L'attualità di una pagella
Comportamento-carattere: il bimbo si è inserito molto bene, direi che ha raggiunto l’optimum della socializzazione. Questa è stata la conquista base per un suo sicuro progredire. Ora l’espressione serena del viso testimonia questa sua conquista e dice chiaramente che il suo cuore buono e la sua intelligenza sono aperti a tutti. Niente gli sfugge; mostra di possedere un cuore buono e sensibilissimo, un’intelligenza vivida, un carattere in via di formazione ma già originale, personalissimo. Senso dello humor sviluppato.
Capacità di applicazione: ora che ha in parte vinto una certa capricciosità, l’alunno è capace di imporsi uno sforzo, con la volontà di completare il lavoro.
Rendimento scolastico: ottimo per l’aritmetica. Assimila tutto, rielabora con rapidità, ricorda benissimo, offre talora soluzioni personali che oltrepassano la richiesta. Il suo pensiero si è organizzato in espressioni sempre più idonee, correggendosi e superandosi di continuo. L’espressione scritta è armoniosa, la frase ora è completa e chiara.
Conclusione: la sua promozione alla terza classe è del tutto meritata e tutto lascia sperare in ulteriori progressi.
Il documento che avete appena letto sembra appartenere ai nostri giorni e riferirsi a un alunno «normale», come «normale» sembra essere l’insegnante che lo ha scritto. Invece, per capire quel documento dobbiamo compiere un viaggio a ritroso nel tempo: queste parole, infatti, risalgono a quarant’anni fa; ma come mai sembrano così attuali? Ecco il motivo: sono, a loro modo, profetiche. Risalgono al 1970, e costituiscono il giudizio di fine anno relativo a un bambino disabile, quando l’integrazione scolastica ancora non c’era.
L’alunno in questione sono io. Pochi giorni fa ho ritrovato quei fogli, imbucati in un cassetto: per me sono stati la conferma sconvolgente di un ricordo che non riuscivo a confermare nemmeno a me stesso, mancandomi le prove. Ovvero il ricordo di quanta fiducia questa insegnante fosse riuscita a trasmettere a me e ai miei compagni: elementi fondamentali per la nostra carriera scolastica, per la nostra vita futura, per la costruzione autonoma della nostra personalità e per un confronto sereno coi ragazzi normodotati negli anni post ’77.
("Il Messaggero di sant'Antonio", Settembre 2010)




