L'occupazione delle ex scuole Mazzini e le sedi delle associazioni

04/05/2010
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In riferimento all’occupazione delle ex scuole Mazzini riteniamo importante puntualizzare alcune cose per evitare il confondersi di ragionamenti sull’emergenza abitativa e l’utilizzo a fini sociali di stabili comunali.

Ci sembra che le diverse parti coinvolte (occupanti e amministrazione comunale) stiano utilizzando in maniera strumentale questa vicenda per giustificare da un lato evidenti carenze amministrative nella gestione della ristrutturazione dello stabile e dall’altro un’azione di lotta che prende le mosse da una seria emergenza sociale ma che, in nome di questa, rivendica spazi che hanno una storia per il quartiere e per le sue associazioni.

Storia che esiste fin dal 1996 quando alle prime associazioni è stata assegnata la struttura perché potesse diventare luogo di lavoro e collaborazione per tutti quei gruppi che si occupano in particolare delle tematiche legate all’emarginazione lavorando su progetti condivisi di informazione, documentazione e formazione. Nel corso degli anni nello stabile hanno trovato spazio numerose associazioni (Centro di Documentazione Handicap, Bandieragialla, Opera Nomadi, Anfaa, Piccoli Grandi Cuori, Uildm, Aita, Gruppo la Ruota, Apre, Movi, Voci, Volabo, Riparaggi, Ceps, BorgoMondo, Scuola di Accoglienza della Caritas) che hanno svolto molteplici attività anche rivolte al territorio del quartiere e che si sono riunite sotto la comune denominazione di Zefiro, Casa Comune del No-Profit. La valenza sociale di questo progetto è stata riconosciuta dal comune di Bologna con cui è stata stipulata una convenzione per l’utilizzo della struttura.

La tormentata vicenda della ristrutturazione dello stabile attualmente occupato è iniziata nell’estate 2007, i lavori sarebbero dovuti terminare nell'autunno 2008, anche in funzione dell’urgenza di trasferirvi la sede della biblioteca di quartiere. Nel frattempo le numerose associazioni hanno trovato altre provvisorie sedi, fiduciose che l'esperienza della Casa Comune del No-Profit sarebbe ripartita nei tempi previsti.

Nell'autunno del 2008 è partito un tavolo di progettazione che ha coinvolto le associazioni interessate all'utilizzo di quegli spazi: alle associazioni già presenti si sono aggiunte associazioni giovanili attive nell'animazione del territorio, un gruppo d'acquisto, un gruppo di genitori di ragazzi disabili.

Ma ad un anno e mezzo da quella prima riunione la situazione è rimasta completamente bloccata. Nell'aprile 2010 la struttura è ancora chiusa, nonostante i lavori siano terminati pur tra diverse vicissitudini (fallimenti di ditte, ritardi, parziali ridefinizioni dei lavori…).
Nello stesso periodo altri percorsi di recupero di stabili pubblici del quartiere ad un uso sociale non hanno partorito i risultati attesi.
Nel frattempo numerose associazioni hanno abbandonato il quartiere, oppure sono semplicemente rimaste senza una sede, organizzando le attività presso le abitazioni dei singoli soci oppure chiedendo ospitalità alle poche realtà associative del quartiere disposte a condividere i propri spazi con chi una sede non ce l'ha.

La mancata assegnazione di una sede alla biblioteca e alle associazioni del territorio è quindi il risultato di difficoltà più complessive collegate alla ristrutturazione dell'immobile. Queste dinamiche non si inseriscono però in un vuoto progettuale e in assenza di soggetti concreti. Soggetti che hanno investito in passato e che hanno intenzione di lavorare sugli stessi temi anche per il futuro e che su questo si aspettano rispetto e attenzione da parte di tutti.

Centro Documentazione Handicap
Bandieragialla.it
Associazione BorgoMondo
Associazione Terra di Confine
Associazione AlzaBandiera
 

Parole chiave:
organizzazioni non profit