01/01/2000 - Annalisa Brunelli, Giovanna Di Pasquale

La diversità nei libri della prima infanzia

anell Cannon - Stellaluna - Edizioni Il punto di incontro - 1996

Stellaluna, una pipistrellina separata dalla madre prima di aver imparato a volare, precipita in un nido di uccelli insieme ad altri piccoli e impara che non tutte le creature alate si nutrono di frutta o volano di notte.
E' una storia di conoscenza reciproca e di disponibilità: così seguendo l'esempio di Stellaluna il resto della nidiata prova ad appendersi ai rami a testa in giù e a volare di notte, come la piccola pipistrella cercherà di appollaiarsi su un ramo e di apprezzare lo strano cibo dei suoi nuovi amici.
E' una storia di amicizia nella diversità
Rimasero tutti appollaiati in silenzio per un bel po'. Come possiamo essere così diversi e sentirci così simili? Riflettè Flitter.
E come possiamo sentirci così diversi ed essere così simili? Si meravigliò Pip.
Penso che sia un bel mistero, trillò Flap.
Sono d'accordo, disse Stellaluna, ma noi siamo amici. E questo è certo.

Lucia Scudieri - Volare - Fatatrac - 1997

Poche parole, splendide illustrazioni a tutta pagina per questa storia-metafora del crescere e della diversità molto adatta anche a lettori piccolissimi.
E' tutto giocato sul contrasto del colore e sulla forza delle immagini il messaggio del libro: un piccolo corvo nato bianco insegna ai fratelli corvi, neri, a volare sotto lo sguardo prima scettico e poi conquistato di mamma corvo ancora forse scombussolata da quel figlio così diverso dagli altri due.

Antonella Abbaticello - La cosa più importante - Fatatrac - 1998

"Qual'è la cosa più importante?" E' attorno a questa domanda che gli animali del bosco di Pratorosso discutono accanitamente proponendo a turno come risposta la loro caratteristica predominante, così per il coniglio sono i denti la cosa più importante, per il riccio gli aculei, per la giraffa il collo lungo.
La sorpresa risiede nella pagina ripiegata che, una volta aperta, ci fa incontrare tutti gli animali del bosco "accessoriati" di volta in volta di un elemento predominante. Abbiamo così coccodrilli alati, leoni dalle lunghe orecchie, elefanti spinosi. E' divertente e significativo ad un tempo vedere le facce sbigottite degli animali così trasformati e irriconoscibili per primi a loro stessi fino alla soluzione finale dove, grazie, all'intervento del gufo saggio, ognuno degli animali riprende possesso delle caratteristiche proprie. La pagina finale, infatti, ce li presenta tutti vicini, amici, diversi l'uno dagli altri.

Josef Wilkon - C'è cavallo e cavallo - Edizioni Arka - 1997

Per i più piccoli c'è il delizioso libretto " C'è cavallo e cavallo" dove si racconta dell'incontro di un giovane curioso puledro con un grosso ippopotamo. Dalla considerazione che appartengono entrambi alla famiglia dei cavalli si arriva alle caratterizzazioni: il puledro sa saltare e l'ippopotamo sa nuotare. Il testo è accompagnato da disegni divertenti ( dello stesso autore) che ci mostrano il tentativo dei due animali per acquisire le competenze reciproche. E così vediamo un puledro grossissimo che però lo stesso non galleggia ma rischia di affogare e un magro ippopotamo che non riesce lo stesso a saltare. E' stato sciocco cercare di diventare a ogni costo uguali. Risero entrambi. Decisero quindi di essere lo stesso amici. Così come erano.

Barbara Resch - L'elefante con le orecchie rosa - Emme edizioni - 1988

Perché si nasconde l'elefante? Perché ha le orecchie rosa e nessuno vuole giocare con lui. Con estrema semplicità e disegni accattivanti l'autrice racconta l'eterna storia del diverso che solo i piccoli sanno accettare. Il linguaggio è immediato e geniale la soluzione per fare accettare agli altri animali le orecchie rosa: la provenienza da una misteriosa Terra Diversa che può essere dappertutto in cui vivono scimmie che non sanno arrampicarsi e giraffe dal collo corto.
Una fiaba quindi sull'accettazione della diversità e sulla valorizzazione degli aspetti positivi (attraverso le orecchie rosa, fonte di derisione, si può vedere un mondo bellissimo, tutto rosa). E' proprio questo il meccanismo che porta a riscoprire gli altri e a guardarli con curiosità alla ricerca della diversità di ciascuno e della conseguente ricchezza che a ciascuno può venire proprio da questa diversità.

