La Z sarà la prima

06/07/2011 - Anna Pazzaglia

È in quarta che tutti scoprono Zinkoff. È sempre stato lì, naturalmente, nel quartiere, a scuola da dieci anni. Lo conoscono già come il bambino che ride troppo e, fino all’operazione, come “il bambino che vomita”. In effetti, Zinkoff non fa proprio niente di speciale per farsi scoprire. Come sempre, è l’occhio di chi scopre, a cambiare, non l’oggetto della scoperta. La scoperta di Zinkoff ha inizio il primo giorno di scuola. Hanno un nuovo insegnante: il signor Yalowitz, il loro primo maestro-uomo. Il signor Yalowitz sta in piedi davanti ai banchi e sfoglia con attenzione i cartellini delle presenze, come se volesse imparare ogni nome a memoria. Dopo un po’ li mescola, e quando ha finito solleva il primo. – Zinkoff – dice, senza staccare gli occhi dal cartellino. – Donald Zinkoff. Dove sei? Zinkoff, che ormai sa qual è il suo posto, è già nelle retrovie: ultimo banco nell’ultima fila. Scatta sull’attenti: – Sono qui, signore! – annuncia. Un sorriso guizza sulla faccia del maestro. Alza lo sguardo. – Zinkoff… Zinkoff… Vuoi sapere una cosa, Zinkoff? – Sì, signore! – Sei la prima Z che mi sia mai capitata in una classe. Non è facile essere una Z, vero, Zzzzzzinkoff? A dire la verità, Zinkoff non ci ha mai pensato. – Non saprei, signore. – Be’, non è facile, credi a me. Io ero una Y. Sempre all’ultimo banco. Sempre l’ultimo della fila. Condannato dall’alfabeto. Che ne pensi Zinkoff? Zinkoff non sa che pensare, e lo dice. Quanto ai suoi compagni, pensano: Dunque è questa la quarta. E forse perché è una classe più avanti, o forse perché hanno un maestro-uomo con modi rudi da uomo, però hanno l’impressione che sarà una forza e si sentono gonfiare d’orgoglio. L’insegnante punta il dito. – Zinkoff, ti piacerebbe sperimentare la vita in prima fila? Zinkoff sgrana gli occhi. – Avanti, ragazzo, vieni qui! – E lo invita con gesto grandioso. – Yahooo! – grida Zinkoff, e corre in prima fila. Quando il maestro ha finito, Zinkoff è al primo banco e Rachel Abano nelle retrovie. In prima fila insieme a Zinkoff ci sono una W, una V e due T. Grazie al signor Yalowitz, la prima persona a scoprire Zinkoff è Zinkoff. A differenza delle maestre di seconda e di terza, il signor Yalowitz sembra contento di lui. La prima settimana, per esempio, ogni mattina che Zinkoff entra in classe, il maestro annuncia: – E la Z sarà la prima! Un giorno che arriva alle 7.30 trova Zinkoff che gioca tutto solo in cortile. – Arriverai in anticipo al tuo funerale, ragazzo! – gli grida. Anche il signor Yalowitz nota l’atroce calligrafia di Zinkoff. – Messer Z – gli dice – ogni volta che metti penna su carta, accadono cose indescrivibili. – Però lo dice ridendo, e aggiunge: – Meno male che hanno inventato le macchine da scrivere!
(Brano tratto da Jerry Spinelli, La schiappa)

L’importanza della fiducia, in una relazione, che porta a una crescita, e a una espansione, delle proprie capacità, è ciò che viene definito: l’“effetto Pigmalione”.
Pigmalione, nel mito narrato da Ovidio, era uno scultore, senza compagna, ma con tanta voglia di amare, e il suo desiderio un giorno divenne talmente forte, da portarlo a pregare Venere di fargli incontrare una ragazza bella come la statua che aveva appena creato. Venere, mossa a compassione, animò la statua della quale Pigmalione si era innamorato.
Il mito di Pigmalione è stato ripreso dallo psicologo Rosenthal , che, segnalando alcuni dei bambini di una classe a un’insegnante come dotati di un’intelligenza superiore, li rese dopo un anno gli alunni migliori. Rosenthal dimostrò così che, seppur scegliendo a caso dei bambini nella classe, era possibile trasformare gli stessi, nel medio periodo, in alunni inequivocabilmente bravi. Come era stato possibile tutto questo? Semplicemente l’insegnante, pensando di avere a che fare con bambini realmente dotati di un’intelligenza superiore, aveva dimostrato loro totale fiducia. Come fa il professor Yalowitz con Zinkoff: lo chiama in prima fila, nonostante sia una Z, gli ricorda ogni giorno che la Z sarà la prima, scherza sui suoi “difetti” ricordandogli che se ha una brutta calligrafia ci sono sempre le macchine da scrivere. Punta su i “sa fare” del ragazzo, sulle competenze che già possiede, per espanderle, facendo entrare in gioco quell’elemento magico che è la fiducia, e cioè: non avere dubbi sul fatto che la zeta Zinkoff può farcela. Il professor Yalowitz è il Pigmalione del piccolo Zinkoff. Ed è la lezione più importante per Donald. Perché Zinkoff è sì diverso, ma è in un contesto di fiducia che maturano le sue competenze e la sua personalità.
Ed è nello stesso ambiente che queste differenze diventano i talenti della zeta Zinkoff, e non la sua condanna. Con la supervisione del saggio professor Yalowitz, il gruppo può conoscerlo e accoglierlo, nella sua preziosa diversità.

 

Parole chiave:
Scuola ed educazione