Tante case nel mondo

01/01/2005 - Giovanna Di Pasquale

L'integrazione dei piccoli nelle scuole d'infanzia e negli asili nido

Aprire le porte di casa, uscire nel mondo. Essere accolti all’asilo nido, frequentare la scuola dell’infanzia: per i bambini sono occasioni uniche per imparare, con gradualità e attraverso un accompagnamento, a incontrare gli altri e a condividere i modi e i tempi del vivere insieme. Per i bambini che hanno anche un deficit o che vivono una situazione di difficoltà, questo passaggio dalle mura di casa alle realtà dei luoghi educativi è, per molti versi, ancora più delicato e prezioso. Le strutture educative sono i contesti dei primi appuntamenti sulla scena sociale per i bambini in difficoltà e le loro famiglie: appuntamenti vissuti con ansia e preoccupazione, ma anche con speranza e aspettativa di un supporto e di uno sguardo incoraggiante. L’asilo nido, la scuola dell’infanzia sono, quindi, uno snodo estremamente importante nel percorso verso un’identità che riconosca e valorizzi le possibilità, anche le più incerte e meno evidenti, in un contesto sociale dove l’incontro con gli altri, adulti e bambini, è fonte di apprendimento reciproco. L’integrazione di un bambino o di una bambina con un deficit non è solo un’opportunità di crescita e di acquisizione di competenze per quella singola persona, ma costruzione di relazioni e situazioni di lavoro che producono un apprendimento più ampio. Apprendimento che apre al cambiamento e al riconoscimento di connessioni e differenze fra “io” e “mondo”, fra modi originali di essere, agire, comunicare.  L’apprendimento è anche costruzione sociale: le tante case nel mondo costituite dagli asili per i piccolissimi e dalle scuole d’infanzia sono uno fra i terreni più fertili per fare crescere il senso di comune appartenenza alla comunità di donne e uomini, per imparare insieme, come scrive Fulghum, le cose che servono davvero.

Parole chiave:
Scuola ed educazione