Salve sono Bernardo, servitore di Zorro - Superabile

29/03/2010 - Claudio Imprudente

Con vero piacere pubblico la lettera di questo lettore, scritta in risposta al mio articolo “Trent’anni di Zac Zac Zac” (www.superabile.it, 9 Ottobre 2007) , per dare voce a chi ancora cerca di aiutare Zorro a lasciare dei segni…

Caro Claudio,
anche io ho partecipato al tuo sondaggio sulla "data storica" del 1977, dove ho ammesso l'importanza della Legge sull'integrazione scolastica. Con disagio, devo dire, e con l'amaro in bocca, e non solo per la risposta bloccata tipica del sondaggio. Mi sono accorto con una certa dose di rabbia di non aver saputo dare (né mi sembra ci abbiate provato a farlo tu e Canevaro) una definizione di "integrazione" e "fare di più'". Già, cosa significa in concreto integrazione e cosa in concreto possiamo fare di più?
(…) Allora mi sono rifatto alla mia esperienza di genitore di ragazzo tetraplegico e, di conseguenza, alla sua esperienza di vita scolastica: mi riferisco nelle righe seguenti a "minorazioni" (…) che impediscono l'uso della parola. La nostra società oggi ha infatti necessità, per valutare una persona, di avere risposte. Chi non è in grado di darle e' tout court un ritardato mentale. E se non ricordo male anche il Bernardo di Zorro era considerato ritardato mentale... ah, scusa oggi si dice "con grave ritardo cognitivo".
Se dunque guardo a questi anni (ancora attuali), non posso che ammettere anch'io "il cambiamento culturale e sociale" di cui parli. Tuttavia, credo che oggi questo tipo di integrazione (quella cioè che ha ammesso la disabilità come elemento comune e "normale" nelle scuole italiane) non sia più sufficiente.
(…) Nella mia vita ho sempre cercato qualcosa di più che lavarmi o andare a spasso o anche in vacanza, (i trattamenti riservati al proprio cane, N.d.r.): ecco, per tornare in argomento, la cultura, il desiderio di apprendere sono stati una delle cose che più mi ha attratto e mi ha appassionato. Ma l'integrazione oggi operante nelle scuole è proprio questo che non prevede per il disabile! Un disabile che va a scuola perché ha voglia di apprendere e interesse allo studio non e' previsto! Ecco quello che intendo per "integrazione da cani".
Canevaro dice: "...la scuola oggi ha bisogno di avere più figure legate all'incontro tra bisogni e competenze: se una persona, ad esempio, ha un problema di autismo, serve qualcuno che sappia organizzare l'ambiente circostante, che sappia indicare ai colleghi le cose da fare, i sussidi giusti da approntare…"
Ecco...serve qualcuno..., nessuno si pone il problema di chiedere: “ ma cosa ne pensa, cosa vorrebbe veramente quell'autistico?”
So bene che il problema è che quell'autistico non e' in grado di esprimere quello che vuole: ma se scoprissimo che non parla, che non può esprimersi, non perché è ritardato mentale, bensì solo perché noi non abbiamo gli strumenti adatti perché lui si possa esprimere? E se li avesse, cosa direbbe? Nessuno di questi Luminari forse si pone il problema.
E se chiedesse di poter studiare e avvicinarsi alla Conoscenza? E se chiedesse- cosa assurda nella scuola di oggi e nei ragazzi di oggi- di essere messo nelle condizioni di avvicinarsi al Sapere, in modo disinteressato?
(…) Sicuramente incontrerebbe enormi difficoltà, perché questa scuola e questa società non sono attrezzati per questo.
Anche perché tanti di questi Luminari dovrebbero finalmente ammettere che hanno marchiato, a causa della loro imbecillità, come ritardati mentali persone anche geniali o semplicemente intelligenti come tante altre, e dovrebbero finalmente ammettere che sulla disabilità non hanno mai capito niente. La vedo dura! Ma, come ben sai, nel "nostro campo" la resa non e' contemplata.
Scusa per la prolissità e
Cordiali Saluti.

Angelo Tumino

P.S.: per ragioni di spazio ho dovuto eliminare, segnalandolo con (…), alcune parti. La comprensione dell’articolo non mi sembra pregiudicata da questi necessari aggiustamenti. Mi scuso col signor Tumino.
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