Eric Carle - Il camaleonte variopinto - Mondadori

Per piccolissimi un libro dalle belle illustrazioni molto colorate. E' la storia di un camaleonte che non vuole più essere camaleonte e desidera essere altri animali. Ogni volta viene accontentato ma solo per una parte ( proboscide, zampe ecc.) finché torna camaleonte ed è contento.

Gerda Wagener, Jozef Wilkon - Lupacchiotto - Edizioni Arka - 1997

Per i più piccoli un altro racconto sulla diversità. Il lupacchiotto protagonista non ama cacciare né pescare e non fa paura a nessuno. I genitori sono contrariati e preoccupati, i fratelli lo prendono in giro, così lupacchiotto avvilito scappa e incontra un topolino che gli offre il suo aiuto. Gli porterà la pelle di una tigre poi gli aculei di un istrice e infine denti di leone. Le illustrazioni che accompagnano questi "doni" e i travestimenti del lupo fanno intuire il risultato finale, quando si presenterà al branco. Una grande risata risolverà i problemi di lupacchiotto che conclude: E' meglio rimanere come sono. Se nessuno a me fa paura, perché mai dovrei fare paura agli altri?

Paul van Loon - Il lupetto mannaro - I criceti Salani - 1996

Quando Dolfi, abbandonato dai genitori quando era piccolo, compie sette anni scopre di essere un lupo, anzi un lupetto mannaro. Si apre così questo tenerissimo libro dove tra le righe ma in modo molto esplicito si legge l'invito ad accettare le diversità e a trovarne gli aspetti positivi. Per consolarlo e indurlo ad accettare il suo nuovo provvisorio stato un uomo misterioso gli sussurra: Lupi mannari. Credi di essere l'unico? Nessuno è mai l'unico caso al mondo. Nessuno è l'unico cieco o l'unico povero. Nessuno è l'unico ciccione...Se imparerai a padroneggiare il tuo dono scoprirai quanto è speciale... L'uomo si rivelerà essere il nonno, anche lui lupo mannaro ma non solo nelle notti di plenilunio (Sono stato io a sceglierlo...mille volte meglio boschi che una casa di riposo per anziani).
Il lieto fine è assicurato per un libro rivolto a bambini non tanto grandi ma godibilissimo da tutti.

John Wilson, Jozef Wilkon - L'elefante più piccolo del mondo - Arka - 1997

L'elefante di questo incantevole libro non era più grande nemmeno di un gatto domestico! E, per un elefante, essere tanto piccolo era la cosa più triste che potesse capitare. Così decide di lasciare la giungla e di andare a vivere in una vera casa. Le sue ricerche sono lunghe e difficili finchè non incontra un bambino che lo porta con sé e per farlo accettare dalla mamma lo fa passare per un gatto ( per prima cosa Paoli insegnò all'elefante a camminare a ritroso come un gambero, tenendo ben piegate le orecchie, e a muovere la proboscide come una coda. Poi dipinse sul suo sedere la faccia di un gatto.... ma bisogna vedere le illustrazioni!"). Scoperto il trucco la mamma lo porta al circo ( per un elefante non c'è posto che al circo) dove finalmente potrà vivere felice. Pur nella conclusione un po' scontata e stereotipata ( dove meglio del circo regno della diversità può trovare rifugio appunto un diverso?), il numero che gli trova il direttore del circo è ironico e divertente: l'uomo più piccolo del mondo solleverà con la sua forza straordinaria, un elefante. Così annuncia al pubblico ed è il successo e la felicità per l'animaletto che conclude è andata proprio bene che non sia cresciuto più di un gatto, altrimenti ora non mi troverei qui.
Se un rilievo va fatto è che sarebbe stato sufficiente concludere così. I bambini sono in grado perfettamente di leggere fra le righe e così le ultime quattro righe (Proprio così. Al mondo c'è posto per tutti, giganti, piccoli o di media grandezza che siano. E per ognuno arriva sempre il momento, vicino o lontano, in cui trovare la felicità e veri amici) suonano proprio come una lezioncina irritante, soprattutto se pensiamo che non sono certo i bambini che ne hanno bisogno

