La guerra del rusco

01/01/1986 - Andrea Pancaldi

Quando una cassetta della posta fa più in/cultura di una biblioteca

Scarpe vecchie, pacchi di giornali, vestiti rimasti chiusi per anninell'armadio. Tutto fa brodo, anzi..."rusco"(come si dice a Bologna,se preferite immondizia, pattume, spazzatura). Poi* il giovedì mattino i sacchispariscono dall'atrio di casa. Tutti contenti. Via il rusco e siamo anchestati buoni con gli handicappati.
Si raccoglie rusco per tutti: per gli invalidi e per gli africani che muoiono difame, per i ciechi e perfino per i cani randagi.
La guerra del rusco puzza doppiamente. Una prima volta di truffa (vedi articoliallegati). Furti di sacchetti, battaglie tra associazioni che si contendono lecassette della posta, enti fantasma che segnalano "delegazioniprovinciali" inesistenti, associazioni che sembrano più promosse daglistraccivendoli che dagli handicappati. Ma tutto questo ci interessarelativamente.
Quello che è più deleterio sono gli aspetti culturali della vicenda, aspettiche ancora una volta ricacciano le persone handicappate nel ghetto, anzi nelbidone del rusco e alimentano pregiudizi e luoghi comuni dei"normali".
Facciamo degli esempi concreti: "Sacchetto UNMC", stemmadell'associazione è uno scudo con due stampelle incrociate (!!!), ma nonfinisce qui, c'è pure il motto che recita "Surge et ambula" (alzati ecammina). Come si vede la pedagogia della negazione dell'handicap, della sua nonacccttazione, non è solo patrimonio delle pagine di STOP e simili."Sacchetto ADIC", oltre alle solite litanie:"gentile signore...unvivo ringraziamento...l'indifferenza è peggiore della miseria" sopra lasigla della associazione fa bella mostra di se un barbone, con tanto di bastone, toppa nei pantaloni, barba lunga e l'immancabile ciotola in mano (ibarboni come i cani non usano i piatti) che parla, si suppone, delle propriedisgrazie, con un altrettanto classico "paraplegico" con l'immancabileplaid scozzese a coprire le gambe (non si sa se per il freddo o per lavergogna). Anche qui l'espressione handicap/povertà ci ricorda che glihandicappati sono persone che vanno innanzitutto aiutate, assistite. Questa èla loro unica esigenza.
Più professionale il "Sacchetto UIC" che non inciampa in stemmi emotti, ma ci ricorda che il riciclaggio del
materiale è anche un contributo all'economia del paese, oltre che un gesto disolidarietà.
Il "Sacchetto AIAMIC" poi ci regala nello stemma una fiaccola ardente.
La speranza è sempre l'ultima a morire. La speranza di cosa però?!?
Comunque di tutto questo non ci dobbiamo certo meravigliare. In una società incui tutto quello che non
serve più viene buttato nel rusco è "normale" che anchel'handicappato (che non serve perché non
produce e non ha ruoli sociali) abbia*un destino simile. Tra rifiuti e rifiutati il passo è breve.

Napoli
"Aiutate gli handicappati" Ma è solo una truffa

NAPOLI - Polizia e carabinieri stanno svolgendo indagini per identificarealcuni sconosciuti i quali, qualificandosi per rappresentanti di una"Libera unione di handicappati e spastici", chiedono contributi indanaro, oltre a raccogliere indumenti usati.
A quanto si è appreso, gli sconosciuti operano soprattutto nelle strade piùeleganti e residenziali, in modo particolare in via dei Mille, via Filangieri,piazza Amedeo, nonché lungo alcune strade di Posillipo. In alcuni casi glisconosciuti, dopo aver chiesto di sottoscrivere su di un modulo la sola adesionealla sedicente associazione, inviano a domicilio pacchi di libri, editi aPalermo. Ai de-stinatari degli stessi viene chiesto, nel momento della consegna,il pagamento dei libri.
La Consulta regionale degli handicappati e l'Associazione italiana perl'assistenza agli spastici (Aias), in un comunicato, hanno diffidato chiunquedal vendere libri o raccogliere indumenti usati e stracci a nome deglihandicappati riuniti in associazioni legalmente operanti e riconosciute dallaRegione

