Q come Quore (il fumetto per l’handicap)

01/01/2002 - Stefano Gorla

C’è un cuore pulsante, un cuore diverso non solo muscolo, non solo carne. Un cuore che batte nel mondo del fumetto. Una empatica vicinanza alle ragioni del cuore di pascaliana memoria. Una metafora.
È il fumetto che si mette in prima fila per rendere ragione delle sue convinzioni profonde. È il fumetto che esplicitamente si schiera, è il linguaggio-fumetto che mostra la sua efficacia e si veste da testimonial. Campagne sociali dove i personaggi a fumetti richiamano attenzione, mettono in gioco il loro physique du rôle. Ecco Dylan Dog che appare sul manifesto disegnato da Claudio Villa per sostenere una campagna di aiuto a favore degli alluvionati del Piemonte ( ) oppure ripetere da un manifesto “ne’ eroe ne’ eroina” sotto un esplicativo droga out. Martin Mystère e Lupo Alberto con l’apporto delle Giovani Marmotte disneyane si dedicano all’ambiente ( ). E poi tabacco, alcool, AIDS, diritti dei minori, diritti degli animali ( ).
Il fumetto, sempre in prima fila, mostra il suo cuore che per il mondo dei disabili non poteva che essere un cuore con la q. Campagna contro ciò che il comune sentire, che la cosiddetta normalità percepisce come una sorta d’errore.
Già nel 1955 il disegnatore statunitense Al Capp, contrazione dietro cui si celava il disegnatore Alfred Gerald Caplin, realizza un’avventura del suo celeberrimo Li’l Abner, simpatico beffeggiatore della società americana, dove si sottolineava il bisogno di un supporto psicologico e fattivo agli handicappati che tendevano ad autoescludersi dalla vita sociale (che ci metteva del suo naturalmente!). Una bella storia dove il sorriso si faceva amare e l’umorismo lieve.
Anche la Sergio Bonelli Editore ha schierato due sue personaggi di punta come testimonial per l’handicap, mentre le sue storie (da Dylan Dog a Nathan Never passando per Magico Vento e Nick Raider) non mancano di sfiorare, toccare, approfondire il tema della diversità, del limite, della rappresentazione dell’handicap. I due personaggi sono Dylan Dog e Zagor diventati, nel 1993, in una mostra “Due amici per i disabili”. Alla mostra organizzata in collaborazione con l’ANFASS (Associazione nazionale famiglie e fanciulli e adulti subnormali) era collegata la raccolta di fondi per il progetto di realizzare una comunità alloggio per ragazzi insufficienti mentali. Il manifesto della mostra realizzato da Claudio Villa è divenuto, qualche anno più tardi, anche la copertina del volume Diversabili. Figli di una nuvola Minore? editato da Cartoon Club nel 2001, in parallelo alla mostra su fumetto e handicap tenutasi a Rimini in quella stessa estate.
Interessantissima anche la riflessione del Centro emiliano problemi sociali per la trismoia 21, intorno all’utilizzo del fumetto come testimonial in campagne informative sul handicap ( ). Riflessione che ha trovato un suo sbocco anche nella creazione di un personaggio a fumetti, Colla (il cromosoma 47 responsabile della sindrome di Down), protagonista di un opuscolo ( ) che mostra la vita di un bambino con un cromosoma in più.
La rivista DM dell’Uildm (Unione Italia lotta alla distrofia muscolare) ha praticato la strada dell’umorismo per informare (e formare). Ha creato la campagna “Sorridere si può”, cui hanno aderito schiere di disegnatori umoristici da Altan a Bozzetto, Chaippori, Gianelli, Giuliano, Cavandoli, Silver, Novelli e per cui sono state recuperate vignette di Bonvi, Jacovitti, Quino, Mordillo. La sintesi fulminante di una vignetta, di una battuta per dire il mondo dell’handicap ha rappresentato un’idea vincente. Infatti, l’iniziativa ha avuto grande successo e si è articolata nella realizzazione di calendari e magliette, oltre che alla pubblicazione sulla rivista. Un invito alla riflessione fatto sorridendo.
Sempre la UILDM ha lanciato quest’anno una nuova campagna di sensibilizzazione utilizzando il cinema d’animazione, campagna dal titolo: Muscoli di cartone. Tre brevi cartoni animati (30- 40 secondi l’uno) di forte impatto, simpatici, limpidamente comprensibili nei contenuti. All’iniziativa hanno prestato la voce due noti personaggi televisivi: Fabrizio Frizzi e Claudio Bisio. Di due dei tre cartoni è stata anche realizzata una versione sonoro per le radio. Alla regia dell’operazione la fertile redazione di DM con la collaborazione di Silvio Pautasso e Giorgio Valentini, che hanno curato la realizzazione dei cartoni animati.
Un ammasso di forza e sensibilità è il personaggio Concrete creato da Paul Chadwick, che è nato con un futuro da testimonial già tracciato. Le sue storie hanno il loro perno nella diversità e nell’ecologia, e Concrete è stato il testimone della Giornata Mondiale della Terra e dell’italica Legambiente (che ha sponsorizzato anche la pubblicazione dei suoi fumetti in Italia). Concrete è un omone di sasso frutto di una tremenda esperienza. Il suo cervello è quello di Ronald Lithgow, collaboratore di un senatore americano, cervello che è stato trapiantato su di un corpo cyborg da misteriosi alienei che l’avevano rapito durante una sfortunata gita in montagna. Evoluzione delle tematiche supereroistiche, dalla trasformazione fisica ai poteri nuovi acquisita (forza, resistenza, etc.) Concrete si ritrova ad essere il classico eroe con problemi colossali. Un “eroe della nuova era”, come lumeggia il sottotitolo delle sue avventure, eroe che affronta la più assoluta quotidianità fatta di barriere architettoniche, di un mondo fuori dalla sua misura, di tutte quelle problematiche (trattate dall’autore senza la condanna di dover continuamente giustificare l’inabilità del suo personaggio, che fra l’altro non può “guarire”!) tipiche della diversità che porta con se l’handicap fisico. Un testimone eccellente ad ogni vignetta, la concretizzazione di quanto un’immagine possa valere più di mille discorsi.
Il fumetto si è mostrato in queste campagne, maturo veicolo di informazione e di sensibilizzazione. I nostri amici di carta sono apparsi influenti, autorevoli, capaci di pietas, capaci di prendersi a cuore la situazione dell’handicap mostrandone limiti e potenzialità. Un cuore necessariamente con la Q.

Note
La campagna è del 1995 e la scritta sul manifesto con un Dylan Dog immerso nel fango è: “Sfangando per gli alluvionati in Piemonte”.
2 Lupo Alberto nella sua campagna sul riciclaggio dei rifiuti ricordava: “A chi getta la bottiglia, diavolazzo se lo piglia”.
3 Per un approfondimento: Paolo Guiducci, Quando il fumetto di veste da testimonial, in Fumo di China n.57, 1998.
4 Giulio C. Cuccolini fornisce una bibliografia del caso nelle note del suo Handicap e fumetto, pubblicato in (a cura di Stefano Gorla e Paolo Guiducci, Diversabili. Figli di una nuvola minore? Cartoon Club, Rimini 2001, p. 44
5 a cura C.P.E.S Bologna, Colla: un incontro straordinario, Bologna, 1995.

Parole chiave:
Creatività, Cultura