Le seduzione della pesca - Superabile

29/03/2010 - Claudio Imprudente

Per voi disabilità fa rima con seduzione? Disabilità e seduzione possono viaggiare insieme? Seduzione è un termine che mi richiama alla mente …la frutta! In verità io non sono un grande amante della frutta ma devo ammettere che possiede una certa capacità di “attirare l’attenzione”. Nell’immaginario collettivo, uno dei frutti considerati più seduttivi è la pesca. Forse vi starete domandando perché…ebbene: la pesca è un frutto dalla superficie morbida vellutata (non a caso per complimentarsi con una persona dell’aspetto della sua pelle si dice “hai una pelle di pesca”) e dai colori sfumati e brillanti, che variano dal giallo all’arancione, al rosso…ma soprattutto, la pesca è un frutto molto succoso e dissentante. Tutte queste caratteristiche la rendono dunque molto seduttiva e appetibile!
L’alter ego della pesca, ossia uno dei frutti meno seduttivi, è la noce. Già solo l’aspetto non solleva l’interesse: ha un guscio rugoso, irregolare, duro e legnoso ( da qui l’espressione “ ti do una noce in testa”, per dire “ti do un pugno”). Per di più la noce senza uno schiaccianoci è immangiabile e, confrontandola con la pesca, è assolutamente priva di succo. Avrete già capito dove voglio andare a parare con questo discorso da agricoltore esperto: ovviamente la noce rappresenta la seduzione nel mondo della disabilità, che è chiusa in un guscio, non immediata, anzi non riconosciuta. E’ difficile forzare il guscio per portarla allo scoperto se non si dispone di uno strumento adeguato: questo strumento è il contesto. Vi faccio un piccolo esempio illuminante: un giorno ero in un locale a Piazza Navona con una mia amica per un aperitivo (un Martini rosso): insieme ai calici il barista ci ha servito una vasta gamma di stuzzichini, tra cui una abbondante porzione di noccioline (che in questo caso considereremo come le sorelle minori delle noci!). ebbene, in quella circostanza nient’altro avrebbe potuto essere più seduttivo delle noccioline! In quel frangente mi sono reso conto di come basti modificare il contesto perché qualcosa che prima non sarebbe mai stato considerato seduttivo acquisti improvvisamente una carica seduttiva.
E’ questo il segreto: anche nel mondo della disabilità è necessario uno sforzo per modificare i contesti e far emergere quel potenziale seduttivo che in altre circostanze risulta oscurato o inesistente. Uno sforzo che coinvolge non solo i disabili ma anche tutti coloro che convivono colla disabilità e ne sono interessati a livello familiare, lavorativo, di gruppo sociale.
A mio avviso questo è un tema davvero molto interessante, che merita di essere ripreso in seguito. Suggerisco una domanda che potrebbe suscitare un dibattito con voi, Cari Lettori, e cioè “che frutto vi sentite?”. Un cocomero, un mapo, un melograno, una fragolina di bosco, un kiwi, una prugna secca della California…e quindi vi sentite verdi, acerbi, aspri, dolci, succosi, lassativi, maturi…? E che dire? Cliccate su claudio@accaparlante.it, e a me non resta che fare una bella macedonia!
Claudio Imprudente