Kalle, Mattia, Ivan… e i loro Nonni

01/01/2000 - Annalisa Brunelli, Giovanna Di Pasquale

Un percorso bibliografico sul rapporto fra nonni e nipoti

Roberto Piumini
Mattia e il nonno
Edizioni EL - 1993

Torna in questo bellissimo libro il tema della morte, affrontato con altissima poesia e il linguaggio più adatto a far sì che questo passaggio possa essere affrontato dai bambini nel modo migliore. La passeggiata di Mattia insieme al nonno è un percorso attraverso la vita e i sentimenti, è da un lato per Mattia un percorso di crescita, di cambiamento e dall'altro per il nonno un cammino di progressivo abbandono, di lenta rinuncia a tutto ciò che è apparenza. Ecco infatti che il nonno rinuncia al denaro, alla maglia di lana, al tabacco...diventando progressivamente sempre più piccolo fino alla bellissima soluzione finale, quando finisce dentro Mattia ...un bambino è un bel posto per viverci.
Merita riportare questo brano che non ha bisogno di commenti.

Mattia sedette contro la sponda del ponte. Guardava il sole rosso nel cielo di fronte: era il tramonto.
- Alzami un po', per favore - disse il nonno - Da qui non vedo bene.
- Vuoi stare sulla mia testa, nonno? - disse Mattia.
- Bella idea! Starò come in un prato! - disse il nonno.
Mattia lo mise delicatamente fra i capelli. Il nonno era alto una spanna, e forse meno.
Rimasero a guardare il tramonto.
- E' bello, vero? - disse Mattia.
(...)
Mattia restò zitto, perché si chiedeva come fosse diventato il nonno. Non sentiva più il piccolo peso sulla testa.
- Ora dobbiamo andare - disse il nonno.
Mattia alzò una mano per prenderlo, ma non lo trovò.
- Dove sei? - disse.
- Sono qui: cercami piano.
Mattia, pianissimo, tastò fra i capelli: il nonno era grande come una mentina. Lo prese delicatamente e lo guardò, nella poca luce della sera. Lo vedeva appena, e lo sentiva come un prurito nel palmo della mano: come quel moscerino nella pineta.
- Come facciamo nonno? - disse Mattia - Ho paura di perderti, così piccolino. Ti metto in tasca?
- Meglio di no, Mattia.
- E allora?
- Aspettiamo ancora un po' - disse il nonno - Per ora tienimi nel pugno chiuso, e andiamo a casa. Vedrai che troveremo la soluzione.
(...)
Mattia camminava, e non sentiva più niente nel pugno.
- Nonno? - disse.
- Sì, Mattia?
- Niente, volevo solo sentirti.
- Eccomi qui - disse il nonno - Tutto profumato di peperone!
Mattia si fermò di botto. Erano proprio sotto un lampione.
- Come hai detto? Profumato di peperone?
- Già - disse il nonno, dal pugno.
Mattia avvicinò la mano alla faccia e la aprì piano piano: non vide niente.
- Nonno - disse con voce leggera.
- Eccomi - disse il nonno, invisibile.
- Non ti vedo, nonno.
- E' perché sono diventato ancora più piccolo. Sono qui.
- Ma cosa dicevi del peperone?
- Non senti l'odore?
- No.
- Davvero? Annusa bene, Mattia!
Mattia avvicinò il palmo della mano al naso.
- Non sento, nonno.
- Più forte - disse il nonno - Devi annusare più forte, come facevo io con il tabacco, ricordi?
Allora Mattia annusò fortissimo, e l'aria gli fischiò su per le narici.
- Non sento nessun odore di peperone, nonno - disse.
- Infatti non c'è - disse il nonno: ma la sua voce non veniva più dalla mano: era come intorno, o dentro Mattia.
- Che è successo, nonno? - chiese Mattia.
- Ho fatto un piccolo trucco, Mattia. Ti ho fatto annusare forte la mano per poter entrare dentro di te. Se ti avessi detto di mettermi in bocca, credo che non l'avresti fatto, o ti sarebbe molto dispiaciuto.
- Allora sei dentro di me, adesso?
- Sì.
- E questa è la tua voce?
- Sì, ma la senti solo tu, adesso.
- E come stai, nonno?
- Benissimo, Mattia. Un bambino è un bel posto per viverci.

