Ridere fa bene

01/01/1999 - Rosanna De Sanctis

I clown therapist lavorano negli ospedali e nei centri di salute mentale con i bambini ricoverati, gli anziani, le persone con handicap psichico, nei reparti per ammalati di AIDS. La comicoterapia nasce negli ospedali americani e precisamente a New York nel 1986; in Italia questo tipo particolare di "sostegno" esiste negli ospedali in provincia di Milano, Como e Varese dal 1996Ridere fa bene e aiuta anche a guarire. Lo dice il senso comune, ma le ricerche degli scienziati lo confermano, e si studiano i meccanismi fisiologici che entrano in azione. Lo scopo è quello di usare il riso non come una cura, ma come un complemento al processo naturale di guarigione.
Parecchi studi hanno dimostrato che nei soggetti che vivono esperienze divertenti, quali assistere a commedie o film comici, aumenta la capacità di affrontare il dolore. Da circa dieci anni la psiconeuroimmunologia cioè lo studio dell’influenza esercitata dallo stato psicologico e dal sistema nervoso sul sistema immunitario ricerca e studia come le emozioni possono influire sulle reazioni chimiche che avvengono nell’organismo, specialmente nel sistema immunitario.
Si sta cercando di determinare se l’umorismo e il riso aumentino le endorfine (sostanze chimiche presenti nel cervello) che fungono da naturali “antidoti” al dolore.
Ridere distende i muscoli, rallenta il battito cardiaco, abbassa la pressione, stimola la secrezione d’endorfine.
Ridere è un’occasione catartica accessibile a tutti, purifica, drena e disintossica. Cosi le preziose endorfine contrastano le emozioni negative che abbassano le difese, rendendo l’organismo più vulnerabile alle malattie.
La clown therapy, od ora anche detta comicoterapia, nasce negli ospedali americani precisamente a New York nel 1986; il pioniere è un clown professionista Michael Christensen che ha creato insieme con Paul Binder la “The clown care Unit” (unità di cura da parte di clown) che porta il sorriso e la fantasia negli ospedali pediatrici, il modello è stato poi esportato in Francia (“Le Rire Medecin”) e in Svizzera (la Fondazione Theodora).
In Italia dal 1996 la clown teraphy è operativa in otto ospedali nelle provincie di Milano Como e Varese a cura della Fondazione Aldo Garavaglia e ora un’esperienza analoga è nata nel reparto oncologico dell’Ospedale Meyer di Firenze, grazie all’Associazione Clown Aid. A Roma l’Associazione Ridere per Vivere opera nelle corsie del Centro Paraplegici e nel reparto Aids dello Spallanzani.
Ma ridere dicono i clown therapist è un‘arte da imparare: “perché siamo soggetti a pregiudizi culturali che c’impediscono di scoppiare in una sonora risata, ad esempio crediamo che ci voglia una buona ragione per ridere mentre questo comportamento si esplica al di fuori della logica della razionalità e pensiamo che il movente della risata sia la contentezza, mentre si deve ridere per sentirsi meglio: per essere contenti”.
“Il riso ha una funzione sociale“ ha scritto Bergson, erompe ed è un sano modo di difendersi contro ogni eccessiva rigidità. Freud è stato il primo ad analizzare in chiave psicoanalitica il “Witz”, la battuta di spirito. Il riso, che dal punto di vista della fisiologia nervosa è semplicemente una liberazione d’energia, dal punto di vista psicologico può essere considerato come una forma di linguaggio. Un linguaggio che inizialmente è individuale, ma può diventare, per contagio un linguaggio sociale.

Il Dottor Sorriso

Entrano negli ospedali nei reparti pediatrici, i bambini ridono e le infermiere e i medici sorridono, i genitori si sentono sostenuti nel cammino di guarigione dei loro figli. I clown vogliono capire la sofferenza di ogni bambino e trovare gesti e parole che portino sollievo alla sofferenza.
I clown della Fondazione Aldo Garavaglia con il loro intervento fanno ritrovare al bambino ospedalizzato un mondo fatto di colori, musica, magia e umorismo. Tutto questo attraverso spettacoli d’animazione umoristica e d’altro genere, con un unico filo conduttore: tante risate.
Vestiti da clown, ma con camici multicolori da dottori si aggirano nei reparti pediatrici; il loro arrivo è annunciato dalla musica dei loro strumenti che creano nei bambini curiosità e stupore. I Dottor Sorriso hanno sempre precedentemente un incontro informativo con le infermiere responsabili del servizio, per conoscere il numero dei bambini da visitare e il loro stato di salute fisica e psicologica, oltre all’autorizzazione dei genitori e dei bambini stessi. I clown della Fondazione sono legati al segreto professionale e al rispetto delle norme igieniche ospedaliere.Una volta giunti dal bambino creano su misura un piccolo sketch, facendo il possibile per coinvolgerlo (nei limiti della sue possibilità) poiché dicono: ”è importante che il bambino non viva solo il ruolo di spettatore, ma che possa partecipare alle magie e agli spettacoli d’animazione, creati appositamente per lui.” Cosi’ fra bolle di sapone, musica, campanelli immaginari giochi di magia, pupazzi parlanti, oggetti dai mille rumori inizia una complicità fra i clown e i bambini che si lasciano trasportare in un mondo di fantasia evadendo dalla realtà ospedaliera. Alla fine della visita i bambini ricevono palloncini e una cartolina con la foto dei clown e s’invitano a scrivere agli stessi clown. Ogni reparto di tutti gli Ospedali visitati dal Dottor Sorriso hanno infatti un apposito spazio per ricevere la posta e come dicono i Dottor Sorriso “il giorno della visita in tutto l’ospedale regna il buon umore”.

Per informazioni:
Fondazione Aldo Garavaglia Tel 02/930.40.40
Associazione Clown Aid Tel 055/896.41.34
Associazione Ridere per Vivere Tel 06/562.27.25
Corsi per Clown therapist: Max Deon, psicoterapeuta, tel. 014.634.110 Zurigo.
Dal 13 al 20 Giugno 1999 la Libera Università di Alcatraz (S. Cristina – Perugia) organizza il Festival Internazionale di Comicoterapia con Patch Adams e altri ospiti

Pubblicato su HP:
1999/69