Mi sono innamorato in taxi

01/01/1983 - Michele Morritti


La sessualità è una delle componenti fondamentali del carattere e della vitadi ogni persona. Essa si può manifestare e realizzarsi in varie forme e generi,a seconda della personalità e del grado di maturità raggiunto da ciascunindividuo. Per quanto riguarda, la sessualità, io penso che non ci siano moltedifferenze sostanziali, almeno dal punto di vista emotivo e morale, tra personehandicappate e non. Ci possono essere invece delle difficoltà reali e oggettivedal punto di vista pratico, nel poter avere dei rapporti sessuali completi conpersone dell'altro sesso, normali o handicappate.
Per quanto riguarda il mio caso, ho avuto molte "imbarcature", amori aprima vista, ed ho sempre avvertito il bisogno di avere una bella ragazza con laquale poter parlare di qualunque cosa, fare l'amore, stare insieme a lei, e andarevia con lei dove ci pare. Ma ho sempre dovuto soffocare ogni mia sensazione,voglia e desiderio di poter fare certe cose con una persona dell'altro sesso,perché è già molto difficile avere dei momenti e delle occasioni per parlaredi sesso tra persone cosiddette normali e figuriamoci quindi discutere di questoargomento, così, personale e delicato, con persone handicappate, che purtroppohanno già dei problemi di ordine fisico e psicologico in oltre a quellospecifico e soggettivo come può essere la sessualità.
A questo riguardo voglio descrivere un episodio personale successo non moltotempo fa: è da un po' di tempo che il comune di Bologna ha messo a disposizionedei "buoni taxi" per quelle persone handicappate che non possonousufruire dei mezzi pubblici. Anch' io ne faccio uso per recarmi in un Centro didocumentazione sull'handicap alle attività del quale collaboro anche io.
Dopo cinque-sei mesi di utilizzo del taxi, ormai posso dire di conoscere la metàdei taxisti e delle taxiste di quel numero di radiotaxi a cui mi rivolgoabitualmente.
Un pomeriggio presi il mio solito taxi per tornare a casa; appena entrai nel"PAVIA 9" vidi che la volante c'era una taxista, una gran bellaragazza, anzi una signora molto carina e distinta. Rimasi ammaliato e quasisenza fiato e mi piaceva guardare quella ragazza così graziosa e che per mepoteva significare 1'espressione meravigliosa della natura umana.
Intanto che mi trasportava verso casa io mi ero messo a pensare a quellaragazza, a fare dei gran viaggi di testa che mi facevano andare chissà dove conla mente; ero in completa paranoia di lei.
Pensavo anche che quella persona mi sarebbe potuta piacere e andare bene pertutta la vita e immaginavo che in quel momento io, invece di essere dietro comecliente, avrei potuto essere al suo fianco, magari come suo ragazzo, oppure inun qualsiasi altro posto insieme a lei.
Mentre pensavo a questo mi era venuto dentro come un grande magone, pieno ditristezza, di rancore, ed una depressione totale troppo difficile da spiegare,tanto che bisognerebbe essere in certe condizioni svantaggiate per riuscire adimmaginare tutto il dolore, la rabbia, la sofferenza fisica e psichica che sipossono sentire in quell'istante.
Quando arrivai a casa , quella ragazza fece addirittura gli auguri a mia madresperando che con questo chissà cosa avrebbe potuto cambiare per me, oppurepoteva essere una gentilezza più o meno giustificata nei miei confronti.
Entrato in casa andai diritto in bagno e scoppiai in una crisi profonda dipianto e una terribile e angosciante malinconia mi assalì per quello che eraaccaduto.
Dopo mia madre cercò in tutte le maniere possibili di tirarmi su da quellostato di inerzia, ma quella sera fu per me nera come poche.
Concludendo vorrei fare capire che ho provato le stesse emozioni che potrebbeprovare un individuo cosiddetto normale, e quindi non è vero che, come diconomolti, le persone handicappate lo siano anche nella sessualità, o che nonabbiano il problema del sesso, o che siano incapaci di amare.

 

Pubblicato su HP:
1983/1-2