso (gli alberghi per le persone disabili sono spesso a quattro stelle!) c’era una scaletta per andare a fare colazione e c’erano sempre due persone che ci aiutavano: ci hanno proprio trattato da vip!  Anche in una città considerata difficile per muoversi siamo riuscite a vedere quasi tutto quello che ci interessava.
Credo comunque che sia importante comportarsi con gentilezza: in questo senso non sei trattato in modo diverso dagli altri. Non bisogna avere pretese assurde solo perché si è disabili.
A me è capitato addirittura che cambiassero il binario di arrivo in modo da farmi salire. Questo va al di là del dovere, è proprio l’atteggiamento che è bello. Questo forse è anche legato al mio modo di essere che cerca l’accordo con gli altri; è fondamentale che uno si comporti bene, il fatto che una persona sia sulla sedia a rotelle non è colpa di nessuno, né sua ma neanche degli altri. Una persona si deve rendere conto che se da un lato ha dei problemi oggettivi, in certi casi può anche crearne.

Affidabilità e fiducia
L’itinerario: ci viene in mente di andare da  qualche parte, spesso c’è un motivo legato alla storia, all’arte. Leggo, mi informo, poi prenoto tramite la mia agenzia, sempre quella da tanti anni. È l’agenzia che fa da filtro, che mi cerca un bell’albergo accessibile. Per me è importante l’affidabilità e la fiducia in chi mi cerca l’alloggio. Ho provato a utilizzare anche  Internet ma non sono certa del grado di accuratezza delle informazioni e soprattutto adesso che non ho più la possibilità di muovere anche solo qualche passo da sola ho bisogno di essere sicura di non trovare brutte sorprese all’arrivo.

Accessibilità
Il livello di accessibilità è abbastanza buono anche se ci sono delle eccezioni. Ad esempio all’Accademia di Venezia, dove pur avevo telefonato per verificare se c’erano problemi di accesso e avevo ricevuto risposta negativa, già all’ingresso c’erano due scalini impraticabili senza un aiuto. Poi ancora due, infine per accedere alle sale della mostra un’altra serie di gradini. Non si può dire: “siamo attrezzati” e poi dover confidare sulla buona disponibilità delle singole persone che trovi là.
Anche Casa dei Carraresi non è di facile accessibilità. Poi, per contrasto, sono riuscita a visitare bene Bergamo alta perché la funicolare ha una piattaforma in cui si riesce a entrare con facilità. Anche all’estero sono riuscita quasi sempre a visitare le cose che mi interessavano, A Parigi, fra l’altro, non è necessario neanche  prenotare prima per il trasporto ferroviario: c’è un “battaglione” di ragazzi in divisa rossa che è a disposizione. È molto comodo perché puoi decidere di spostarti anche sul momento. Ci sono città che per la loro conformazione sono più difficili da girare come Lisbona, tutta un sali e scendi, e città, come Londra, che mi sono sembrate molto attrezzate e dove comunque sono riuscita a vedere ciò che mi interessava. Spesso, comunque, dove non arrivava l’accessibilità tecnica ha compensato la disponibilità delle persone, cosa questa che è un limite e una forza insieme.