Riforma del collocamento obbligatorio

01/01/1999 - Gianni Selleri

I primi tentativi di riforma del collocamento obbligatorio risalgono al 1972: in venticinque anni sono state presentate decine di proposte di legge e sono stati formulati cinque testi unificati che sono sempre decaduti con le varie legislature.
La nuova normativa sostituirà finalmente la ormai inadeguata e inapplicata legge n.482 del 1968.
Ricordiamo alcuni dati: gli invalidi disoccupati iscritti nelle liste sono 270 mila (ma quanti saranno “falsi” ?) dal 1982 ad oggi gli handicappati hanno perso oltre centomila posti di lavoro, le aziende private respingono l’80 per cento degli avviati agli uffici di collocamento.
Ecco perché l’approvazione del nuovo testo, che non è il migliore possibile, costituisce comunque un progresso.

Cosa dice la nuova legge

- Sono soggetti ad obbligo le aziende con almeno 15 dipendenti (attualmente si parte da 35) nelle seguenti percentuali:
da 15 a 35 1 disabile (solo in caso di nuove assunzioni)
da 36 a 50 2 disabili
oltre 50 7 per cento
- Il collocamento è mirato. Un apposito Comitato tecnico, in accordo con i servizi del territorio, valuta le reali capacità del lavoratore disabile e le caratteristiche dei posti disponibili, individuando percorsi personalizzati di inserimento, con agevolazioni per i datori di lavoro.
– Le assunzioni si effettuano nelle aziende private per chiamata nominativa nel 60 per cento dei casi. Per il restante 40 per cento la chiamata è numerica o, in alternativa, i datori di lavoro possono stipulare convenzioni per il collocamento mirato dei soggetti che presentino difficoltà di inserimento.
- Per i datori di lavoro che stipulano convenzioni per l’integrazione sono previste le seguenti agevolazioni:
esonero del pagamento degli oneri sociali per otto anni per i disabili con riduzione della capacità lavorativa superiore al 79 per cento;
esonero parziale del pagamento degli oneri sociali per cinque anni per i disabili con riduzione della capacità lavorativa tra il 67 e il 67 per cento;
rimborso della spesa nella misura del 50 per cento per l’adattamento del posto di lavoro.
- La fiscalizzazione totale degli oneri sociali per otto anni si applica sempre nei confronti di chi assume lavoratori con handicap intellettivo e psichico indipendentemente dal grado di invalidità.
- Per le agevolazioni sono stabiliti i seguenti finanziamenti: 40 miliardi per l’anno 1999 e 60 miliardi a decorrere dall’anno 2000. Le regioni inoltre istituiscono il Fondo Regionale per l’occupazione dei disabili (che viene alimentato dalle sanzioni) con lo scopo di potenziare l’inserimento lavorativo e i servizi relativi.
- La legge chiede meno ai datori di lavoro (l’aliquota passa infatti dal 15 al 7 per cento), ma è più rigorosa e, per chi non la rispetta, è prevista una sanzione di 100.000 lire al giorno per ogni posto non coperto e l’esclusione da gare d’appalto o da convenzioni con le pubbliche amministrazioni.
- Sanzioni non previste anche per i responsabili delle pubbliche amministrazioni.
- Nel pubblico impiego i disabili sono assunti sempre per chiamata numerica o per concorso o attraverso le convenzioni per il collocamento mirato.
- Tra i percorsi per il collocamento mirato è stato previsto il coinvolgimento delle cooperative sociali. Non è ammesso lo scambio: assunzione in cooperativa sociale in cambio di appalti; i datori di lavoro si impegnano comunque ad affidare commesse di lavoro. La procedura prevede l’assunzione del disabile da parte del datore di lavoro con comando a termine (due anni al massimo) a fini formativi presso la cooperativa sociale, fino al definitivo inserimento nell’azienda stessa. Prevede altresì la facoltà per le Regioni di attuare specifiche iniziative per promuovere l’inserimento anche nelle cooperative sociali.
- Il collocamento dei disabili (che verrà effettuato, in base al D.Lgs.469/97, non più dagli uffici periferici del Ministero del Lavoro ma dalle Province) deve avvenire in raccordo con i servizi sociali, sanitari, educativi e formativi del territorio per favorire l’incontro fra la domanda e l’offerta di lavoro.

Nuovi posti di lavoro e nuove difficoltà

Si stima che con questa legge si renderanno disponibili nel giro di due anni almeno 70 mila nuovi posti di lavoro (soprattutto per l’estensione alle piccole e medie imprese). Occorre però ricordare che il testo prevede l’entrata in vigore delle norme dopo dieci mesi dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.
Accanto alle valutazioni positive vi è la persistenza di alcuni dati negativi: La conservazione delle categorie giuridiche (con l’aggiunta tradizionale di orfani, vedove, profughi rimpatriati), la presenza e i privilegi delle associazioni storiche, pesantezze burocratiche applicative e normative, il rischio dell’istituzione di un mercato del lavoro protetto parallelo e sostitutivo di quello normale, alcuni ritardi culturali nella valutazione delle possibilità di inserimento dei disabili psichici e soprattutto il fatto che i disabili vengono ancora individuati “sulla base della riduzione della capacità lavorativa”.
Il testo rappresenta una soluzione di progresso e di compromesso, non facilmente gestibile.

Pubblicato su HP:
1999/69
Parole chiave:
Lavoro, Legislazione