N come Non vedenti

01/01/2002 - Paolo Guiducci

In un’epoca di revisioni linguistiche politicamente corrette, che elimina ciechi e zoppi dal dizionario, il fumetto è tra i pochi media a non cadere nel tranello della leziosità e del pietismo immotivato. L’ispettore Saboum, Mister Charade, Matt Murdock nei panni di Devil, la deliziosa fidanzata della mostruosa Cosa dei Fantastici Quattro, il guercio Sergente degli Angeli del West, non sono affatto patetici “non vedenti”, ma “ciechi” capaci però di sviluppare abilità proprie con le quali sopperiscono al loro handicap.
L’ispettore Saboum creato da Chakir ne è un buon esempio. Accompagnato dal classico bastone, è cieco e non si vergogna di esserlo. Anzi spesso la sua menomazione è un’arma per combattere (e vincere) malviventi poco sensibili e ancora meno furbi. Ne “Il bastone bianco”, pubblicato in Italia sul mensile per ragazzi Mondo Erre1, l’ispettore si imbatte in un truffatore di piccolo cabotaggio che si finge cieco per guadagnare qualche soldo come corriere per la droga. Gli spacciatori sfruttano degli ignari non vedenti nascondendo i traffici illeciti dietro lo sfruttamento criminale della cecità (il corriere era richiesto senza vista, affinché non vedesse il vero contenuto dei libri che consegnava). Finiranno però per sbattere contro l’abilità di Saboum, capace di smascherarli fino a farli letteralmente cadere dalla padella alla brace.
Da una rivista per ragazzi ad un’altra sempre nel segno dell’educare divertendo, una formula tanto cara al settimanale il Giornalino, il quale non teme di confrontarsi con la realtà mostrandola con un linguaggio in grado di colpire un pubblico compreso tra i 6 e i 14 anni, con qualche puntata, per tematiche e proposte, per gli over 14. E’ il caso di Mister Charade2, l’ex ispettore di Scotland Yard che ha perduto la vista in seguito ad un attentato della malavita. Creato nel 1975 da Alfredo Castelli e Renato Polese (al quale si affiancherà Alessandro Chiarolla), il protagonista di questa serie tiene la scena grazie alla sua sagacia e ad un buon impasto di logica ed enigmistica. Fedele al proprio nome, Charade si mantiene in forma ideando cruciverba per diverse riviste, svela enigmi e risolve casi per privati cittadini e per la polizia che spesso ne invoca l’aiuto. Un limite trasformato in potenzialità, quello di Mister Charade, limite che coinvolge totalmente i lettori. Infatti nel corso delle indagini l’ex ispettore si fa descrivere minuziosamente ogni particolare: dagli ambienti alla disposizione degli oggetti, in modo tale che lo stesso lettore ne acquisisca la conoscenza vignetta dopo vignetta. Così il lettore “stimolato da opportune didascalie, è invitato a svelare l’enigma e a svelare il colpevole di turno. – come ha messo bene in evidenza Stefano Gorla3 – Una sorta di partecipazione cooperativa al fumetto sapientemente guidata dagli autori: un doppio gioco, un gradimento elevato per il lettore continuamente stimolato e accompagnato nella sua fantasia e tutto questo, paradossalmente, attraverso la guida di un cieco”. Un po’ come accadeva, se è consentito l’accostamento, al poeta Eugenio Montale e alla amata moglie, quando lei avanti nell’età e pressoché cieca, “scendeva dandomi mille volte il braccio” eppure più “illuminata” del marito vedente4.
Per molti resta da chiarire se i problemi acquisiti siano in realtà un aiuto o un handicap, resta il fatto che il banale incidente che ha reso cieco il giovanissimo Matt Murdock (investito da un camion trasportante materiale radioattivo) ha consegnato ai lettori di più d’una generazione l’eroe di giallo-rosso vestito. Devil5 (contrazione di Daredevil, scavezzacollo in italiano) è la dimostrazione a fumetti che la cecità non è d’impedimento quando la vocazione è quella del supereroe di marca Marvel. Così il nostro rosso prima diventa avvocato laureandosi a pieni voti per combattere il crimine nel foro del tribunale, poi assicura i malviventi alla giustizia nei panni appunto di Devil, grazie al potenziamento di tutti gli altri quattro sensi e al continuo allenamento, in particolare le discipline orientali. In realtà già negli anni Quaranta era in attività un personaggio di nome Daredevil, all’esordio anche lui portatore di handicap anche se di diversa natura: era muto in seguito alle torture inflittegli quand’era ragazzo dai ladri responsabili dell’omicidio dei suoi genitori (evidente il richiamo alle origini di Batman6). Come fa giustamente notare Loris Cantarelli7, con un’incredibile decisione editoriale, nella seconda avventura la voce del personaggio ritorna come per miracolo e alla sua menomazione non si fa più cenno!
Chi non ha alcun potere da esibire se non quella della sua sensibilità è Alicia Masters, la scultrice cieca che smuove sin dalla prima apparizione nel n. 8 dei Fantastici Quattro8 il cuore del “mostro” Ben Grimm, meglio conosciuto come la Cosa. Alicia è un personaggio comprimario, tuttavia ha il potere di aggiungere pathos ad un quadro già sufficientemente complicato nel quale svetta la drammatica situazione della Cosa, l’unico del fantastico quartetto ad avere perso l’umanità del proprio aspetto fisico ed ad essere costretto a vivere nella marginalità. Eppure Alicia vede nella Cosa solo gentilezza e altruismo, trascurando completamente – potrebbe essere diversamente? – l’aspetto fisico, e questo permetterà alla coppia una singolare quanto intensa storia d’amore, minata spesso dall’orgoglio, dall’autocommiserazione e dalla gelosia ma pur sempre sincera e profonda9. Una vicenda a fumetti dietro alla quale si nascondeva la reale frustrazione e la marginalità vissuta dall’autore, quel Jack Kirby che si vedeva costantemente privato del giusto riconoscimento dalla scaltrezza dell’amico Stan Lee10, più lesto ad apporre la propria firma in calce anche ai lavori non suoi.

