A Roma si aggira uno Yeti che abbatte le barriere (e si rifugia in una libreria)

01/01/2005 - Francesco

È decisamente lo Yeti più accogliente che si possa immaginare: libreria, bar-caffè e postazioni Internet in due locali costruiti e arredati in modo da abbattere qualsiasi tipo di barriera architettonica.
Veramente accogliente e caloroso, “lo Yeti” è un posto speciale, è un luogo dove chiunque, felice di trascorrerci ore da adulto, avrebbe voluto passare anche i suoi pomeriggi bambini, o almeno io me lo sarei augurato.
Ha caratteristiche di accessibilità che sono state pensate e progettate sin dall’inizio della ristrutturazione dei locali di un vecchio “Vini e olio” del quartiere romano del Pigneto: sportelli che si aprono completamente, spazi tra i tavoli, la cucina disposta con adeguati disimpegni, la possibilità di muoversi agevolmente davanti agli scaffali dei libri e dietro il bancone del bar rende la struttura interamente accessibile a ogni tipo di visitatore (anche ad anziani, genitori con passeggino, viaggiatori con ingombranti zaini e valige, ecc.) e al personale che si muove con una sedia a rotelle. Infatti la Cooperativa Integrata “Libera... mente”, che gestisce “lo Yeti”, ha tra i suoi soci fondatori Daniele Lauri che dal 1991 usa e si sposta con una carrozzina. Dall’esperienza comune di un collettivo di amici che nel 2001 gestisce un campeggio in Sardegna e deve inventare come rendere fruibili e accessibili tutte le sue zone (spiaggia, bar, bagni, percorsi, ecc.) nasce l’idea di costituirsi in cooperativa integrata – 5 soci con diversi ruoli e tempi d’impegno – e di sperimentare anche al proprio interno, su di sè, sul proprio deficit – potrei chiamarla una “auto-rilevazione” – come rendere uno spazio architettonicamente ideale per un’accoglienza che in qualche modo incontri lo specifico culturale e la propria vita.
Ma a questo punto si incontrano, non facili da abbattere, le barriere legislative e burocratiche.
E ce ne sono ancora tante!
Nel 2005 in Italia, a Roma, appena passato l’anno europeo del “disabile”, ci troviamo di fronte a un paradosso difficile da credere: la rampa, bellissima e discreta, che permette ai visitatori con problemi di mobilità e permette a Daniele Lauri di accedere ai locali in piena autonomia personale e lavorativa, viene bollata e considerata dagli “esperti” come “un manufatto a servizio della propria attività commerciale” e per questo deve essere abbattuta (lei!, la rampa!), multata dai Vigili Urbani ed essere sostituita con una pedana mobile da rientrare ogni sera; evidentemente non si tiene in alcun conto il valore e il significato di avere un ausilio (la rampa) indispensabile per l’autonomia lavorativa, che può essere gestito senza necessità d’aiuto da chi si muove in carrozzina. “Se devo essere aiutato e assistito a sistemare dentro e fuori ogni giorno la pedana, allora avrò sempre bisogno di una persona”, spiega cinicamente Daniele Lauri. Per fortuna ciò non è ancora successo ma certamente da questa immagine emerge la difficoltà a trovare una mediazione istituzionale che superi un’eventuale carenza legislativa, si esalta una difficoltà che nega la ricerca di un ponte tra l’impossibilità di modificare il suolo pubblico e la necessità di farlo, per garantire, e non solo a parole, anche la possibilità di un inserimento professionale e sociale.
Cosa succede se l’Ufficio Tecnico si impunta? Come scriveva Roland Barthes nei Miti d’oggi: “Vedere qualcuno non vedere è il modo migliore per vedere intensamente ciò che egli non vede: così al teatro di marionette sono i bambini che suggeriscono a Guignol quello che lui finge di non vedere”. Che fare se l’istituzione municipale non sta al passo con un quartiere che al contrario è sensibile per “istinto”? Già, il Pigneto, tra la popolare via Prenestina e l’antica via Casilina. Un quartiere particolare, a Roma, che sta diventando di tendenza anche per la sua popolazione eterogenea: universitari fuori sede, immigrazione di seconda generazione, giovani coppie e vecchi romani di e dalla lunga memoria. È in questo contesto che la libreria-caffè “lo Yeti” è diventata punto di aggregazione per tutti gli abitanti del quartiere, pulsioni vitali che si sono consolidate in questi quasi due anni di apertura, testimoniate anche dai numerosi ragazzini che la frequentano. Due sono le postazioni per l’uso del computer da cui si può, con contributo minimo, navigare sulla rete.
Nella sala lettura si possono leggere riviste, quotidiani e fumetti bevendo e mangiando comodamente a colazione o all’aperitivo, all’ora del the o al brunch. La proposta gastronomica va dalla tradizione mediterranea – salumi e formaggi, cous-cous, tapas, hommus – sino al salmone islandese, e ancora ottima pasticceria e scelta di vini. Tutti i prodotti sono di cooperative e agriturismi che ne certificano la qualità e la provenienza da agricolture biologiche.
La libreria invece dedica un’attenzione particolare alle produzioni indipendenti e alla piccola editoria, con una sezione dedicata al fumetto d’autore e un catalogo indirizzato in particolare alla letteratura per l’infanzia, la didattica e gli ausili pedagogici. Sempre in movimento la libreria propone e ospita numerose iniziative, possiamo trovare presentazioni di libri, spesso abbinate a dei dj-set dal vivo e la possibilità per piccole case editrici e per giovani, e vecchi, autori di presentare le proprie produzioni. Inoltre, insieme ad altre organizzazioni del quartiere, organizza eventi di strada che coinvolgono centinaia di persone: reading di poesie, performance teatrali, concerti, lezioni di tango che portano la festa e i libri per strada.
Accessibile in tutti gli spazi, anche in quello più misterioso e nascosto del portafoglio, dato che tutto è a prezzi bassi, c’è la possibilità per chi si muove in carrozzina di lasciare l’auto, munita di contrassegno, ai margini dell’isola pedonale del Pigneto che vi porterà direttamente a “lo Yeti”, uno Yeti di sapore nordeuropeo, unico nel suo genere mitologico che si trova improvvisamente (pieno) in surplus di calore che distribuisce a tutti noi dalle ore 10 alle 23 di tutti i giorni, tranne il lunedì che è chiuso.

Libreria-Caffè “lo Yeti”
Quartiere Vigneto, via Perugina 4, Roma
Tel/fax  06/702.56.33
e-mail: info@loyeti.org
sito web: www.loyeti.org

Parole chiave:
Barriere architettoniche