La siepe di Imola - Superabile

29/03/2010 - Claudio Imprudente

Sapete cosa vedo tutte le mattine quando apro la finestra? Vedo un campo di grano e all’orizzonte, dove nasce il sole, intravedo una minuscola siepe, e mi chiedo: “oltre alla siepe, cosa ci sarà?”. Bella domanda. Oltre alla siepe…a questa domanda aveva provato a rispondere la manifestazione intitolata “La salute mentale è un diritto di tutti, anche il tuo”, in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale, che si era svolta nella ridente cittadina di Imola (famosa per il suo circuito di Formula 1) in provincia di Bologna, qualche mese fa. Una kermesse di sport e integrazione, dal titolo “Mai più fuori dai giochi”. La manifestazione aveva coinvolto, oltre alle squadre Anpis (Associazione Nazionale delle Polisportive per l’Integrazione Sociale) di tutta le regione, anche squadre di studenti e professori degli istituti superiori di Imola, e la polisportiva locale “Eppur si muove” (associata Anpis), che aveva curato l’organizzazione della mattinata sportiva. “I diritti degli altri cominciano dove finiscono i miei diritti: questo significa riconoscere la libertà di ciascuno e il diritto di cittadinanza attiva per tutti”, aveva detto il vicesindaco Castellari. Mi trovo in perfetta sintonia con questa affermazione. E’ proprio vero, dove iniziano i diritti degli altri, lì finiscono i miei. Ma c’è anche un'altra cosa che mi pare interessante: il paragone che si può ritrovare tra una siepe e il concetto di confine. Andare oltre la siepe significa andare oltre i confini. Ma una siepe è un confine un po’ particolare, perché è un elemento naturale, che fa parte di un bel paesaggio. Forse proprio per questo si potrebbe faticare a considerare una siepe come un confine. Eppure non la si può superare facilmente, a causa del suo fitto intreccio di rami, di foglie, di radici. Anche lo sport usa le siepi come elemento di sfida. E non solo queste. Anche un pallone, una rete, una linea disegnata per terra possono essere ostacoli. Ma lo sport trasforma questi ostacoli o confini in una risorsa che unisce le abilità di tutti. Questo è il messaggio della manifestazione imolese. È un concetto culturale che bisogna sul serio accogliere: il confine come elemento di integrazione tra tutte le categorie di persone. Nello sport non c’è più la distinzione tra “sani di mente” e “malati di mente”, ma c’è il superamento dei nostri confini nella condivisione della medesima sfida. Questo rende la diversabilità una cosa interessante, perché tutti noi abbiamo delle siepi da accogliere, accettare e affrontare. Ovviamente ci sono molti tipi di siepe: profumate come il bosso, spinose come il pungitopo, nobili come l’alloro… mi piacerebbe sapere che tipo di siepe siete voi. Basta cliccare su claudio@accaparlante per rispondermi, e come diceva una nota pubblicità “io ce l’ho profumato…il bosso, ovviamente!”
Claudio Imprudente