Un libro che i bambini ameranno senz'altro, un libro da far leggere ai grandi che fanno tanta fatica ad affrontare certi temi e ad accettare la realtà della vita e della morte.

Ulf Stark
Sai fischiare Johanna?
Piemme, serie azzurra - 1997

La casa di riposo, la malattia, la morte...sono tutti temi difficili che si è restii ad affrontare con i bambini, soprattutto i più piccoli. E invece è proprio a loro che si rivolge questo bel libro che racconta di come Berra, che vorrebbe avere un nonno, lo trova in un anziano di una casa di riposo e stringe con lui un'affettuosa e intensa amicizia.
Il linguaggio è semplice, il racconto breve si snoda fra piccoli episodi apparentemente semplici: la prima visita e la felicità di essere nonno ma anche di essere nipote, la prima uscita in giardino
- Avevo quasi dimenticato che fosse così - dice (il nonno)
- Cosa? - chiede Berra.
- Li sentite gli uccelli? chiede il nonno.
- Sì - rispondiamo.
- Li sentite i profumi? - chiede ancora.
- Certamente - risponde Berra.
- Non dimenticate mai queste cose - dice il nonno.
la costruzione di un aquilone con lo scialle più bello della moglie e, al posto della coda, la sua migliore cravatta (che però non vola per mancanza di vento!); poi il nonno prova ad insegnare a Berra a fischiare (ma non è facile imparare!!) e infine la festa per il compleanno del nonno..
Il racconto denota grande attenzione e con molta delicatezza e poesia avvicina i bambini al momento in cui avverrà il distacco da una persona cara. Meritano di esser lette le ultime pagine in cui, con grande serenità, viene descritto il funerale del nonno
Quando cessa la musica, arriva un prete, che si mette a parlare. E' un discorso abbastanza breve.
- Nils era un uomo allegro. Soprattutto alla fine - dice - Gli volevamo bene tutti. E così non ha mai dovuto sentirsi solo, anche se non aveva parenti.
A quel punto Berra alza la mano, e la muove finchè non lo guardano tutti.
- Veramente era il mio nonno - dice.
Poi tutti si avvicinano alla bara e ci mettiamo sopra dei fiori. Io e Berra ci andiamo per ultimi. Facciamo un inchino, e Berra appoggia la rosa di Gustavsson sopra tutti gli altri fiori.
Poi rimane lì, anche se io lo tiro per un braccio.
- Adesso devo fischiare! - dice - Sentirai come fischio bene.
Berra si mette a fischiare, tanto forte che si sente l'eco in tutta la cappella.
Fischietta "Sai fischiare, Johanna?"
- Come ti è sembrato? - chiede quando sono fuori.
- Perfetto - rispondo - Adesso puoi essere soddisfatto.
- Infatti lo sono - risponde Berra.
Restiamo in piedi nel vento a guardare la bara che viene portata nel carro funebre da un paio di uomini con i guanti neri.
- In fondo è stato bello - commenta Berra.
Poi il carro funebre se ne va.
Noi salutiamo con la mano finchè non sparisce dietro la curva.
- Adesso cosa facciamo? - chiedo io a quel punto.
- Proviamo l'aquilone - risponde Berra - perchè oggi si è alzato il vento.

