Introduzione

01/01/2001

"E io credevo che in una questione così privata tra me stesso e Dio mi sarebbe stato possibile lasciarla correre avanti, senza timori di danni al cuore o alla mente, al corpo o alla mia vita.
E' in questo sostanziale malinteso che inciampano molte esistenze. Nell'idea completamente sbagliata che tutto sia sotto controllo. Che si possa scegliere di andare o stare, senza soffrire."
(da: J.Hurt, il danno, I canguri/Feltrinelli, Milano, 1998, p.25)

Questa monografia desidera tenere idealmente in collegamento ciò che possono vivere gli operatori nell'affrontare nel contatto quotidiano il tema della sessualità, ciò che è l'esperienza di chi è disabile e infine, alcuni importanti coinvolgimenti e difficoltà che le famiglie si trovano a vivere durante il ciclo di vita che attraversano.
Contributi quindi di carattere tecnico sempre intrecciati con le storie mai uguali di chi a vario titolo, vive sulla propria pelle la presenza o il "timore di danni al cuore o alla mente, al corpo o alla propria vita". (J.Hurt-op-cit.)


Gli approfondimenti sono il frutto di molti anni di riflessione, studio e attività di formazione per operatori, che l'equipe di formazione del CDH ha svolto. L'incontro con tanti gruppi di lavoro con persone a vario titolo coinvolte dal tema della sessualità e handicap (educatori, fisioterapisti, insegnanti, genitori, assistenti sociali, psicologi, persone disabili) ci ha arricchito enormemente, permettendoci di osservare e studiare le mille sfaccettature che questo tema nasconde, da quelle più problematiche e controverse a quelle più ricche di risorse, dove la creatività, l'empatia, il desiderio di dare parola a pensieri e sentimenti difficilmente verbalizzabili hanno aperto la strada a una nuova visione ed a una nuova operatività.
Diversi approcci e diverse intenzioni si ritrovano tra le righe delle varie pubblicazioni che riguardano il tema della sessualità di persone disabili. Spesso l'impressione che prevale è di una grande problematicità , vissuta con toni e coinvolgimenti differenti se riferita a persone handicappate che vivono sulla propria pelle l'esclusione, la solitudine, la difficoltà ad esprimere la propria sessualità, oppure se vissuta nella veste di operatore o in quella di genitore. E la problematicità, che comprensibilmente accompagna questo tema, a volte
sembra richiedere solo l'intervento tecnico, specialistico : sessualità e handicap sembrano argomenti da trattare a parte, con strumenti, regole e criteri specifici.
Oppure si rischia di cedere alla tentazione "magica" di attribuire alla sessualità la capacità di superare i limiti che un deficit comporta in una persona disabile, quasi che la sessualità sia uno strumento di normalizzazione e di rivendicazione.
O, ancora, si tende a negare la sessualità come dimensione dell'identità che caratterizza ciascuna persona, non superando quel conflitto che inconsciamente sembra rendere inconciliabili due realtà: quella che ci induce ad avere della sessualità una rappresentazione che implica vita, benessere, piacere, comunicazione, evoluzione contrapposta a quella che ci induce ad attribuire al deficit il significato di finitezza, di malattia, di limite, di morte.
Umberto Galimberti sottolinea come ciò che è ai margini è osceno, fuori dalla scena, poco inquadrabile se non proprio perché la sua marginalità lo porta ad essere parte di una categoria simbolo di trasgressione, possiamo allora dire che una doppia vulnerabilità si affaccia su un tema doppiamente trasgressivo perché avvicina e mette in comunicazione il mondo della diversità, che la disabilità rappresenta, e il mondo della sessualità.
L'evoluzione che in questi anni ha visto crescere l'interesse e il dibattito sul tema della sessualità e handicap, rappresenta anche l'evoluzione del gruppo di lavoro che nel Centro di Documentazione handicap si occupa di questo tema. La nostra storia può essere schematizzata in tre passaggi successivi:
il primo di informazione e raccolta di materiale bibliografico unito alla raccolta di esperienze e testimonianze soprattutto di persone disabili, di genitori o di persone che direttamente o indirettamente erano coinvolte da questo tema.
il secondo di costituzione di gruppi di formazione con persone disabili, in collaborazione con l'Università di Bologna (Dipartimento di Psicologia, Centro di Sessuologia)
il terzo caratterizzato da un'apertura all'esterno, strutturando le proposte in uno stage di formazione e in un lavoro di consulenza, condotti da psicologi e pedagogisti, rivolti ad operatori e tecnici del settore e ai genitori.
La principale caratteristica della nostra proposta, e quindi anche dell'impostazione di questa monografia, è l'unione della prospettiva psicoanalitica con quella pedagogica. L'utilizzo di categorie psicoanalitiche come strumento di lettura della realtà permette di giungere alla comprensione di ciò che non appare, ma che incide profondamente sulle situazioni di vita quotidiana individuali e sociali. Una lettura dei problemi in termini psicodinamici significa focalizzare l'attenzione sulle variabili psicoaffettive del comportamento, e quindi sulle relazioni umane, cercare di comprendere al di là dell'evidenza, trasformare il conflitto e la sofferenza in potenzialità creative.

Parole chiave:
Sessualità