Presentazione Banca Dati dei Centri

01/01/2001 - Massimiliano Rubbi

La banca dati dei Centri di documentazione in ambito sociale attivi in Italia è nata nel 1996 su iniziativa del CDH in collaborazione con la Fondazione della Cassa di Risparmio in Bologna. La banca dati intende fornire un elenco il più completo possibile dei centri attivi per consentire a tutti i potenziali utenti di rintracciare la struttura geograficamente più vicina a loro, garantendo una visibilità che per varie ragioni rischia di essere bassa e legata più al passaparola tra addetti ai lavori che ad informazioni strutturate e reperibili diffusamente. L’archivio è nato in forma cartacea, ma con l’aggiornamento compiuto a cavallo tra 2000 e 2001 si è ritenuto opportuno costruire un database informatico per costruire statistiche sul tema e soprattutto per rendere accessibili le informazioni in modo organico tramite il nostro sito web www.accaparlante.it. Questa decisione ha avuto un certo riscontro, in quanto dalla messa in rete dell’archivio (gennaio 2001) ci sono stati oltre 2.500 contatti, che hanno reso questa sezione una delle più “cliccate” dell’intero sito. La banca dati è soggetta ad aggiornamenti ed implementazioni all’incirca ogni 6 mesi.

Alcuni dati di sintesi sui 157 centri (aggiornati ad ottobre 2001):
Distribuzione geografica:
Il 56% di centri sono al nord, il 32% al centro (con una forte incidenza della realtà romana), il 12% al sud che conta 19 centri.
Le regioni più ricche, oltre al Lazio (20), sono l’Emilia (30), il Piemonte (18), la Toscana (17), la Lombardia (16) e il Veneto (13). L’unica regione che risulta priva di centri è la Basilicata. Nelle regioni meridionali un notevole impulso lo si riscontra in Sicilia, dove sono stati attivati ben 7 centri.
Ente gestore:
Il 58% dei centri nasce nell’ambito del terzo settore, con un interesse uguale tra volontariato ed associazionismo, e un dato limitato della cooperazione sociale.
Il 23% dei centri nasce per iniziativa degli enti locali, in special modo i comuni, con particolare riferimento ai settori dell’handicap (anni 216;80/’90) e dell’immigrazione e temi correlati (anni ‘90/’00). Gli altri centri (19%) sono attivati da Università, ONG, provveditorati agli studi ed altri enti.
Tematiche trattate:
L’immigrazione (intercultura, rapporto nord-sud, commercio equo) con 47 centri supera sul filo di lana l’handicap (46 strutture), capoclassifica per molti anni. Molti sono i centri che trattano tutti gli aspetti dell’emarginazione e del terzo settore, in genere senza particolari specializzazioni (39). La parte alta della classifica si completa con il settore tossicodipendenza/AIDS (19), pace/obiezione di coscienza (22), minori (25) e politiche sociali (29).
Gli argomenti meno trattati sono la prostituzione, l’alcolismo, gli anziani, gli zingari e il carcere.