Angela Nanetti
Mio nonno era un ciliegio
Einaudi ragazzi - 1998

Ancora un libro che parla dei nonni, o meglio del rapporto fra nonni e nipoti. Non solo, parla anche della morte dei nonni.
Divertente, trasgressivo e decisamente comprensivo nei confronti del nipote Tonino, il nonno Ottaviano ha una grande capacità di ascoltare le esigenze del nipote, anche se non espresse (..."se ascolti con attenzione e ti concentri puoi vedere un mucchio di cose"...) e gli trasmette un grande amore per la natura, partendo dal ciliegio Felice (..."ascolta il ciliegio che respira...) piantato dal nonno il giorno della nascita della sua unica figlia (la mamma di Tonino), cresciuto e curato con amore. Un amore trasmesso al nipote che proprio nel ciliegio riesce a "ritrovare" il nonno dopo la sua morte.
Le riflessioni sulla malattia e la morte percorrono un po' tutto il libro e sono poste ai bambini con grande delicatezza ma senza nulla nascondere della realtà. Dopo la morte della nonna Linda, Tonino con l'aiuto del nonno, rimasto solo e un po' triste, riesce a rielaborare il lutto e a dire:
"..se non si muore finchè uno ti vuole bene, come ha detto il nonno, visto che la persona morta non si vede, vuol dire che si trasforma. Perciò la nonna di sicuro era diventata un'oca.
(...).
- Anch'io ho pensato a qualcosa del genere sai? - disse il nonno - e io che cosa potrei diventare?
Non avevo nessun dubbio
- Un ciliegio - risposi.
- E tu?
- Non ci ho ancora pensato, ma forse mi piacerebbe diventare un uccello. Così verrei a farti compagnia e a mangiarti tutte le ciliegie.
Peccato che l'autrice non sia riuscita a mantenere l'equilibrio fra la parte dedicata al rapporto fra Tonino e il nonno e il resto. Infatti la famiglia di Tonino e i nonni paterni sono eccessivamente litigiosi, poco capaci di ascoltare, troppo concentrati su se stessi, insomma pieni di difetti.
Vengono rappresentati un po' tutti i clichè, primo fra tutti quello che vuole il marito morbosamente legato ai suoi (noiosissimi) genitori e la moglie che non li può vedere. Ovviamente questo vale al contrario per i genitori di lei, causa di continui litigi che porteranno alla separazione fra i due.
Ma perchè appesantire di altri problemi (seri e ormai conosciuti e sperimentati da troppi bambini sulla propria pelle) un libro altrimenti così poetico e che comunque già affronta un argomento delicato e doloroso? E perchè poi, se quella è stata la linea scelta, l'autrice si "pente" e in un eccesso di buonismo e amore per il lieto fine fa tornare insieme i genitori che decidono di vivere in campagna, nella casa del nonno Ottaviano, lontano dai noiosi nonni paterni e addirittura decidono di avere un'altra bambina.
Questo piuttosto è un messaggio che manca di realismo, come a dire che tutte le storie sono a lieto fine. Ma molti bambini sanno purtroppo che non è affatto così.

Guus Kuijer
Graffi sul tavolo
Gli Istrici Salani - 1996

E' proprio vero che la grande abilità di questo bravissimo scrittore è quella di "capire quei pensieri che i bambini non sanno esprimere a parole" come ci viene detto all'apertura del libro. Un libro semplice con una scrittura piana e lenta, dove non succede apparentemente niente di importante. Dove però i piccoli (o meno piccoli) lettori vengono delicatamente posti davanti ad alcuni temi difficili: la morte, la vecchiaia, l'incomprensione.
Attraverso la voce di Madelief, piccola protagonista che, come il piccolo principe, non rinuncia mai alle domande, e vuole sapere tutto quello che accade e quello che è accaduto, l'autore suggerisce che bisogna vincere la paura che può nascere dalle diversità, dalla differenza di età e di sentire; si può trovare la strada che porta al cuore delle persone anche di quelle più insopportabili e inavvicinabili. Dietro il muro alzato per difendersi c'è sempre una persona sola e affamata d'amore.

