01/01/2001 - Daniele Barbieri

Umano è. Come la fantascienza racconta l'universo-handicapUntitled Document(1) Il racconto si trova in numerose antologie, in particolare in Le meraviglie del possibile (Einaudi) di autori vari e in Fredric Brown Cosmolinea B-1 (biblioteca Urania-Mondadori, varie edizioni).
(2) La sigla "sfi" riprende il termine inglese "science fiction" mentre "fs" rimanda alla parola italiana "fantascienza" (sulle differenti visioni che questi vocaboli comportano non è il caso d'entrare in questa sede).
(3) Una millenaria filosofia dell'estetica che ci indica il bello come buono, passando per le teorie supposte scientifiche di Cesare Lombroso, arriva a noi continuando a consegnarci nella produzione seriale i cattivi come brutti. Se nei telefilm in arrivo dagli Usa la politically correct impedisce di connotarli ulteriormente (come neri o handicappati, a esempio) i cartoni giapponesi mostrano, talvolta con disarmante ingenuità, che il balbuziente, il grasso, la ragazza con i capelli punk celano pericoli. È la
stessa logica che spinge un cartone di successo a reinventare come bionda una Sissi d'Austria che invece aveva i capelli neri. Per un primo approccio alle evoluzioni, eccezioni, contraddizioni di questa impostazione rimando a numerosi articoli usciti su Rassegna stampa Handicap e sulla rivista Hp (in particolare il numero 69 del settembre '90 con i contributi di Annalisa Brunelli, Andrea Canevaro e Claudio Imprudente) e a Letteratura infantile e handicap, a cura di Annalisa Brunelli e Giovanna Di Pasquale (quaderni del Centro Documentazione Handicap di Bologna) e alle indicazioni lì contenute.
(4) Ovviamente la faccenda è un po' più complicata di come qui sono costretto a riassumerla; esistono anche le appassionate (e talora ambigue) utopie a cavallo fra '800 e '900 di Bellamy, London e Twain tanto per citarne tre. Per un appassionato elogio della fantascienza rimando al saggio di Valerio Evangelisti "Una narrativa adeguata ai tempi" che ora è in Alla periferia di Alphaville (edizioni L'Ancora del Mediterraneo).
(5) Così fu pubblicato in Italia il suo romanzo del 1953, ma è interessante notare che il titolo originale suonava invece un meno banale Più che umano. Lo si trova in varie edizioni Urania, Nord e poi nell'antologia I massimi della fantascienza. Thedore Sturgeon (Mondadori) con altri 3 suoi romanzi.
(6) In un racconto che venne tradotto in Italia negli anni '60 da Feltrinelli nell'antologia La voce dei delfini.
(7) Rimando chi fosse interessato a questo discorso a questi testi: La guerra dei sogni di Marc Augè (Elèuthera); "Colonizzare l'immaginario" di Valerio Evangelisti (ora nella sua antologia citata in precedenza); gli scritti di Eduardo Galeano, in particolare alcuni di quelli raccolti in A testa in giù, la scuola del mondo alla rovescia (Sperling & Kupfer); McMarx, critica della socialità come prodotto industriale di Oscar Marchisio (manifesto-libri); e un po' immodestamente al mio dossier "Sesto potere" uscito sulla rivista Cem-mondialità nel giugno 2000.
(8) Rubo la frase al romanzo, ovviamente di fantascienza, Sul filo del tempo di Margot Piercy (Elèuthera) come spesso hanno fatto sognatori di vario genere dal subcomandante zapatista Marcos al centro sociale Leoncavallo.
(9) Da Il confine inviolabile: nonviolenza e bisogno d'identità di autori vari (La meridiana).
(10) Che è qui nell'insolita veste di saggista anziché in quella consueta di scrittrice (di sfi e di favole); la citazione è ripresa da un saggio contenuto nel suo volume Il linguaggio della notte, Editori riuniti).
(11) È tanta o poca la buona sfi? Secondo una celebre (fra gli appassionati) "legge" del già citato Sturgeon: "Il 90 per cento della fantascienza è spazzatura ma del resto il 90% di ogni cosa esistente è spazzatura".
(12) Anche sulla traccia di un mio precedente saggio uscito sul numero 53 della citata rivista Hp nel luglio del '95. Ovviamente anche taluni dei molti romanzi fantascientifici che hanno per protagonisti "i mutanti" potrebbero essere indicati come parafrasi di alcuni handicap ma non c'è qui lo spazio sufficiente per approfondire questo copioso "sotto-genere" letterario che dunque sarà esaminato più avanti solo di sfuggita. Ci sarebbe anche da ragionare (ma confesso la mia scarsa competenza al riguardo) su un intero filone della fantascienza statunitense dedicato alle mutazioni dove spiccano personaggi in sedia a rotelle... ma con super-poteri.
(13) "Blue Champagne" si trova nell'antologia Bolle d'infinito, pubblicata sul numero 1102 di Urania.
(14) Jack Haldeman II, I giorni delle chimere su Urania numero 1022.
(15) Una rete fra le stelle su Urania 1101.
(16) Tradotto dall'Editrice Nord.
(17) Orson Scott Card, Il popolo dell'orlo in Urania 1192.
(18) Così s'intitolò un celebre racconto di Leigh Brackett, una delle poche che riuscì a pubblicare, fin dagli anni '40, con il suo nome nell'allora misogino ambiente della fantascienza; molte altre donne erano costrette a firmarsi con pseudonimi maschili.
