La documentazione di un percorso formativo: supporti e ricadute

01/01/2006 - Alessandro Venturini

Il Centro documentazione handicap (CDIH) di Ferrara ha curato particolarmente a partire dal 2004 i settori della consulenza alle scuole e la formazione. In particolare il Centro si è specializzato in ambito tecnologico, hardware e software, progettazione didattica con l’ausilio delle tecnologie e nell’ambito della Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA), cioè l’utilizzo di metodi e linguaggi simbolici per aumentare o vicariare eventuali problemi di comunicazione degli alunni.
In questo contesto è nata l’idea di organizzare un percorso formativo di 15 ore sulla CAA, in collaborazione con il Servizio riabilitazione Infanzia e Adolescenza dell’USL di Ferrara a cui hanno partecipato insegnanti, educatori, operatori della cooperazione sociale, operatori sociali e sanitari, famiglie.
Gli obiettivi del Laboratorio Formativo, possono essere così sintetizzati:
- dare un’informativa di base sulla CAA;
- riunire i diversi servizi che potessero utilizzare la CAA nei rispettivi contesti;
- instaurare percorsi di collaborazione scuola/servizi/famiglia;
- presentare le possibilità del CDIH rispetto al lavoro di consulenza;
- formare un gruppo permanente di lavoro, multidisciplinare su queste tematiche.

Nella fase di progettazione del Laboratorio Formativo ci si è posti il problema di come documentare l’esperienza soprattutto per avere una ricaduta positiva rispetto agli obiettivi che ci si era proposti. In questo caso, forse più che in altre situazioni, era infatti fondamentale individuare un tipo di documentazione che permettesse il decollo alla fine dell’esperienza formativa “frontale” di una serie di esperienze.
Progettare la documentazione diventa quindi uno dei fattori fondamentali per dare un senso compiuto al progetto formativo. Abbiamo quindi valutato alcuni fattori, alcuni punti focali da cui partire per definire metodologie di lavoro e contenuti:
- destinatari molto diversi fra loro per formazione competenze interessi coinvolgimento personale;
- necessità di individuare un supporto flessibile, facilmente divulgabile, che permettesse l’inserimento di contenuti diversi;
- trovare modalità documentative che potessero destare l’interesse verso la CAA e soprattutto che facilitassero esperienze di autoformazione e approfondimento nei partecipanti;
- rimanere all’interno del budget non certo molto alto che avevamo a disposizione.

Partendo dalla vocazione “tecnologica” del nostro Centro si è quindi deciso di fornire una documentazione non su materiale cartaceo ma su un cd rom, supporto che risulta decisamente vantaggioso sotto diversi aspetti. Il primo è la flessibilità in quanto nel cd si possono inserire informazioni testuali, immagini, filmati, software di utilizzo gratuito con tantissime possibilità per quello che riguarda le modalità, l’ordine, la forma grafica di presentazione dei contenuti. 
Un altro fattore importante è la facilità di divulgazione delle informazioni, ad esempio il contenuto del cd è stato messo a disposizione sul sito del nostro Centro, e non ultimo l’economicità del supporto. Questo punto è stato per noi fondamentale in quanto la scelta di un forte risparmio su eventuali spese tipografiche ci ha permesso di investire in risorse umane per la realizzazione della documentazione, che è stata curata in quasi tutte le sue parti da una collaboratrice esterna al Centro.
Presupposto fondamentale che è alla base dell’intero lavoro è quello che chi frequentava il corso avesse a disposizione un computer cosa che, ormai, vista la diffusione del pc nelle case, nelle scuole e nei servizi, risulta una realtà consolidata, almeno nella nostra realtà territoriale.
Analizziamo il contenuto della documentazione cercando di approfondirne alcuni punti in una chiave di lettura che espliciti soprattutto la ricaduta che ci si aspettava dalla documentazione e la flessibilità del supporto, fondamentale per il progetto formativo che ambiva all’autoformazione.

Vediamo in particolare il sommario della documentazione per approfondirne i contenuti:

  • Introduzione: che cos’è la CAA
  • I principali sistemi simbolici
  • Esempi di tabelle di comunicazione
  • Presentazione di un caso

 

Possiamo definire questa parte come la più “tradizionale”, vi si esprimono i contenuti del corso, un excursus generale sui principali sistemi di comunicazione simbolica e quindi un’esplicitazione di taglio più pratico rispetto a singole tabelle di comunicazione e a un caso di riferimento.
Vorrei approfondire maggiormente la parte relativa alle appendici e agli allegati in quanto proprio in queste 2 sezioni si apprezza maggiormente il supporto e si focalizza il tema della ricaduta del riuso della documentazione e dell’obiettivo relativo all’autoformazione.