Peter Hartling
La mia nonna
P iemme, serie arancio oro - 1996

Kalle, rimasto senza genitori a cinque anni, va a vivere con la nonna e cresce con lei.
Il racconto si snoda fra piccoli episodi della vita di tutti i giorni visti dagli occhi del bambino ma anche da quelli della nonna che alla fine di ogni capitolo annota le sue riflessioni personali.
E' un abile stratagemma che ci permette di vedere la stessa situazione anche dal punto di vista della nonna e quindi aiuta a capire che ci possono essere opinioni e reazioni diverse ma non per questo ci si deve allontanare.
Il linguaggio semplice ma realistico non nasconde nulla e con delicatezza mostra anche "cose brutte" della vecchiaia, quelle che, soprattutto ai più giovani, possono fare paura. Dopo una visita ad un'amica che vive in una casa di riposo, la nonna riassume tutte le paure del bambino (e anche le sue) in alcune frasi che, ci pare, non hanno bisogno di alcun commento:
Sono esattamente vecchia come quelli lì. Solo che io non vivo lì in mezzo, ma con te, con un bambino. Allora la vecchiaia ha un altro aspetto. La vecchiaia diventa terribile quando, a furia di vedere vecchi, si perde di vista la vita, sai. Ecco tutto. Ma il mondo ha paura dei vecchi. E tu pure, Kalle.
Il tema dell'istituzionalizzazione dei vecchi, della perdita dell'autonomia, così come il tema della morte, devono essere affrontati e non nascosti. E' di nuovo la nonna che, al termine del racconto, prepara Kalle alla possibilità della sua stessa scomparsa e, dichiarando Ho in programma di vivere il più a lungo possibile, Kalle. Ma impegnarsi non basta, può solo contribuire, lo pone davanti alla realtà senza drammi, aiutandolo a crescere.

Anne Fine
Complotto di famiglia
Piemme, serie rossa - 1998

Davvero notevole e diverso dal solito questo libro di una delle più importanti scrittrici per ragazzi di lingua inglese. Le vicende della famiglia Harris (papà, mamma, quattro figli e una nonna non più del tutto autosufficiente e con un inizio di demenza senile) sono raccontate con un linguaggio insieme ironico, tenero e molto reale. Gli sforzi dei quattro ragazzini per evitare il ricovero della nonna in una casa di riposo portano ad un risultato surreale ma dai risvolti avvincenti ed estremamente incisivi e toccanti.
Durante la cena, Natasha annunciò ufficialmente che la nonna non sarebbe andata a vivere alla casa di riposo; Tanya e Nicholas fecero smorfie di trionfo e si congratularono con Ivan ...
(...)
Ivan ha chiarito la sua posizione: la nonna deve essere accudita qui, in questa casa. Giusto? (...) Allora siamo d'accordo: vostra nonna continuerà a vivere qui e Ivan si occuperà di lei (...) Pulire, fare la spesa, darle da mangiare, prenderle la tazza e cambiare i canali della televisione, cambiare e lavare le lenzuola, pulire il bagno dopo che l'ha usato, darle le medicine, accompagnarla in bagno, rammendarle i vestiti, andarle a ritirare la pensione, comperarle le mentine, riempirle la borsa dell'acqua calda, ascoltare le sue preoccupazioni, organizzare le visite dal dottore, stare qui con lei dopo la scuola, di sera, nei fine settimana e durante le vacanze, tenere bene al caldo la sua stanza, accenderle la luce quando si fa buio, sistemarle la radio, sprimacciarle i cuscini, controllare che abbia sempre l'acqua nel bicchiere - le mani di Natasha danzavano allegre sui piatti - Cercarle gli occhiali, trovarle il libro, raccoglierle da terra lo scialle, aprirle e chiuderle la finestra, tirarle le tende, spedirle ogni Natale le sue ultime cartoline d'auguri, consolarla quando muore qualche sua amica, ricordarle di mangiare...
Stava elencando tutte quelle incombenze come se fossero cose da nulla e per niente impegnative, e come se negli ultimi anni non l'avessero tenuta impegnata per almeno metà del suo tempo.
- Decidete tra voi come fare, o lasciate pure che Ivan si occupi di tutto: a me non importa, io ho già fatto la mia parte, adesso tocca a lui.
Il ragazzino la fissò con gli occhi sbarrati.
Sophie esclamò:
- Cosa? Tutto?
- Tutto quello che vostro padre e io abbiamo fatto fino ad oggi.
- E voi? Che cosa farete voi due?
Svolgeremo i vostri lavori, naturalmente.
Quali lavori? - domandò Nicholas, sbalordito.
- Infilare ogni tanto la testa nella sua stanza, di solito quando l'altro televisore non funziona. Preoccuparsi all'idea che si trasferisca in un ospizio. Henry avrà qualche incubo riguardante sua madre. Io ho bisogno di dormire, e quindi potrei spolverare la sua chincaglieria sul cassettone il sabato mattina. Credo che sia tutto quello che avete fatto finora per lei. Ho forse dimenticato qualcosa?
L'autrice non nasconde dietro immagini edulcorate le "bruttezze" del diventar vecchi ma sa aiutare i ragazzi (parlando il loro linguaggio) a guardare negli occhi la vita che passa, affrontando le responsabilità che comporta il diventare grandi. Le vicissitudini dei quattro fratelli Harris alle prese con la nonna ci portano fino alla sua morte. Anche in questo caso l'autrice ha il coraggio di chiamare le cose con il loro nome e nel dialogo che si svolge al cimitero fra i due fratelli più grandi si può riassumere la sua grande capacità di mettersi nei panni dei più giovani, aprendogli gli occhi sulla realtà, sulle tristezze ma anche sulla speranza nel futuro.
(Sophie) Alzò gli occhi, e scrutò uno dopo l'altro i rami giganteschi, fino in cima.
- Ivan! - strillò, sconvolta - Ma non capisci cosa succederà? L'hanno seppellita qui sotto, a due metri di profondità. E' la legge, devono aver fatto per forza così. Questo significa che adesso è tra le radici del tasso. Capisci cosa sta per accaderle? Verrà assorbita dalla pianta!
Ivan si sentì quasi male. Abbassò lo sguardo, per guadagnare tempo e controllare quanto gli aveva appena detto sua sorella, e poi lo rialzò. L'albero troneggiava su di loro, immenso, antico e magnifico, facendoli sembrare due creature minuscole. L'idea che il fragile corpo dell'anziana signora potesse in qualche modo opporsi a quella forza della natura era a dir poco ridicola.
Respirò a fondo per sconfiggere la nausea.
- Le farebbe piacere - disse, cercando di mostrarsi più calmo possibile.
- Piacere?
Ivan confortò sua sorella a proposito dell'albero così come lei lo aveva consolato per la storia della polmonite.
- Sono sicuro che ne sarebbe felice. Perché non dovrebbe? Una volta mi aveva detto che le piaceva pensare di far parte delle cose: sarebbe stata contenta di far parte di un albero.
- Lo credi davvero?
- Sì, certo.

