La diversità: un tema fuori commercio

01/01/2007

Intervista a Emilio Barbera delle edizioni Città Aperta

Da dove nasce l’attenzione che la sua casa editrice dedica a questi temi? Che tipo di scelte editoriali sono state fatte?
Città Aperta Edizioni è la casa editrice dell'Irccs Oasi Maria SS. di Troina, un istituto di ricerca scientifica che si occupa di involuzione cerebrale e demenza senile. A fondamento "morale" di questo istituto di ricerca, fondato oltre 50 anni fa da un sacerdote, don Luigi Ferlauto, c'è la convinzione che il debole e il forte possono vivere insieme senza prevaricazioni e ognuno, nelle proprie specificità, può essere a sostegno dell'altro. Quella che a molti sembra un'utopia a noi appare soltanto come un elemento normale della vita degli uomini, che è stato dimenticato da una società in cui gli unici valori validi sembrano essere la perfezione, l'efficienza e la produttività e dunque si tende a escludere chi non rientra in questi tre parametri. Le nostre proposte culturali – che vanno dalla saggistica ai libri per ragazzi – e dunque anche le nostre scelte editoriali, hanno come obiettivo il ricollocamento dell'Uomo (senza altre qualificazioni aggiuntive) al centro del dibattito o dell'interesse culturale.  

Che tipo di riscontro avete avuto? Siete riusciti ad entrare in contatto con le reazioni dei lettori?
Il riscontro, devo dire, è stato immediato da parte di chi opera nell'ambito dell'editoria per ragazzi, siano essi giornalisti o operatori culturali, ma anche librai e bibliotecari. La cosa che più ha colpito e interessato è che per la prima volta in Italia un editore mettesse al centro della produzione editoriale un tema "fuori commercio" come è quello della diversità. Sì, ci sono editori che hanno pubblicato e pubblicano bellissimi libri in cui si tocca anche il tema della diversità, ma che una casa editrice ne abbia fatto il proprio specifico non ha precedenti. Non solo: ha colpito pure che per parlare di disabili, emarginazione ecc. noi non usiamo né pietismo, né maschere. I nostri libri narrano la disabilità con un altro occhio, che è quello della normalità. Così come alcuni nostri libri particolarmente impegnati, come il Bambino col fucile di Nino Ferrara (che racconta di un bambino soldato), non maschera la drammaticità del tema, perché nascondere ai bambini, ai ragazzini una evidenza che hanno sotto gli occhi tutti i giorni anche solo guardando sbadatamente un Tg, ci sembra ipocrisia da adulti con la coscienza sporca. Il mondo è bello da vivere, ma per alcuni lo è un po' meno. Nasconderlo non aiuta i nostri bambini a crescere. Le nostre narrazioni, ovviamente, non solo sono sempre adatte ai bambini e ai ragazzi a cui si riferiscono, ma sono anche corredate da splendide illustrazioni. 
Anche i lettori hanno risposto molto bene alle nostre proposte, anche se in libreria risulta difficile competere con le banalità dei vari maghetti e topini che hanno reso il libro per ragazzi solo un prodotto commerciale e non una proposta culturale. Per fortuna, insegnanti, bibliotecari e promotori culturali portano i nostri libri direttamente nelle scuole, dove vengono utilizzati per realizzare e condurre laboratori sulle tematiche da noi proposte. 

Avete progetti, idee per il futuro che possano riguardare l’ampliamento di queste tematiche? Iniziative di informazione e sensibilizzazione…
I progetti non mancano, non possono certamente mancare. Siamo una piccola casa editrice e con risorse molto limitate, quindi il nostro impegno è principalmente di produrre libri di contenuto alto, non banali e utili alla formazione delle coscienze delle generazioni che formeranno le classi dirigenti del domani. Le nostre iniziative, comunque, si rivolgono sempre più al mondo della scuola, dove è possibile trovare interlocutori interessati alle nostre proposte e ai quali sta a cuore il futuro dei nostri bambini.

Infine, ci date qualche suggerimento di lettura?
Vorrei dare un suggerimento agli adulti: non temete di dare da leggere ai vostri bambini libri che per le tematiche che trattano possano sembrarvi impegnativi; al contrario di noi adulti che rifiutiamo di vedere l'evidenza, i bambini hanno ancora occhi e cuore limpidi per leggere la realtà nel suo profondo, senza soffermarsi alla superficie.

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Letteratura