Gerda Wagener, Vlasta Barankova - Costantino - Arka - 1989

Costantino è un caimano che ama l'armonia della natura selvaggia e per questo viene isolato dai compagni tutti presi dalla ricerca del cibo. La scelta di allontanarsi dal gruppo, dettata da un senso di inutilità e dall'amore per la musica, lo porta ad "incontrarsi" con un corno da caccia che impara a suonare meravigliosamente: ormai non si vergogna più di essere stato giudicato diverso da tutti e inutile. Quando suonava il corno gli sembrava di possedere il mondo intero. Ed è proprio la musica che conquista tutti gli animali e gli permette di sentirsi felice e sicuro di sé. Ed è naturalmente il riconoscimento di questa sua abilità, che rende tutti felici, che porta i caimani ( e tutti gli animali) ad accogliere Costantino come uno di loro. La storia, accompagnata da bellissimi disegni i cui colori riecheggiano i suoni della musica di Costantino, è forse un po' lunga per essere letta autonomamente ma ha un fascino che conquista sicuramente anche i più piccoli

Guj Couhaje, Marie-Josè Sacrè - L'ippopotamo volante - Arka - 1993

Un'altra storia di diversità, deliziosamente illustrata, che affronta, anche se con estrema delicatezza, il tema dell'amore. Poldo, ippopotamo con le ali (non più grandi di quelle di una farfalla) decide di esplorare il mondo perché nessuna signorina ippopotamo lo vuole sposare. Così troviamo Poldo a cavallo di un aereo (dentro non ci sta!) poi davanti a un supermercato dove viene scambiato per un cartellone pubblicitario. Il suo incontro con un altro fuggitivo (un canarino scappato dalla gabbia) dà il via ad altre avventure nel tentativo di trovare un rifugio. Ma l'idea del rifugio come nido porta inevitabili guai data la mole di Poldo. Quando ormai sembra che non resti altra soluzione che tornare in Africa, Poldo scopre in un circo (inevitabile proprio questo collegamento?!) una ippopotama come lui, con ali. E meno male che non decide di vivere lì anche lui ma invece con un finale meno scontato e più trasgressivo, la rapisce e vola con lei verso l'Africa facendo tappa alle Canarie, ovvio, dove lasciare Tuorlo d'uovo.
Una fiaba deliziosa sulla diversità, la diffidenza della gente, il calore dell'amicizia e dell'amore. Certo i grandi potrebbero dire che la conclusione che si può trarre è che i diversi si sposano con i diversi ma il messaggio che i bambini colgono immediatamente è che Poldo si "sposa" ed è felice. E questo è l'essenziale.

Klaus Kordon, Maire-Josè Sacrè - Il piccolo, il grande e il gigante - Arka - 1999

Un piccolo libro, delle splendide illustrazioni e un'originale invenzione che ci riporta a prima che gli uomini fossero appena un po' più grandi o appena un po' più piccoli degli altri. Merita davvero fermarsi a lungo sulla penultima doppia pagina dove l'illustrazione occupa tutto lo spazio e rende quasi superfluo il breve testo che racconta come un giorno un giovane piccolo s'innamorò di una fanciulla gigante e un giovane gigante si innamorò di un fanciulla piccola. "Che coppie", dicevano tutti. I volti sorridenti la dicono lunga e anche per i bambini più piccoli sarà chiaro che ben più della diversità conta la felicità.

Iva Prochzkova - Cinque minuti prima di cena - I criceti Salani - 1999

E' più centrato sul rapporto papà-figlia e sulla ricerca delle proprie origini questo bel libretto che comunque si sofferma anche sulla diversità e più in particolare sulla cecità della piccola protagonista. Soprattutto sa trasmettere con chiarezza il messaggio che ognuno è diverso e che la diversità non è per forza un ostacolo. Infatti mentre tutti erano tristi perché Babeta non vedeva lei...vedeva a modo suo. In maniera del tutto diversa dall'altra gente (...) vedeva la mamma che ogni sera si drizzava sul suo letto per darle un bacio. Era bella. Odorava di crema da barba...

Gregoire Solotareff - Lulù - I girini Bompiani - 1996

C'era una volta un coniglio che non aveva mai visto un lupo...e viceversa naturalmente. Il testo coloratissimo è rivolto ai più piccoli e racconta dell'amicizia fra due animali diversi. Un libro sui pregiudizi (i lupi mangiano i conigli), le paure e il superamento di tali paure visto che l'amicizia è più forte.