E c'è perfino chi truffa i ciechi...
Gianni Leoni

Una bustona di plastica piegata in quattro nella cassetta per in posta, prontaad accogliere quanto la generosità dei cittadini mette a disposizione dell'Unione italiana ciechi: ab/ti smessi, vecchi giornali, riviste, stoffe più omeno lise, indumenti intimi, scarpo, camicie a volte perfino stirate. Uncapillare sistema ni distribuzione e di raccolta che a Bologna e in provinciafunziona, con ottimi profitti, da quasi 13 anni e che contribuisce, proprioattraverso la selezione e la rivendita del materiale, al mantenimento della sededi Strada Maggiore 77. Ma già da un anno, forse da un tempo maggiore, unamisteriosa organizzazione sfrutta l'iniziativa e, con altri mezzi, anticipa, nelgiro dì raccolta. I furgoni della sezione bolognese che assiste i non vedenti.
Chi c'è dietro? Il dirìgente del commissariato Santa Viola, dottor SalvatoreSurace, sta cercando di stabilirlo, ma gli stessi responsabili dell'Unioneciechi, sezione bolognese, sospettano, in attesa di provo, che accanto aistituti ed enti perfettamente in regola operino organismi fantasma diassistenza. C'è perfino chi azzarda l'ipotesi di una efficiente organizzazionecampana che sale al nord in una serie di rapide razzie porta dopo porta, o anchedell'iniziativa di qualche industriale tessile toscano dalle finanze dissestatein cerca di tessuti da riciclare.
La sezione bolognese dell'Unione italiana ciechi - precisa il suo presidenteBruno Albertazzl - distribuisce nelle cassette per la posta della città e dellaprovincia una media quotidiana di 2000 sacchetti di plastica, in cicliricorrenti ogni due mesi, un sacchetto ci costa 60 lire; abbiamo quindi unnotevole danno economico anche volendo escludere il contenuto di ogniconfezione. I bolognesi con noi sono sempre stati molto generosi, ma proprioquesta disponibilità allerta persone di pochi scrupoli. Abbiamo Infatti notiziadi misteriosi personaggi che, a nostro nome, chiedono quattrini, mentre l'Uicper la raccolta di denaro si serve soltanto dì appositi bollettini*.
Le presunte organizzazioni che portano via i contenitori distribuiti dall'entedei non vedenti seminano a loro volta gli androni di migliala di palazzi dialtri sacchetti con le scritte più varie. In questi casi - dice ancoraAlbertazzi - i cittadini chiamano noi anche perché le piogge e gli animalirandagi che rompono i sacchi creano situazioni poco piacevoli. La vicenda stafacendosi davvero delicata. Da almeno un anno ci vengono segnalati straniautomezzi (l'altro giorno è stato visto un camion rosso in Santa Viola) checaricano i contenitori con le scritte della nostra associazione: invitiamo icittadini a segnalarci altri episodi analoghi*.

"Il Resto del Carlino"
L'handicappato può attendere

"Da molte voci circolate nel paese dove lavoro - Rutigliano, in provinciadi Bari - ho appreso che, raccogliendo 3000 bollini per il controllo elettronicodel magazzino, presenti ormai su quasi tutti i prodotti, è possibile farottenere gratuitamente una carrozzella a un bambino handicappato o a uninvalido. È vero?".
Questa domanda ci è stata rivolta dalla signora Rosanna Lauro la quale ciscrive da Bisceglie. La risposta è categorica: anche se i bollini raccoltifossero 3 milioni nessun handicappato vedrebbe mai la carrozzella. Èchiaramente una truffa, e della peggior specie. Lo scorso anno ha provato avederci chiaro, per Di tasca nostra, Gilberto Squizzato e nonostante un vero e proprio lavoro da detective aun certo punto della catena si è dovuto arrendere perché era impossibileandare avanti. Avevamo deciso di condurre un'inchiesta sull'argomento perché ciera giunta notizia che in un paese della Lombardia le scuole elementari eranostate mobilitate per raccogliere certe etichette presenti su alcuni prodotti. Laraccolta avrebbe appunto consentito di donare una carrozzella a un bambinohandicappato. Forse una indagine degli organi di polizia potrebbe riuscire doveSguizzato ha fallito.

Indagini a Napoli su una "unione di handicappati"

NAPOLI - Polizia e carabinieri stanno svolgendo indagini per identificare alcunisconosciuti i quali, qualificandosi per rappresentanti di una "Liberaunione di handicappati e spastici", chiedono contributi in denaro, oltre araccogliere indumenti usati. A quanto si è appreso, gli sconosciuti operanosoprattutto nelle strade più eleganti e residenziali, in modo particolare invia dei Mille, via Filangieri, piazza Amedeo, nonché lungo alcune strade di Posillipo. In alcuni casi gli sconosciuti, dopo aver chiesto di sottoscriveregratuitamente su di un modulo la sola adesione alla sedicente associazione,inviano a domicilio pacchi di libri, editi a Palermo. Ai destinatari deglistessi viene chiesto, nel momento della consegna, il pagamento dei libri.

Pubblicato su HP:
1986/3