A tavola con Mago Merlino - Superabile, gennaio 2010 - 2

26/03/2010 - Claudio Imprudente
Mago Merlino

Certamente tutti conoscete il cartone animato disneyano “La spada nella roccia”, dove si narra di Semola, giovane garzone di un burbero proprietario terreno, che viene notato da Mago Merlino, il quale capisce che il ragazzo ha quelle potenzialità che potranno fare di lui il celeberrimo re d’Inghilterra Artù. Così Merlino decide di curare l’educazione di Semola, insegnandogli che il cervello, al contrario del credo che (forse) imperava nel Medioevo, vale assai più della forza. Comunque a me di Semola, in questo articolo, interessa ben poco. E’ sul Mago Merlino che voglio concentrarmi, e non su quello di Disney (mago pasticcione dalla lunga barba bianca e travestito/trasformista ante litteram, in alcune scene memorabili), ma su quello che ci restituiscono i vari libri del “ciclo bretone” e delle “leggende arturiane”.
Chi è stato infatti Merlino, secondo questi testi? Non tutte le fonti riportano le stesse notizie, ma molte concordano sul fatto che sia stato lui a creare materialmente e a dar vita (in senso politico-giuridico) alla Tavola Rotonda. Questa era, in effetti, un vero e proprio strumento amministrativo, di gestione del reame, che in ultima istanza doveva garantire il potere di Re Artù e prevenire l’insorgere di conflitti di prestigio armati e cruenti. Merlino stesso, a quanto pare, aveva diritto ad un posto attorno alla Tavola, ma questo dettaglio non è importante (per noi, per Merlino sicuramente sì!) e nemmeno certo.
Analizziamo meglio le caratteristiche della Tavola Rotonda: intanto la sua forma, che permetteva ad ognuno di avere un posto uguale a quello di tutti gli altri e a tutti di guardarsi reciprocamente negli occhi; non poteva esistere cioè, nemmeno fisicamente e a livello sensibile, un capotavola, un primus inter pares, pur sedendovi anche il re. Inoltre, come dicevamo, la tavola doveva favorire la prevenzione e la soluzione dei conflitti attraverso un metodo di confronto e cooperazione.
Ancora, esso era uno strumento di potere: garantiva e allo stesso tempo aumentava il potere di tutti, come singoli e come collettività.
Riassumendo, quindi, potremmo dire che le caratteristiche proprie della Tavola e quello che essa permetteva erano parità (uguaglianza); cooperazione (aiuto reciproco), e potere. Tirate le somme, non posso che associare la Tavola Rotonda alla mia Tavola Trasparente, anch’essa in un certo modo “magica”, soprattutto negli effetti che produce.
Per prima cosa, proprio come la Tavola Rotonda, essa favorisce rapporti paritari, permette a tutti di guardarsi negli occhi e di entrare in relazione allo stesso livello.
Inoltre, e questo aspetto è strettamente legato al primo, richiede come metodo, per il suo stesso funzionamento, una cooperazione, un impegno reciproco: o, meglio, favorisce la cooperazione e, insieme, la richiede per la sua stessa esistenza.
Terza cosa, porta ad un aumento di potere, attraverso il cambiamento: trasforma la mia immagine, perché, se per “la gente” sono l'icona della non comunicazione (non parlo, non mi muovo e non mi posso avvicinare alle persone), essa mi permette di avere un peso culturale, sociale, politico. La tavola trasparente cambia la mia “carta d’identità”, divento uomo comunicante e relazionale, come per magia; mi conferisce potere, rendendomi, da oggetto di cura, un soggetto protagonista della sua esistenza e delle sue relazioni.
Strumento magico, quindi, come la bacchetta di Mago Merlino? Certo, c’è un alone di magia attorno all’oggetto, che rende affascinante la Tavola e attraverso di essa, rende più affascinante anche me stesso. Ma, non a caso, ho impostato il parallelo con la Tavola Rotonda, attorno alla quale sedevano persone in carne ed ossa. Infatti la Tavola Trasparente è stata pensata da uomini, è stata realizzata da mani umane e viene utilizzata e attivata da uomini: l’unica dimensione, quella umana, con la quale mi piaccia confrontarmi e della quale mi piaccia conoscere, e subire a volte, i limiti; ma anche unica dimensione che possiamo sperare di modificare: a prescindere da poteri sovrannaturali e bacchette magiche.
E che dire? Merlino mi aspetta a tavola per pranzare…non vorrei tardare, dovesse trasformarmi in un topolino sarebbe un problema…
Scrivete come sempre a claudio@accaparlante.it o cercate il mio profilo su Facebook.
Claudio Imprudente
 

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Testimonianze-Esperienze