Tempo di vacanze, tempo di barriere - Giugno 2008 - 2

26/03/2010 - Claudio Imprudente

L’estate è tempo di svago, riposo, abbandono delle cose di ogni giorno… Ma questo tempo di pausa, di solito, richiede, paradossalmente, una lunga preparazione. Preparazione fisica: ci si scopre di più (non è esibizionismo, il caldo è un dato di fatto), e non vorremmo che gli altri scoprissero che durante l’inverno non ci siamo fatti mancare dolci, zuccheri e grassi di ogni tipo. Preparazione logistica: le possibili mete di un viaggio sono infinite; è necessario scegliere, valutare, prenotare. Per non rischiare di dormire nella sala lavatrici di un albergo di terza classe del riminese…
Preparazione mentale: non siamo abituati a riposare. Non possiamo dare per scontato che riusciremo a valorizzare tutto il tempo che l’estate ci mette a disposizione. Rischia di assomigliare ad un periodo di pensione anticipata. Nei periodi feriali la nostra vita è spesso organizzata da altri, a volte nostro malgrado. Orari e scadenze non dipendono molte volte dalla nostra volontà. Ma siamo bravissimi a fare di necessità virtù, e finiamo spesso per considerare parte necessaria della nostra vita delle occupazioni che, da soli, non avremmo mai scelto e che, invece, la riempiono.
Vedete quante preoccupazioni per organizzare un “vuoto” di cose ordinarie? Anche il divertimento, lo svago, presuppongono una preparazione, un cambiamento, un riadattamento.
Come se non bastasse, per una persona con disabilità l’onere dei preparativi è ancora più invadente. Perché? Vi siete mai trovati a curare tutti quegli aspetti che renderebbero la villeggiatura di una persona disabile una vera vacanza e non un corso di sopravvivenza? Un momento di riposo e di attenzione per se stessi e non un occasione in cui collezionare delusioni, disattenzioni, recriminazioni e proteste? O una palestra per migliorare self-control e forza d’animo?
Non sto esagerando: è necessario sapere tutto di tutto, e spesso non è sufficiente raccogliere pazientemente informazioni relative all’accessibilità di sentieri, passerelle, ascensori, spiagge, stanze d’albergo, stazioni balneari, bagni…Sarebbe sempre preferibile valutare di persona l’effettiva accessibilità di questi spazi e servizi. O, almeno, avere la possibilità di delegare ad una persona fidata una visita in loco.
Il risultato, ancora, è che io (come tanti altri) posso scordarmi di vedere tantissimi posti che mi hanno da sempre incuriosito, suggestionato, o che mi interessano per ragioni di amicizia, di conoscenza…
A contrario di tanti, quindi, per una persona con disabilità la possibilità di fare quel che vuole dove vuole è monca anche in estate. A decidere, in un certo senso, è ancora qualcun altro. Spesso le negligenze degli altri.
Nel mio piccolo, posso darvi questo consiglio: a questi recapiti potete trovare informazioni e richiedere copia cartacea di numerose guide sul turismo accessibile relative a varie parti d’Italia:
Coloplast:
numero verde: 800 - 018537
chiam@coloplast.it; www.coloplast.it

 

Se vi siete stancati di spendere più tempo nell’organizzazione della vacanza che nella vacanza stessa e nella preparazione al bagno che nell’immersione in acqua, partecipate al sondaggio qui sotto.
E che dire? Buone vacanze e occhio alle “barrierine”.
Come sempre, attendo risposte a claudio@accaparlante.it

Claudio Imprudente