Anke De Vries
Segatura in testa
I Criceti Salani - 1991

(I due bambini Trottano insieme attraverso il parco.
A un tratto vedono qualcosa per terra, fra l'erba. E' una borsa marrone da ufficio.
Si avvicinano di corsa e la raccolgono.
- Di chi può essere? - domanda Frans.
Guardano dentro la borsa.
E' piena di fotografie.
Vecchie fotografie.
(...)
- Ma questo è il signor Baas! - esclama Fransi, indicando un uomo nella fotografia.
- Il signor Baas? Lo conosci? - chiede Frans.
- Sì, abita a Villa delle Dune. E si dimentica tutto.
- Questo lo so - dice Frans - Stamattina girava nel parco. Si era dimenticato la strada. L'ho accompagnato io a Villa delle Dune.
- Lo faccio sempre anch'io - dice Fransi.
- Il signor Baas ha la segatura in testa. Un bel fastidio.
Molte persone anziane hanno "la segatura in testa", cioè dimenticano facilmente e confondono presente e passato. Appunto come il signor Baas, che vive in una casa di riposo e non riconosce nel signore stempiato che gli fa visita il figlio, una volta biondo e riccioluto.
L'incontro fra l'anziano signore e due bambini intraprendenti cambia tutto: con una trovata geniale i ragazzini riescono ad ottenere che la segatura abbandoni per un po' la testa del signor Baas.
L'autrice ha scritto questo libro in memoria dei suoi genitori che in vecchiaia ricordavano solo episodi della loro gioventù. Il libro si rivolge ai bambini con un linguaggio semplice e, con grande delicatezza, li accosta al tema della demenza senile e del ricovero in casa di cura/riposo, presentandolo con realismo ma senza paure e senza spaventarli, aiutandoli a conoscere una "diversità" e a saperne cogliere gli aspetti positivi e di relazione.