Appendici

  • Siti web italiani e stranieri
  • Ausili e materiali
  • Software
  • Bibliografia italiana e internazionale
  • Pubblicazioni e materiali
  • Informazioni sulla associazione ISAAC Italy
  • Alcuni articoli sulla CCA

Queste appendici sono state progettate e realizzate partendo dagli obiettivi che il corso si proponeva, ma anche ponendo molta attenzione alla composizione eterogenea degli iscritti e cercando quindi di fornire strumenti utili nelle diverse situazioni. Analizziamo di seguito punto per punto l’elenco delle appendici cercando di puntualizzare le ricadute possibili secondo i diversi fruitori.
Elenco siti (sitografia): possibilità di approfondire con facilità argomenti di particolare interesse attraverso internet e quindi a costi praticamente zero. I siti proposti sono sia di tipo prettamente “tecnico” e quindi fruibili in modo particolare da operatori del settore (tecnici AUSL, insegnanti) che più divulgativi, legati ad esempio alle associazioni di settore presenti nel territorio, e quindi di particolare interesse per i famigliari che vi possono trovare notizie, esperienze, forum.
Bibliografia italiana e internazionale: è fondamentale non “farsi prendere la mano” dalla tecnologia rischiando di trascurare canali importantissimi di informazione e approfondimento come appunto le pubblicazioni sull’argomento. Tale strumento è particolarmente indicato per chi ha partecipato al corso durante un percorso di studi (ad esempio insegnanti che stanno svolgendo i corsi SISS) e anche per noi operatori del CDIH che abbiamo uno strumento in più da utilizzare in caso di richieste di informazioni in sede di consulenza.
Immagini e informazioni su materiali, ausili e software (quest’ultimo in buona parte scaricabile gratuitamente dalla rete) in modo tale da fornire direttamente strumenti di lavoro da potere utilizzare nel quotidiano. L’elencazione di software gratuito e le indicazioni su come trovarlo attraverso internet è particolarmente interessante perché amplia in modo notevole le possibilità e i mezzi di lavoro in un’area, quella dei siti dedicati alla didattica che immette in una rete che non è solo software ma è scambio di idee, indicazioni su ulteriori materiali, possibilità di contatto diretto con altri insegnanti o genitori ecc… Bisogna fra l’altro sottolineare come vi sia una competenza informatica di base piuttosto diffusa e come tali strumenti siano ormai fruibili dalla maggior parte delle persone. Esistono certamente ancora difficoltà, soprattutto nelle scuole e in alcuni servizi, nell’utilizzare al meglio questi strumenti, forse perché si è ancora troppo legati al prodotto (software, ausilio) da acquistare attraverso il catalogo e proprio per questo si è cercato di dare strumenti di lavoro un po’ “diversi” dal solito. La promozione e l’informazione sugli strumenti gratuiti presenti in rete è inoltre un punto importante di altri momenti formativi (specifici sull’informatica) proposti dal CDIH ed è anche uno dei punti di approfondimento in diverse consulenze svolte nelle scuole.
Informazioni sull’Associazione ISAAC Italy (Società Internazionale per la Comunicazione Aumentativa Alternativa sezione Italiana) per definire anche un quadro isitituzionale sull’applicazione della CAA e dare indicazioni su ulteriori percorsi di formazione e approfondimento degli argomenti. Questo tipo di informazione è particolarmente utile per le famiglie interessate ad associarsi e per i tecnici che possono trovare in ISAAC una struttura di consulenza e formazione di alto livello tecnico e professionale.

Allegati al cd rom

  • Volantino del seminario sulla CAA
  • Depliant informativo di ISAAC Italy
  • Carta dei diritti alla comunicazione
  • Presentazione di un ragazzo diversamente abile attraverso il software Clicker
  • “Principi e pratica in CAA” articolo di Aurelia Rivarola

Di quest’ultima parte vorrei approfondire la presentazione della persona diversamente abile attraverso il software. Si tratta di una presentazione che utilizza il linguaggio simbolico Bliss che un ragazzo disabile, che non è in grado assolutamente di parlare e con pochissimi movimenti volontari, utilizza sia con l’uso di una tabella nella quale indica i diversi simboli che con l’ausilio di un “voca”, strumento che a ogni simbolo associa un messaggio registrato corrispondente. Questa persona ha partecipato al Laboratorio Formativo presentandosi e interagendo con il pubblico attraverso gli strumenti della CAA, e l’inserimento della sua presentazione negli allegati ha avuto per noi particolari ricadute in quanto dimostra in modo semplice e chiaro, rafforzando così l’esperienza direttamente vissuta, quali possano essere le potenzialità degli strumenti della CAA, e ha quindi stimolato la curiosità e l’interesse che si sono trasformati in richiesta di informazioni da parte di insegnanti ma anche di genitori. È questa una ricaduta molto importante in quanto l’interesse viene stimolato non su una base teorica ma su un risultato già conseguito da una persona, con determinati strumenti.

Per concludere vorrei sottolineare come la ricerca delle buone prassi anche nell’ambito della documentazione debba comunque sempre passare attraverso una progettazione attenta e la piena comprensione degli obiettivi che ci si pone. Se si vuole pensare una documentazione viva, riutilizzabile, che interessi realmente è quindi necessario partire dai fruitori, da coloro che con diversi ruoli e competenze potranno “averci a che fare”, e quindi sforzarsi di mettersi nei panni degli altri mettendo al loro servizio quelle che sono le competenze e gli strumenti che i Centri di Documentazione hanno costruito in tanti anni di lavoro sul territorio. L’esperienza di questa documentazione, che ha avuto come ricaduta ulteriore la nascita di un gruppo di lavoro permanente sulla CAA formato da insegnanti operatori tecnici dei servizi e con la possibilità di partecipare da parte delle famiglie, conferma, inoltre, la ricchezza di competenze che sono presenti sul territorio. Tali competenze sono spesso “sommerse” e forse non sono nemmeno considerate tali da chi le possiede. Individuare i giusti strumenti per farle emergere (e uno di questi è una documentazione “mirata”) diventa uno strumento fondamentale per arricchire i Centri di informazioni, materiali, contatti, nuove idee, e questo rappresenta certamente un’ulteriore ricaduta e forse un passo in avanti nella costruzione delle “buone prassi”.