Più diversi degli altri: parlano gli studenti

01/01/1988 - Maurizio Serra e Stefano Toschi

Per inquadrare nel modo più esauriente possibile le problematiche che derivano
dall'iscrizione di uno studente handicappato all'università abbiamo voluto
sentire anche i pareri di alcuni organismi studenteschi presenti all'università:
la lega degli studenti universitari, i cattolici popolari e un rappresentante
del collettivo studentesco di fisica.
Abbiamo interpellato soltanto un rappresentante di un collettivo pur sapendo che
in diverse facoltà sono presenti questi organismi: la scelta è stata
condizionata da esigenze di tempo e di spazio ed anche dal fatto che la persona intervistata non era del tutto estranea alla tematica in questione.
Un'ultima notazione metodologica: a tutte e tre le persone intervistate sono
state rivolte le stesse domande.


Cosa ne pensano gli organismi studenteschi dell'iscrizione di uno studentehandicappato? È una parentesi inutile dato che poi gli sbocchi professionalisono molto limitati, è un gesto di rivalsa di persone "sfortunate"nei confronti di chi è geloso della propria normalità, è dettato dalle stessemotivazioni degli altri 65.000 studenti iscritti all'Ateneo più antico delmondo e che ora mostra qualche ruga per i suoi 900 anni?
Per la Lega degli studenti universitari, ideologicamente legata alla F.G.C.I., ci ha risposto Vincenzo Codispoti, studente calabrese, con una forma didisabilità che però non gli preclude l'autonoma deambulazione e non siripercuote sulle sue capacità fonetiche. La Lega degli studenti universitaripensa che "il diritto allo studio universitario sia un sacrosanto diritto acui tutti i cittadini devono accedere, quindi anche i portatori di handicapdevono potervi accedere per una forma di realizzazione di sé stessi. Unostudente handicappato ha qualche cosa da dare come qualsiasi altro ed è quindigiusto che non venga frustrato nelle sue intenzioni. Le motivazioni per cui siiscrive non devono essere vincolanti: se per desiderio di rivalsa o per altroquesto dipende dalla scelta operata dallo studente handicappato. Su questonessuno può discutere. L'importante è che si assicurino gli strumentiaffinchè lo studente handicappato possa giungere al termine dei propri studiuniversitari".
Questo concetto è stato ribadito anche da Fabrizio Nerozzi del collettivo diFisica: "l'iscrizione di uno studente handicappato all'Università non sipuò considerare una rivalsa e neanche una cosa inutile. Questa può avere lestesse motivazioni di un qualsiasi altro studente. È un patrimonio culturale inquanto anche la persona handicappata è un componente della società. (...) Lasocietà deve occuparsi anche delle categorie cosiddette marginali perchéesponenti di un patrimonio culturale".
Per i Cattolici Popolari siamo andati ad intervistare Davide Rondoni,responsabile del settore università. Il suo parere riguardo alle motivazioniche spingono uno studente handicappato ad iscriversi all'Università nondifferisce di molto da quanto detto dagli altri interlocutori: "II primoerrore potrebbe essere nel cominciare a considerare la differenza dal punto divista intellettuale. Per cui tagliando cappati a livello di collettivi. Come componente del collettivo di Fisico possodire di no. Al momento ci occupiamo maggiormente del dibattito che ruota attornoalla scienza: la Scienza e il Disarmo, la non neutralità della scienza,ecc...".
Come sappiamo il peso politico dei Cattolici Popolari all'internodell'Università è molto rilevante e quindi era particolarmente interessantesapere se nei loro programmi avevano mai inserito la tematica handicap."Nei nostri programmi l'attenzione verso il disabile è incentrata piùverso l'Azienda per il diritto allo studio che non nei confrontidell'Università perché oggi il discorso sui disabili riguarda unicamentel'Azienda, all'Università lo studente disabile non è preso in conside-
razione. Noi abbiamo chiesto che i contributi in denaro erogati dall'Aziendavenissero aumentati e soprattutto diversificati per le varie forme di handicap.
Abbiamo chiesto che il 30% dei 70 miliardi destinati ai lavori edilizi perl'Università (adeguamento alle norme antincendio e antinfortunistiche n.d.r.)siano destinati ad opere per gli studenti, intendendo con questo sial'abbattimento delle barriere architettoniche, sia soprattutto la costruzione dinuove aule."
Sia i C.P. che la Lega degli studenti universitari quindi fanno dei richiami neiloro programmi alle difficoltà degli studenti disabili, anche se poi non cisembra che ciò abbia influito
sulle decisioni prese dall'Università o dall'Azienda per il diritto allostudio. Si è limitata ad erogare delle somme di denaro ritenendo così di averegià risolto i problemi. Forse i 2,5 miliardi di residui attivi nel bilanciodell'Azienda hanno appesantito e offuscato le idee al consiglio diamministrazione dell'Azienda stessa.
Questi che abbiamo raccolto sono pareri di alcune organizzazioni studentescheche operano all'interno dell'Università.
Ma a livello di organi decisionali il peso delle proposte studentesche è moltolimitato, forse anche a causa della scarsa partecipazione degli studenti allavita politica all'interno dell'Università.

Pubblicato su HP:
1988/3
Parole chiave:
Scuola ed educazione