Mino Milani
L'ultimo lupo
Piemme, serie rossa - 1993

Vale veramente la pena proporre questo libro ai ragazzi ma anche leggerlo ai loro fratelli più piccoli. Ci potranno trovare il rapporto fra le generazioni, la riscoperta dei valori veri, la capacità di ascoltare, l'incontro con la natura guidato da un vecchio: tutto questo attraverso gli occhi di Enzo, il piccolo protagonista, cittadino fino al midollo.
Prevenuto nei confronti del vecchio zio, scappato dalla casa di riposo (.."una bella casa per anziani, televisione, gioco delle bocce....hai un gran bravo nipote...) per tornare alla sua casa nei boschi, Enzo scopre che se uno scappa in quel modo ...o in qualsiasi altro modo, qualche ragione ce la deve avere..".
Le sue riflessioni ci accompagnano lungo il percorso di conoscenza che lo porterà alla rivelazione sofferta dell'importanza del rispetto e della libertà. Arriverà quindi ad accettare le scelte dello zio, a comprenderle fino in fondo e a schierarsi dalla sua parte. Con un linguaggio poetico ma asciutto e senza falsi pietismi, l'autore ci propone la trasformazione di Enzo (salito in montagna, dallo zio, per aiutare i cacciatori a trovare e uccidere l'ultimo lupo della zona, il ragazzo li "tradirà" diventandone quindi il salvatore) come emblematica di una capacità di guardare le cose con occhi nuovi.

Brigitte Peskine
Risvegliarsi al tramonto
Edizioni EL, Ex libris - 1995

Scritto in prima persona da Nathalie, adolescente confusa e spaventata dalla propria crescita, in difficoltà con il resto del mondo (genitori, amiche, ragazzi...), questo libro tratteggia un bel rapporto fra nonna e nipote. Proprio per bocca di Nathalie dà vita alla paura della vecchiaia, della morte, della diversità e senza proporre soluzioni definitive né lieti finali zuccherosi indica alcune strade che possono aiutare a guardare la vita con maggiore serenità.

Carmen Martìn Gaite
Cappuccetto Rosso a Manhattan
Mondadori - 1999

Come nella famosa fiaba, Sara parte per portare una torta di fragole alla nonna che vive sola a Manhattan. Una riflessione sulla libertà che parla al cuore di tutti ma anche uno sguardo profondo ai rapporti fra nonni e nipoti. La particolarissima affinità fra Sara e la sua nonna Rebecca, un tempo cantante di music hall, è descritta in modo incisivo e mostra con grande semplicità, attraverso la penna magistrale di questa grande autrice, come i bambini siano in grado di andare oltre i pregiudizi, diritti al cuore dove sanno leggere i veri sentimenti delle persone, l'ansia di amore e la disperata solitudine di cui tante volte i vecchi di oggi sono circondati.

Anna Lavatelli
Tutti per una
Piemme, serie arancio - 1997

E' una realtà molto romanzata, dove il lieto fine è obbligatorio, quella che viene descritta in questo libro che racconta le vicende di un gruppo di anziani di una casa di riposo. Eppure il suo pregio è proprio quello di descrivere, con gli occhi di chi ci deve poi passare il resto della vita, una realtà spesso sconosciuta e comunque temuta dai bambini. Le riflessioni che i protagonisti fanno fra di loro sul senso della vita, sulle aspettative verso il futuro, sulla capacità di essere ancora protagonisti attivi sono tutti inviti alla riflessione e ad una maggiore attenzione nei confronti degli altri.

Guus Kuijer
Ti perdi e trovi una nonna
I Criceti Salani - 1993
Guus Kuijer
L'isola Duegambe
I Criceti Salani - 1991

Segnaliamo questi libri che raccontano le avventure di Tin, intraprendente bambina di nove anni, del coetaneo Job e del piccolo Bas, per la presenza di Tilli, una vecchia signora cieca che Tin "adotta" come nonna. Difficoltà, strategie e soluzioni positive sono tratteggiate dalla penna di questo grande scrittore olandese che sa guardare il mondo dall'altezza dei bambini, sa portarli ad affrontare le realtà e le fatiche della vita vera con fantasia, ironia e tanta voglia di divertire.

