Storie di Calamai e di altre creature straordinarie: un convegno a novembre

01/01/2006

Due giornate per riflettere
L’Associazione Centro Documentazione Handicap e la Cooperativa Accaparlante festeggeranno il ventesimo compleanno del Progetto Calamaio con un appuntamento “di studio e gioco” che si terrà il 24 e il 25 novembre a Bologna.
Due giornate in cui riflettere su questa esperienza in modo pubblico e condiviso con l’idea di riprendere in mano il patrimonio costituito da questi anni di incontri di animazione e formazione sulla cultura della diversità e di rileggerlo alla luce dell’oggi, dei cambiamenti che sono così incisivamente entrati nella società e quindi nella scuola.
Vent’anni di lavoro nelle scuole e nelle realtà associative a partire dall’idea di fondo che la persona disabile nei contesti di vita di cui fa parte (la scuola ma non solo), può svolgere un ruolo educativo forte attraverso la messa in gioco della propria esperienza e l’esercizio di una responsabilità che non è solo acquisizione personale ma bene comune.
A partire da questa specificità il Progetto Calamaio si è inserito con intenzionalità nello storico, e mai scontato, passaggio che vede la persona disabile da oggetto passivo e destinatario di cure a soggetto attivo, produttore di cultura, motore di un cambiamento che è prima di tutto nell’immagine mentale e sociale della disabilità.
È un impegno che contrasta i destini segnati e richiama la centralità della relazione educativa e della capacità organizzativa.

Vent’anni di incontri nelle scuole
Più di tremila incontri con e sulla diversità in tutta Italia, condotti da operatori ed educatori disabili e non, che da “colleghi” lavorano insieme.
Incontri pensati ed elaborati intorno a un tavolo di lavoro dove vengono messi in comune idee, conoscenze, strumenti, esperienze.
In questo procedere condiviso crediamo si possano ritrovare quei tratti di particolare incisività e quella forza di gruppo che sono anche gli elementi di riconoscibilità e di specificità.
Lo stile dialogico, aperto, sdrammatizzante degli incontri, si accompagna alla ricerca di strumenti e mediatori organizzativi che rimangano e strutturino cambiamento anche oltre l’intervento dell’équipe esterna.
È quindi una proposta di riflessione educativa che non mette a tacere le differenze individuali, né le difficoltà, ma le utilizza in maniera creativa con l’obiettivo di fare toccare in modo tangibile e coinvolgente come, per un’integrazione non fittizia, sia necessario smontare l’identificazione della disabilità come problema per ritrovarne le possibilità, le risorse, le aperture.
Una metodologia di lavoro del gruppo e nel gruppo che attraverso la partecipazione, anche di ordine emotivo, vuole favorire le condizioni per collegare idee e apprendimenti che non riguardano più e solo il/la bambino/a, la ragazza o il ragazzo con un deficit ma tutti, coetanei e adulti.

Ripensare oggi a questa esperienza significa per noi…
Ripensare oggi a questa esperienza significa per noi riflettere in modo pubblico su quanto si è prodotto, in noi e fuori da noi, rispetto alle attese dell’inizio, ai desideri e agli obiettivi che hanno caratterizzato negli anni gli interventi e i percorsi realizzati; costruire uno spazio di condivisione con chi insieme a noi e da posizioni diverse (persona disabile, insegnante, educatore, genitore, compagno di scuola) ha costruito un pezzo di questa esperienza; incontrare e far incontrare gli “altri animali straordinari” che come il Progetto Calamaio hanno tentato, sperimentato modi di una comunità di vita e di apprendimento attenta, rispettosa, in grado di accogliere e sostenere le singole identità; pensare con il contributo di molti a come andare avanti, quali direzioni rafforzare, quali condizioni per strutturare situazioni di integrazione stabile, quali innovazioni ricercare…

Un percorso per confrontare pensieri e valutazioni
Il Progetto Calamaio non è fatto solo dalle persone che compongono l’équipe di lavoro, ma si integra e si arricchisce dell’apporto dei vari interlocutori che, da ruoli e posizioni diverse, condividono l’esperienza degli incontri di lavoro. Insegnanti, bambini e ragazzi, genitori, educatori sociali: sono stati questi soggetti che, disponibili a incrociare la propria esperienza con quella portata dagli educatori/animatori del Calamaio, hanno reso ogni volta diversa questa opportunità di confronto e rielaborazione.
Affinché l’appuntamento di novembre possa essere quindi uno spazio/tempo costruito insieme a queste voci, abbiamo pensato fosse importante includere tutte quelle persone che hanno rappresentato e rappresentano, per noi e per il nostro percorso di evoluzione, un punto di riferimento importante sul piano della relazione e dell’affetto, ma anche e soprattutto sul piano della condivisione di idee e riflessioni.
Per questo, i mesi di preparazione hanno visto la costituzione di alcuni tavoli di lavoro tematici con l’obiettivo di compiere un lavoro di analisi e valutazioni da portare all’appuntamento di novembre.
Analisi e valutazioni che già nei primi giri di discussione hanno messo l’accento sulla necessità di tenere insieme gli elementi di memoria (storia, identità, stile) e di nuova progettualità, dove il termine “nuova” non vuole richiamare una generica volontà di cambiare per cambiare, ma una necessità di rendere maggiormente capaci interventi di questa natura, di dare strumenti di continuità a chi, nelle classi, tutti i giorni vive e opera.
Solo investendo in questa direzione il Progetto Calamaio può diventare una risorsa non solo legata al momento esperienziale in classe, ma si rende fruibile in più momenti, si fa più metodo, strumento didattico, diventa occasione di scambio e di lavoro di rete, utile anche per creare alleanze che vadano oltre il momento prettamente scolastico.

Per informazioni:
Sandra Negri
tel. 051/641.50.05 fax 051/641.50.55
calamaio@accaparlante.it
sandra@accaparlante.it

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Parole chiave:
Scuola ed educazione