Nera farfalla

01/01/2003

Un nemico invisibile e pericoloso: le mine

 

… E cosa hai sentito
figlio dagli occhi azzurri?
Cosa hai sentito
dolce mio figlio?
Ho sentito il fragore di un tuono
e il suo rombo era un avvertimento,
ho sentito il fragore di un’onda
che potrebbe sommergere tutto il mondo,
ho sentito cento tamburini
e le loro mani erano in fiamme…

A hard rain’s gonna fall di Bob Dylan.

Henning Mankell, Il segreto del fuoco, I Delfini, Fabbri, Milano, 2002

Esistono Paesi di cui sappiamo pochissimo, in cui la guerra fa ormai parte della vita quotidiana. Il Mozambico è uno di questi e proprio qui si svolge la storia di Sofia, una bambina che esiste realmente e che è dovuta fuggire dal suo villaggio devastato dai guerriglieri. Sofia, che trova, insieme alla madre e ai fratelli, una nuova casa. Sofia, che mette il piede sopra una mina mentre gioca con la sorella Maria, che muore. Sofia, a cui bisogna amputare entrambe le gambe. Sofia, che non si arrende e impara a cucire per poter lavorare e anche perché “…tutta la vita è fatta di cuciture. Sono le cuciture a tenere insieme ogni cosa. Tra le persone esistono cuciture invisibili. I nostri sogni cuciono per noi i ricordi con i pensieri che ci vengono in mente durante la veglia. Se si vuole diventare saggi e imparare ad apprezzare le persone, bisogna cucire. Si può ricamare la propria nostalgia o il proprio dolore su un pezzo di tela, e ci si accorge che tutto diventa più facile” (p. 139). Sofia, che non dimentica la sorella Maria. Sofia che “riceve dal sarto del villaggio una macchina per cucire e comincia a lavorare per la clientela che lui le ha lasciato”. La lasciamo così, ma lei non ci abbandona: pensiamo alle guerre, note e meno note, e vediamo nei servizi televisivi quante volte riappare Sofia, in Asia, in Africa, nell’America latina. “… vediamo benissimo tante protesi molto più povere di quelle fabbricate per Sofia, scorgiamo brandelli di pesantissima vita lavorativa: eccoli, i bambini, a fabbricare mattoni, a trasportare verdura, a lavorare nelle miniere, in fornaci, in fabbriche. Questo altro mondo pieno di guerre, di fame, di malattie, di ferite, di protesi, è nel nostro stesso pianeta; con gli aerei e con Internet siamo tutti vicini di casa. A noi manca una vecchia Muazena (un po’ strega, un po’ maga, un po’ fata protettrice) ma potremmo segretamente chiedere a Sofia come si fa a ottenerne una. Ci direbbe, allora, che occorre meritarsela: se, privi del padre, della sorella, delle gambe, avessimo ancora anche noi tanta intensa voglia di vivere, allora la vecchia Muazena verrebbe anche da noi. (…) Sofia ricostruisce se stessa, la famiglia, un piccolo reddito, un avvenire. Cuce e carezza la sua macchina: non ha i segni dell’abbondanza, non nuota nel nostro consumismo, ma trattiene il suo destino con la forza catturante di una macchina da cucire” (dalla postfazione di Antonio Faeti).

Silvia Forzani, Nera farfalla, AER, Bolzano, 2001

E’ rivolto ai più piccoli, ma non sarebbe sbagliato che anche i più grandi lo sfogliassero, questo bellissimo libro dalle vivide illustrazioni che, accompagnate da poche ritmate parole, raccontano di Abu che gioca con una mina e, nell’esplosione, perde una gamba. Non ha bisogno di commenti e le due pagine centrali che illustrano l’esplosione sono sufficienti a mostrare tutto l’orrore di uno dei peggiori strumenti di morte che l’uomo abbia saputo inventare.

Reine-Marguerite Bayle, Un nemico nascosto per Prich e Zaida, EGA, Torino, 2002

Non è un romanzo questo libretto ma racconta le storie vere di due ragazzi la cui vita è cambiata completamente dopo che sono stai feriti dall’esplosione di una mina. Vivono in due dei paesi più poveri e più minati del mondo, la Cambogia (una mina per abitante, un cambogiano su 236 ferito dalle mine) e il Mozambico dove non si riesce neppure a stabilire quante sono le mine nascoste nel terreno tanto che nessuna zona dello stato è considerata sicura. Di Prich e di Zaida leggiamo le semplici storie fatte di povertà e guerra, poche speranze per il futuro…ma è bene che leggiamo anche gli approfondimenti che ci raccontano cosa sono le mine, dove sono, quanto costano le operazioni di sminamento …. e ci ricordano che le mine sono prodotte anche in Italia. L’Italia che, fra i paesi firmatari del Trattato di interdizione totale delle mine antiuomo, ha il primato delle mine conservate dalle forze armate.

STRUMENTI

Per saperne di più sulle mine:

www.campagnamine.it sito italiano sulla campagna di abolizione delle mine

www.stopmine.it sito italiano di informazione sulle mine e la loro messa al bando

www.halotrust.org sito dell’organizzazione no profit Halo Trust che si occupa dello sminamento con quasi 4000 operatori in 10 nazioni

www.icbl.org sempre per l’abolizione delle mine (la sigla significa International Campaign to Ban Landmines)

www.mag.org.uk la Mines Advisory Group è un’organizzazione no profit che assiste le popolazioni dei paesi più minati