Stepan Zavrel
Nonno Tommaso
Arka - 1992

Il libro ha tutti gli ingredienti per piacere ai bambini ma anche ai loro nonni!! L'ordinanza del sindaco che "per il loro bene" fa rinchiudere tutti i nonni in una casa di riposo con l'aiuto di squadre di acchiappanonni armati di ogni tipo di rete sarà vanificata proprio dai bambini che, soli, si accorgono che i nonni là hanno davvero di tutto ma nessuno di loro sorride.
Saranno i bambini, all'insaputa dei grandi (che tanto non si accorgono di niente) a liberare i nonni e a tenerli nascosti fino a quando anche i genitori non capiranno che il loro posto è lì, in famiglia, e che la loro presenza è preziosa per i bambini.

Anthony Horowitz
Nonnina
Junior +10 Mondadori -1996

Appartiene al filone dei "nonni cattivi" e della fantasia più sfrenata questo divertente romanzo che vede il piccolo protagonista alle prese con la vecchia, cattivissima nonna e le sue amiche che vogliono servirsi di lui per tornare giovani. Nonnina concentra in sé tutti i tratti negativi che vengono solitamente attribuiti ai vecchi (dalla dentiera alle rughe...) e non è possibile trovarle qualche aspetto positivo. I vecchi da eliminare? Verrebbe fatto di pensare di sì se non fosse per un personaggio, la tata del protagonista, che sa riportare le cose sulla terra e dichiara decisa agli interrogativi del ragazzino: La vecchiaia è come una lente di ingrandimento: prende il meglio e il peggio di ognuno e l'ingrandisce. Nonnina è stata egoista e crudele per tutta la vita. Ma non puoi prendertela con lei per essere vecchia.

Ulf Stark
Il paradiso dei matti
Feltrinelli kids - 1999

Pur essendo un libro che parla dell'adolescenza e di tutto quello che comporta, raccontando la storia di Simone (una ragazzina dallo splendido nome francese che però in svedese non esiste se non al maschile…). La storia, divertente, trasgressiva, delicata è per noi significativa anche per la figura del nonno (si potrebbe dire il miglior attore non protagonista…) con cui Simone ha un bellissimo rapporto fatto di confidenza, affetto e reciproca fiducia. Lo strampalato vecchietto, di cui inizialmente sappiamo solo che è ricoverato in un ospedale per lungo degenti, piomba a casa della figlia dichiarando
Sono venuto qui per morire (…) Lo so, lo so! Forse è sconveniente. Ma in quell'ospedale del cavolo non si può morire in pace. Non si fa in tempo, con tutti gli esami del sangue e i termometri che ti infilano dappertutto e le lenzuola che devono essere cambiate e le pillole che bisogna mandar giù e tutte le altre scemenze che si inventano!
Il nonno accompagna e sostiene Simone in tutte le sue peripezie alla ricerca di se stessa e quando viene il momento organizza una festa d'addio cui partecipa dal suo grande lettone dove morirà sereno accanto alla figlia e alla nipote mentre la festa e la vita continuano nella notte.
Un altro libro in cui la morte viene affrontata con realismo e tranquillità, senza nascondere niente e senza spaventare.

Karel Verleyen
Mio nonno domatore di leoni
Gli Istrici Salani - 1997

Divertente e surreale questo nonno, scomparso in Africa tanti tanti anni prima, ricompare all'improvviso e vorrebbe venire a vivere con il figlio che non l'ha mai conosciuto. E così la storia si snoda fra l'esigenza di riconoscimento da parte del nonno, il rifiuto del figlio che non sa affrontare il cambiamento e la piena, immediata accettazione invece da parte del nipotino per il quale il nonno ritrovato inventa avventure mirabolanti. Inevitabile il lieto fine (Ai nipoti può benissimo nascere un nonno! Ad alcuni almeno…E a me è successo!) per un libro che, tra le risate, ci ricorda comunque l'importanza degli affetti e delle figure familiari.