1. Chakir, “Il bastone bianco”, Mondo Erre, settembre 1982. Si tratta di una rivista di ispirazione cattolica per ragazzi.
2. Pubblicato per la prima volta nel 1971, l’ex ispettore di Scotland Yard Mister Charade ha accompagnato i lettori de il Giornalino per ventisette numeri (e relative 184 tavole) fino al 1975.
3. S. Gorla, “il Giornalino: qualcosa di speciale”, in DiversAbili. Figli di una nuvola minore? (a cura di P; Guiducci - S. Gorla), Cartoon Club, Rimini 2001, pg. 90.
4. E. Montale, “Ho sceso mille volte…”, in
5. Contrariamente a tanti altri “colleghi” supereroi, Devil (alias Matt Murdock) non ha incredibili super poteri. Il contenitore radioattivo che lo colpisce mentre cerca di salvare un anziano signore dall’impatto con un camion, se da un lato gli causa la perdita della vista dall’altro gli acuisce i restanti sensi. Grazie all’intenso allenamento fisico e ad una ferea forza di volontà, Matt Murdock diventa così “l’uomo senza paura”. La sua prima uscita risale all’aprile 1964, testi Stan Lee, disegni Bill Everett.
6. Batman è un’icona dell’immaginario mondiale. Ideato nel 1939 da Bill Finger e Bob Kane, il miliardario Bruce Wayne si “trasforma” nell’uomo pipistrello, sinistro difensore della giustizia per vendicare la morte dei genitori.
7. L. Cantarelli, “Supereroi e superproblemi”, in DiversAbili. Figli di una nuvola minore? (a cura di P; Guiducci - S. Gorla), Cartoon Club, Rimini 2001, pg. 49.
8. The Fantastic Four nasce nell’aprile 1961 ad opera di S. Lee e J. Kirby.
9. Per una trattazione più articolata si veda G. Guidi – R. Vinci, 30 anni di Marvel, Alessandro Distribuzioni, Bologna.
10. Ivi, pp. 10-11.

Parole chiave:
Creatività, Cultura