Spazi scolastici

01/01/1997 - Rosanna De Sanctis

L'importanza del corpo e della comunicazione corporea all'interno della scuola è stato un tema da sempre sottovalutato o addirittura ignorato. Così per lo spazio, la disposizione dei banchi, delle classi...
Intervista a 5 insegnanti della Scuola Media Zanotti di Bologna

Come è organizzato lo spazio in questa scuola, seguite lo spazio istituzionale o è stato riorganizzato?

A: Lo spazio in alcune aule è stato riorganizzato per una migliore fruizione dello stesso da parte degli alunni. Noi insegnanti di sostegno utilizziamo molti spazi (laboratori, antiaule, palestra) e abbiamo verificato come il cambiare spazio sia utile per i ragazzi per "scaricare" tensioni.

C: Io mi occupo di informatica e di facilitazione dell'apprendimento attraverso il computer. Ho organizzato lo spazio 3 anni fa quando sono arrivato qui ed è iniziata questa attività. Nell'aula di informatica ho creato due spazi: uno per i computer e uno per rilassarsi; perché anche se il computer è utilizzato in forma ludica, richiede comunque ai ragazzi concentrazione e attenzione molto elevati, quindi per me è fondamentale dare dopo l'attività al computer un tempo per rilassarsi, "scaricare", chiacchierare.

Lo spazio l'ho organizzato in base alla comunicazione circolare dei messaggi; i ragazzi sia della I che della III sono seduti in cerchio, ma purtroppo le aule sono piccole e quindi oltre al cerchio all'interno, c'è un semicerchio. Lo so che non e' ottimale, ma meglio questa sistemazione che quella istituzionale.

E: La palestra era già stata progettata così fin dall'inizio della costruzione della Scuola. E' molto bella, luminosa, ricca di grandi e piccoli attrezzi, ha sei canestri per poter far giocare più gruppi di bambini e in più' accoglie anche 50 ragazzi contemporaneamente e questo ci favorisce molto nel lavoro .

D. "Il corpo, lui non tace mai: sotto lo sguardo, sotto il contatto dell'altro, non cessa di emettere messaggi." (Lapierre) Quanto conosce e utilizza nella relazione educativa i canali della comunicazione corporea e non verbale?

B: E' una relazione che ricerco, perché è istintivo ricercare un contatto fisico con gli alunni, e per contatto non intendo solo quello puramente fisico, ma anche uno sguardo, un certo modo di dare e ricevere ascolto

C: Anche io utilizzo il corpo nella relazione è un modo naturale di vivere il rapporto in modo completo e poi ho osservato che migliora non solo la relazione ma anche l'apprendimento degli alunni.

D Il corpo all'interno della scuola a parte le ore di educazione fisica o di drammatizzazione è mortificato; nelle aule i ragazzi stanno fermi nel loro banco. Ma io credo che la corporeità non riguarda solo il corpo inteso come movimento, ma l'ascolto del corpo, saper ascoltare le proprie emozioni e sensazioni. In questi ultimi anni c'è stata una atrofia del sentire, anni fa ho lavorato all'MCE (Movimento Cooperativo Educazione) e ho fatto diverse esperienze, da allora cerco di dare ai ragazzi uno spazio che non è di movimento, ma un ascolto del proprio sentire; ad esempio quando entro in classe chiedo: "Come state? come vi sentite?, come definiresti con un colore la giornata di oggi o il tuo essere oggi?" per me già questo è dare attenzione e iniziare la giornata in modo diverso. Io sono consapevole di come comunico ma non sempre riesco ad utilizzare questa consapevolezza. Ci sono alcune tecniche che cerco di utilizzare, come il tono della voce, l'intercalare, i silenzi...

E: Il corpo è per me fondamentale, l'attività fisica è estremamente importante, tanto che finalmente anche nelle scuole elementari si fa attività motoria e noi notiamo la diversità in Ia dei ragazzi che hanno svolto attività e quelli che non l'hanno avuta; perché nei primi c'è una maggiore disponibilità motoria. Noi in questa Scuola facciamo, io ed il mio collega, in ore extrascolastiche un avviamento alla attività sportiva, ma non finalizzata all'agonismo e ogni anno abbiamo molte adesioni. Negli anni abbiamo rilevato che in queste attività i ragazzi esprimono se stessi non solo da un punto di vista fisico ma anche psicologico-emozionale, il fatto di essere in tuta come loro, di rotolarsi come loro, di giocare con loro li aiuta ad aprirsi a liberarsi ad esprimersi, più volte è accaduto e accade che i ragazzi ci raccontino i loro disagi, le loro paure; spesso ci vengono a cercare con delle richieste specifiche di aiuto; in aula è più difficile, già la cattedra crea una separazione qui c'e' una vicinanza, un ascolto, un contatto fisico e umano che difficilmente si crea in altri luoghi anche se in questa Scuola accade ma perché ci sono insegnanti sensibili oltre che preparati e gli alunni ne hanno veramente bisogno. Inoltre nella nostra attività vengono trasmessi valori come il rispetto delle regole, la collaborazione, la solidarietà, la capacità di rispettare gli altri, l'accettare la sconfitta che io credo siano punti fondamentali nella crescita e nello sviluppo di una persona.

