Quanto è difficile nuotare sotto o sopra l' onda della coca

01/01/2002 - Di Nube (carica di pioggia)

Per capire qualcosa di quello che leggerete dopo, vi debbo raccontare qualcosa di me e dei fantasmi che mi porto dentro. Io ho una lunga storia di tossicodipendenza,durata circa venti anni: facendomi e non facendomi a periodi alterni, caratterizzati da sofferenze e piaceri condizionati in qualche modo dall'uso di sostanze. Questo "scansare" gli ostacoli mi ha procurato diverse conseguenze: perdere 1'affetto e 1'amicizia di molte persone, alcune delle qua1i morte per abuso di sostanze o effetti collaterali. Queste sono conseguenze che sentirò di dover pagare per il resto della mia vita o meglio "malavita". Nonostante sia passato ormai un anno e qualche mese che con fatica non uso più eroina, a volte mi capita di sentirmi solo e "disperso". Quello che vorrei tentare di farvi sentire e capire è 1'estrema "facilità" che ho nel ritornare sui miei passi e ripetere gesti, ricercare situazioni e azioni legate al mio passato/presente di tossicodipendente. Quando ci si ritrova senza amicizie, senza affetti e con poche cose chiare in testa, è molto facile rimettere, inconsapevolmente, tutto in gioco e vivere "vite parallele", una sotto e una sopra, una invisibile e una visibile, una da "piazza" e una che non ho purtroppo ancora ben chiara. Per questo quando ogni tanto decido di ri-tornarmi a fare di cocaina ricerco vecchie emozioni, vecchi sapori, vecchie e nuove amicizie. A volte certamente tutto questo risulta essere squallido e doloroso, ma tornare in piazza e un'azione che so fare. Lì incontro un sacco di persone con dei passati e dei presenti simili al mio: il ragazzo che, pur avendo vent' anni e un aspetto ben curato, vive rubando nei negozi del centro, spendendo due milioni di lire in coca in due giorni. Questo ragazzo ha purtroppo una sorta di inconsapevole ammirazione per le persone che come me hanno vissuto la loro vita "stupefacente" un po' al di sopra delle righe. La ragazza che, passando un pomeriggio-sera insieme, tra pioggia e portici, io cercando "coca" e lei "ero", alla fine della giornata ti offre ospitalità a casa sua e rimane con te a parlare di amicizie che senza saperlo avevamo in comune. Non sono, purtroppo, tutti piaceri e sempre più spesso mi capita di vivere situazioni di estremo rischio e disagio. Un po' di tempo fa sono finito in un luogo, una zona industriale dismessa che è diventata terra di nessuno, dove per accedervi bisogna scavalcare una serie di muretti e cancellate. Al buio, di notte, scartando ogni tipo di detriti, rifiuti e quant'altro, si arriva in un luogo indefinito, ma molto reale, in cui sotto fatiscenti pilastri e capriate di cemento e ferro, si vedono in lontananza piccole fiammelle di accendini e candele, con cui gruppi di magrebini sono intenti a scaldare fogli di carta bianca su cui spezzare e triturare pseudo "sassi" di cocaina. Questo spaccato di quotidianità tossica si ferma qua e gli episodi più spiacevoli e violenti me li riservo per alimentare i miei incubi. Le sostanze hanno effetti ben precisi sulla mente umana non permettendomi di avere sempre una percezione corretta e imparziale sulle mie azioni. Qualche riga più su mi sentivo solo e disperso, per cui se non avete ancora capito perchè a volte affogo sotto 1'onda e a volte nuoto sopra 1'onda, sappiate che desidererei altre situazioni, altre emozioni dalla vita: un salvagente o uno sguardo, un canotto