Anke de Vries
"Segatura in testa"
I Criceti Salani - 1991

Abbiamo scelto alcuni testi che aiutano in modo significativo ad entrare in contatto con temi difficili quale la malattia e la vicinanza con la morte scegliendo per fare questo la figura dei nonni come figura mediatrice.
Molti dei testi recuperano in modo positivo l'immagine di persona vecchia che si avvicina, più o meno consapevolmente, alla fine della propria vita. Mettere a fuoco questo tema fa inevitabilmente sfuocare il resto rendendo centrale il rapporto che si crea fra il nonno o la nonna e i bambini.
In alcuni racconti però questa centralità del rapporto disegna un'immagine di nonni sopra le righe, con caratteri di eccezionalità, distanti dai tratti reali.
I nonni spiccano anche perché dietro loro c'è il vuoto famigliare. Riempiono l'assenza delle altre figure, in particolare dei genitori che non sono rappresentati come adulti di riferimento, sono lontani ( e come tale vengono allontanati dagli autori con stratagemmi vari).
Questa resa del quadro familiare in termini di assenza dei genitori è contraddittoria e problematica; tende da un lato ad idealizzare le figure dei nonni presentandoli, appunto, come super nonni, dall'altro induce a domandarsi come i bambini leggano questo vuoto, che alcuni libri disegnano in termini così forti, appare altrettanto irreale al pari dei quadretti idilliaci di tanti spot pubblicitari.
"Un altro degli elementi considerato da molti proibito nei libri per ragazzi è la morte. Intendiamoci, la morte come elemento risolutivo dell'intreccio, è stata sempre usata con abbondanza. Mamme morte che producono utilissimi orfanelli, eroici tamburini sardi o scervellati monelli che giocano col fuoco, piccoli ebrei nei lager, malatini di AIDS o vittime di faide tribali in Bosnia o in Ruanda. La morte straziante è uno degli ingranaggi fondamentali per mettere in moto la macchina del patetico, così presente specie nella letteratura ottocentesca, e comunque in quella che vuole ammonire ed edificare. La morte come evento, come spettacolo, come dato di fatto che in genere ci fa sentire colpevoli di essere sopravvissuti. Mai o quasi mai la morte come problema filosofico.
Eppure tutti i bambini si interrogano al riguardo, nonostante le risposte evasive e depistanti degli adulti (...). Uno dei miei libri per preadolescenti più amato dalle lettrici è Principessa Laurentina dove ho cercato di raccontare in modo realistico la reazione della protagonista alla morte della madre, avvenuta per un imprevisto incidente proprio mentre era in corso un profondo dissidio con la figlia. Ho notato che a leggere libri di questo genere i bambini e i ragazzini provano un senso di sollievo, non perchè se ne ritrovino consolati, ma perchè si sono almeno liberati dal peso angoscioso del silenzio, del non detto, del rimosso". (Bianca Pitzorno, Storia delle mie storie, Pratiche Editrice, Parma, 1995, pp. 137-138)


Nonni - rapporti fra le generazioni - figure di riferimento nella crescita

Un filone ricco di titoli è quello che vede i nonni come figure adulte di riferimento, solide rassicuranti (o anche "negative" in quanto custodi delle tradizioni) ma spesso sole nella totale (o quasi) assenza dei genitori.
Citiamo fra i tanti:
Patricia MacLachlan - Album di famiglia - Junior Mondadori +10 - 1993
Margaret Shaw - Ieri e domani -Gaia Junior Mondadori - 1993
Rhea Beth Ross - Solo donne in famiglia - Gaia Junior Mondadori - 1993
Gail Giles - Il respiro del drago - Junior -10 Mondadori - 1999
Roberta Grazzani - Nonno Tano - Piemme serie azzurra - 1992
Silvana Gandolfi - Occhio al gatto! - Salani Gli Istrici - 1995
Matilde Lucchini - Per fortuna ci sono i dinosauri - Junior- 10 Mondadori - 1994

Parole chiave:
Letteratura