Esiste in questo ultimo decennio una letteratura e una quantità di informazioni relative all'educazione corporea, ma l'attenzione è spesso stata sul progettare e attuare un programma in funzione del corpo del bambino. E il corpo dell'insegnante?

A: Per l'insegnante c'è molto meno, sarebbe molto importante avere una formazione in questo senso, le poche occasioni che ho avuto mi hanno aiutata nella relazione con i ragazzi creando un rapporto più sereno e costruttivo. Noi abbiamo troppo spesso la funzione di trasmettere ai ragazzi rimanendo fuori,non consapevoli che in quel momento siamo già in relazione con loro

C: L'insegnante viene considerato molto poco nel suo aspetto corporeo, e il rischio è che lui trasmetta messaggi e segnali negativi che vengono ascoltati dai ragazzi soprattutto da quelli molto sensibili creando un danno non solo nella relazione ma anche nella trasmissione di informazioni, contenuti e apprendimenti. Ho la sensazione che quando si parla di corpo, così come a volte accade anche per l'informatica, molti colleghi pensano che quello è giocare e non insegnare, non comprendendo che utilizziamo tutti in ogni momento il corpo e la comunicazione corporea.

D: Tutto è ancora molto teorico. Ho fatto un'esperienza pratica solo all'MCE e ad un seminario condotto da una compagnia teatrale lavorando a fianco a loro e con i ragazzi, solo allora ho veramente compreso.

L'insegnamento è un rapporto in continua interazione, creare una didattica di ascolto sul sentire, sull'esprimere la propria emotività crea per loro dei momenti magici si pongono in una condizione di maggior attenzione e suggestione, si esce dal tradizionale, io ho ottenuto attraverso la scrittura emozionale, scritti di una intensità e originalità che mai avrei ottenuto se avessi chiesto un tema tradizionale

Quindi hanno espresso se stessi....

D: Certo, in questo modo la Scuola diventa sede di ascolto, dei loro stereotipi ma anche delle loro originalità, delle loro paure, dei loro disagi. A casa spesso non hanno una povertà affettiva ma una povertà di ascolto dei loro bisogni che non sono solo quelli materiali. Negli scritti si lasciano andare con loro grande sorpresa e esiste un forte bisogno di dire, di essere ascoltati soprattutto in una fase come questa dell'adolescenza.

Nel dibattito permanente sulla formazione degli insegnanti si sono precisati due aspetti: uno relativo alla formazione professionale e metodologica, l'altro riguarda la formazione della personalità intesa come capacità di osservare, di essere flessibili, di rivedere obiettivi e procedimenti educativi. Quanto è per lei importante la comunicazione e la consapevolezza corporea nella formazione?

A: A mio parere conta moltissimo, ad esempio quest'anno il Corso di Formazione a cui ho partecipato sulla "Gestione dell'aggressività in aula" ( Corso di formazione per insegnanti Comunali condotto dal Centro Studi Mosaico Psicologie n.d.r.) utilizzava come strumento lo psicodramma e quindi il corpo, per me è stato un contributo importantissimo mi ha aiutato e mi aiuta nel lavoro perché ho imparato a riconoscere la mia e la comunicazione dell'altro, sono maggiormente in ascolto e anche i contenuti prettamente curriculari vengono trasmessi con maggiore efficacia e semplicità, e' stato una formazione pratica e non solo teorica come spesso accade.

B: La formazione corporea manca, o la svolgi personalmente e individualmente o è spesso assente nella formazione istituzionale; soprattutto è una formazione che dovrebbe essere estesa a tutti i docenti, non solo agli insegnanti di sostegno, perché la comunicazione corporea e il suo utilizzo riguarda tutti non solo gli alunni in situazione di svantaggio.

C: la formazione che possiedo, deriva da un mio interesse personale e da un bisogno che non trovava risposta nella formazione istituzionale. Purtroppo le conoscenze che ho acquisito sono rimaste in un ambito teorico, perché non ho avuto occasione di partecipare a corsi o stage pratici.

D: se pur lavoro da 15 anni, ancora oggi la formazione corporea è entrata molto poco; per me è stata una conquista di questi ultimi anni. Ricordo ad esempio l'esperienza che ho avuto che già accennavo prima, sulla scrittura emozionale con riferimento a lavori svolti da alcuni noti Neuropsichiatri americani per me quella attività rimaneva una attività a parte, io allora non la riuscivo a fondere con la didattica quotidiana. Ultimamente ne sono più consapevole, anche se è ancora molto distante, nessuno ci aggiorna su questo, ora iniziano alcuni centri e gruppi teatrali ma al di fuori della Scuola, del Provveditorato, dei canoni tradizionali, che lavorano sul concreto e non sulla teoria, dove esiste un ascolto reale, a noi non serve la teoria, io il maggiore aiuto l'ho ottenuto da un'attrice...

E: Per me è molto importante ma tutta la mia formazione è passata attraverso il corpo.....

 

A: Tina Fiocchi : Insegnante di Sostegno Comunale
B: Mirella Iotti: Insegnante di Sostegno Comunale
C: Federico Aiello : Educatore della Coop. Nuova Sanità
D: Rita Barbieri: Docente di Lettere
E: Maurizia Ogier: Docente di Ed. Fisica

Pubblicato su HP:
1997/56