Maria Sole Macchia - Il Signor Tazzina - Fabbri Editori - 1999

Cosa succede ad un personaggio illustrato se il suo disegnatore assai distratto dimentica di disegnargli un orecchio, particolare questo che lo fa assomigliare ad una tazzina per il caffè? Succedono molte cose scritte e soprattutto disegnate con uno stile ironico in questo libro che ci propone i pensieri e le azioni di un un uomo diverso deriso e triste ma non sconfitto. Anzi, a partire dalla sua diversità il signor Tazzina scopre le differenze di molte altre persone e in virtù di questo riconoscimento rifiuta di farsi aggiungere l'orecchio mancante e affronterà il mondo così come è e alla fine sarà ricompensato.

Roberto Piumini - Il paese di Chicistà - LEDHA, Lega per i diritti degli handicappati - 1996

E' una storia di bambini. Bambini diversi e bambini uguali, bambini tutti interi e bambini così e cosà. E' la storia dell'incontro fra questi bambini, della loro conoscenza reciproca che ci aiuta a capire meglio qualcosa intorno all'handicap. Il racconto, infatti, ci presenta dapprima l'handicap come qualcosa di separato, "il muro che circonda ed isola" e, nell'evoluzione della storia, come un filo che permette un riconoscimento, un incontro tra le diversità che noi tutti abbiamo.
Nonostante le fattezze di fiaba non è una storia semplice, non è una storia immediata. E' una storia da ascoltare con un adulto al fianco che abbia voglia di fermarsi ad ascoltare i perché, i dubbi e le domande, anche le proprie, che sempre suscita l'incontro della diversità.
L'handicap non ha bisogno di separazione, esige sincerità e condivisione. In questo senso anche le parole di una favola possono aiutare.

Guido Quarzo - Talpa, Lumaca, Pesciolino - Fatatrac - 1997

Di correre proprio non era capace. Per la verità era lenta in tutto: lenta a mangiare, lenta a scrivere, lenta a vestisi. Però non si poteva dire che non sapesse fare tutte queste cose: anche se ci metteva più tempo degli altri, faceva tutto .(...) Naturalmente la chiamavano Lumaca. Ci aveva fatto l'abitudine a quel nome, e non si arrabbiava più. D'altra parte era così lenta anche ad arrabbiarsi.... Lumaca, insieme a Pesciolino e a Talpa, nasce dalla penna di Guido Quarzo, insegnante elementare e scrittore molto amato dai bambini che, nel bel libro edito dalla Fatatrac, tocca il tema della diversità. I tre bambini protagonisti dei racconti, accompagnati da splendidi disegni, parlano un linguaggio proprio, non giudicano ma ascoltano, non pongono domande imbarazzanti e non fanno della competizione un valore ma piuttosto una ridicola fissazione.

Hanna Johansen - L'oca che restava sempre ultima - I Delfini Bompiani - 1997

Sono sei le uova di mamma oca, ma l'ultimo è più grosso. Sono sei i piccoli che nascono ma l'uovo più grosso si schiude più tardi…e così attraverso tutte le tappe della crescita le piccole ochette dovranno fare i conti con il fratellino che resta sempre ultimo. Eppure sarà proprio questa sua caratteristica a salvare tutti dai cacciatori. Questa storia semplice, con bellissime illustrazioni in bianco e nero, rivolta ai bambini di sette-otto anni può essere letta ai più piccoli che non faranno fatica ad identificarsi con l'ochetta "diversa" (o con i fratelli impazienti…) e sapranno apprezzare la sua tenacia e la sua forza di volontà che le permetteranno di imparare tutto quello che sanno fare gli altri, anche se…per ultima.

Ursel Scheffler - Tutti lo chiamavano Pomodoro - Nord-Sud edizioni - 1997

A volte basta proprio poco per essere guardato in modo diverso. E' il caso del signor Pomodoro, così soprannominato per quel suo naso rosso come un pomodoro maturo. E' per coprire il suo naso che Pomodoro scambiato per un rapinatore e, inseguito dalla polizia, scappa dalla sua casa e si rifugia per tutto l'inverno in un luogo diroccato. Ovviamente non è lui il delinquente ma comunque quel suo naso rosso è lì a marcare una differenza con gli altri e la sua solitudine.
E' un bambino, verso la fine della storia, attraverso la condivisione di un cibo, a vedere finalmente Pomodoro vicino ai suoi simili e a riconoscerlo come tale.

Parole chiave:
Cultura, Letteratura