(19) Inedito in italiano.
(20) È uscito presso Libra Editrice nel 1981 nella buona traduzione di Roberta Rambelli.
(21) Credo che i 3 racconti pubblicati dall'editrice Gamma come Paria del cosmo nel 1972 facciano parte del ciclo di Centauro; non avendoli trovati in alcuna biblioteca mi rimane il dubbio se possa trattarsi dello stesso libro con altro titolo (come purtroppo ogni tanto accade, generando confusione nei lettori). Quanto al nome di battesimo, da altre pubblicazioni si deduce essere Floyd.
(22) A firma "u.m." dunque Ugo Malaguti, non nuovo a travisare questo tipo di messaggi; lo stesso gli accade con il romanzo Cristalli sognanti (del già citato Sturgeon), altro romanzo che ha molti punti di contatto con i temi qui affrontati.
(23) In La legge delle stelle del 1963 ma tradotto in Italia (Galaxis editore) solo nel 1986.
(24) Più volte ristampato (da Fanucci nel '91 e su Urania nel '98).
(25) È Noi marziani, uscito in varie edizioni Nord e ancora Fanucci.
(26) Si trova nell'antologia I mutanti, Editrice nord.
(27) Il centro protesi dell'Inail è in via Rabuina 14 a Vigorso di Budrio, provincia di Bologna.
(28) Definizioni che rimandano al disegnatore noto come Moebius e a una famosa rivista di fumetti perlopiù fantascientifici.
(29) Sugli antenati letterari e scientifici, su varianti e sotto-filoni, si può leggere, fra gli altri, Il cyborg, saggio sull'uomo artificiale di Antonio Caronia (Theoria).
(30) "Chi conosce Charles Drew? Eppure questo scienziato salvò milioni di vite (...) le sue ricerche resero possibile la conservazione e la trasfusione del plasma. Drew era direttore della Croce rossa degli Usa. Nel 1942 la Croce rossa proibì la trasfusione del sangue di negri. Allora Drew si dimise. Drew era negro" ricorda Eduardo Galeano in La conquista che non scoprì l'America (il manifesto libri).
(31) Si sta parlando di Cesare Lombroso e dei suoi molti seguaci. Chi volesse affrontare questo tema con un lettura insieme rigorosa e affascinante cerchi Intelligenza e pregiudizio: le pretese scientifiche del razzismo di Stephen Jay Gould (Editori riuniti e poi Il saggiatore).
(32) Non è solo la fantascienza a parlarne. Fin dal 1983 lo teorizzò come un concreto progetto (attraverso l'innesto di un bio-chip nel cervello) il ricercatore David Richtie; confronta il suo Il doppio cervello (Edizioni di comunità).
(33) Scholes-Rabkin, Fantascienza: storie, scienza, visione (Pratiche editrice).
(34) È un lungo racconto del 1976 (appunto il 200° anniversario della rivoluzione americana); lo si trova in varie antologie Urania-Mondadori. Il film omonimo invece fu diretto nel '99 da Chris Columbus e, come nota il critico Morando Morandini, "l'insuccesso espressivo ha coinciso con quello di mercato: la sua imbarazzante pedagogia non ha convinto i bambini e non è piaciuta agli adulti".
(35) Le 3 leggi della robotica, inventate da Asimov (che, in tutti i suoi scritti, immagina siano rese obbligatorie) recitano: "I. Un robot non può recare danno a un essere umano né può permettere che, a causa del suo mancato intervento, un essere umano riceva danno. II. Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non contravvengano alla Prima Legge. III. Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questa auto-difesa non contrasti con la Prima e la Seconda Legge".
(36) Si può trovare questa citazione nella prefazione a un romanzo (di non grande qualità, a dire il vero) intitolato appunto Cyborg, 3° della mini-serie "Robot City" pubblicata da Interno giallo editrice.
(37) È anche nella sua antologia La stagione della vendemmia, ristampata nei Classici Urania.
(38) Frederik Pohl nel suo romanzo Uomo più (Nord).
(39) Anch'esso presso l'editrice Nord.
(40) Nel caso di Hawkins ciò avviene attraverso un complesso sistema di "guarda e scrivi" (Eyegaze response Interface Computer Aid, in sigla Erica) cioè con una video-camera che illumina il volto, grazie a infrarossi scopre quale lettera egli fissa sullo schermo e la scrive.
(41) Il testo (del 1976) è "Uomo, androide e macchina"; si trova in varie antologie dickiane fra cui Mutazioni (Feltrinelli) a cura di Lawrence Sutin.
(42) Fabrizio De Andrè nella canzone "Sogno numero due" contenuta nel disco Storia di un impiegato del 1973.
(43) Esemplare la storia intitolata "Johnny Freak" (pubblicata nel 1993 e più volte ristampata).
(44) Nel romanzo intitolato I nostri amici di Frolix 8 (Fanucci).
(45) Tutti i racconti di Philip Dick sono ristampati (in vari volumi) negli Oscar Mondadori sotto il titolo Le presenze invisibili. Per onestà bisogna ricordare che Dick, personaggio appunto pieno di contraddizioni, ha scritto anche un romanzo (Cronache dal dopobomba, Einaudi) dove il protagonista è un disabile che potremmo definire "cattivo".
(46) Nel racconto "...E la mia paura è grande" che si trova nella già citata antologia I mutanti.