Incontri con la diversità

22/02/2011 - Tristano Redeghieri
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Quando si conclude un percorso calamaio, non si conclude la relazione con gli studenti che incontriamo. Rimangono le emozioni, le risate, le riflessioni... e i ricordi. Pubblichiamo volentieri ciò che alcuni studenti ci hanno scritto una volta concluso il percorso realizzato a Correggio, grazie al contributo del Trocia Beach, il torneo di beach-volley nato per ricordare Marco Ferrari e per sostenere la realtà di volontariato che lo ha assistito durante la malattia, l’Associazione correggese SIAMO CON TE (http://www.trociabeach.it).

Il giorno 31 gennaio abbiamo partecipato all’ultimo incontro del Progetto Calamaio, credo che in generale sia stato il mio preferito perché abbiamo giocato a Basket, cambiando molte regole e facendo in modo che tutti avessimo un ruolo ben preciso, e che nessuno venisse escluso. Inoltre ognuno doveva marcare solo un compagno e le ragazze avevano molti vantaggi rispetto ai giocatori maschi.
Questa serie di incontri, mi sono molto piaciuti perché hanno un aspetto molto originale rispetto ad altri progetti.

Lunedì 31 gennaio 2011 nella nostra scuola si è tenuto l’ultimo incontro con l’associazione Calamaio, e devo dire che è stata la più divertente.
All’inizio ci siamo divisi in due gruppi e uno sceglieva delle regole da far eseguire all’altro gruppo in modo da far giocare tutti. Poi però ci siamo rimischiati tutti e abbiamo giocato a Basket “maschi contro femmine”…E’ stato molto divertente!
Io mi sono sentita coinvolta nel gioco, a differenza delle altre volte, in cui spesso venivo isolata.

Questo Progetto mi è piaciuto molto, ed è stato divertente ed insegnativo perché ho capito che anche se non sei molto brava in uno sport, non vuol dire che tu non possa giocarci. Molte volte quando si gioca, anche tra amici, se non sei brava vieni esclusa. Con questo Progetto ho capito che le regole di un gioco si possono anche adattare a te e alle tue esigenze.

Ho trovato difficoltà ma poi con l’aiuto dei miei compagni, sono riuscita persino a giocare a palla. Infine abbiamo cambiato regole al Basket, e per la prima volta mi sono divertita in una partita di Basket. Ognuno aveva il proprio compito già stabilito in precedenza, anche Stefania ha giocato e io sono riuscita persino a fare tre canestri!!! Quindi come ci hanno detto loro all’inizio: son davvero riusciti a lasciarci una macchia dentro! E’ stata un’ esperienza molto bella anche se abbastanza strana.

L’ultima lezione del Progetto Calamaio mi è molto piaciuta, perché siamo stati noi i veri protagonisti della lezione, giocando nel vero senso della parola.
Cambiando le regole ogni volta che ci stavamo annoiando. l’ho trovato molto bello e interessante. 

Per me è stato molto eccitante e interessante, perché ci siamo messi in gioco e abbiamo esposto le nostre opinioni, su vari argomenti. Mi dispiace che questo Progetto lo abbiamo fatto solo quest’anno

Secondo me il Progetto Calamaio è molto innovativo e divertente.

Alla fine della giornata, noi studenti curiosi abbiamo chiesto agli istruttori perché il Progetto si chiamasse Calamaio e loro molto pazientemente, ci hanno detto che ci volevano lasciare una “macchiolina” dentro. Infatti questo Progetto, che sono felice che continui per altri 2 lunedì, mi ha lasciato davvero entusiasta.

Lunedì 17 gennaio sono venuti in palestra nella nostra scuola un trio di ragazzi (di cui una ragazza sulla sedia a rotelle). I prof ci avevano detto che avremmo svolto un progetto chiamato “Calamaio” ma noi non avevamo idea di che cosa si trattasse e sono sicura che nessuno avrebbe mai pensato di fare ciò che in realtà abbiamo fatto.
Ci siamo riuniti tutti insieme (compresi i prof) in una parte della palestra e ci siamo disposti in un semicerchio. Dopo le presentazioni uno dei ragazzi ci ha distribuito un foglietto per uno e una biro. Dovevamo scrivere il nostro nome, il tipo di sport che praticavamo, il nostro idolo sportivo (se ne avevamo), il perché dello svolgere sport, e i lati positivi e negativi di praticare sport. Dopo pochi minuti abbiamo letto le nostre risposte e sono fuoriuscite cose interessanti. Dopo questo “giochetto”, tutti pensavamo che ci avrebbero fatto giocare a basket o a calcio o a un qualunque altro sport, ma ci sbagliavamo. Uno dei ragazzi si è alzato in piedi e si è avvicinato ad una parete della palestra dove era stato incollato un grande foglio bianco. Il ragazzo avrebbe dovuto scrivere una parola e noi avremmo dovuto dire tutte le parole riguardo a quella, che ci venivano in mente. Le parole erano: handicappato, idolo sportivo, pallone, atleta. Dopo un po’ avendo esaurito le idee abbiamo riflettuto sulla positività o negatività della maggior parte delle parole pensate per ognuna delle quattro dettate dal trio: riflettendo, siamo arrivati a parlare dell’uguaglianza o la diversità delle persone e abbiamo deciso che siamo tutti sia uguali che diversi. A quel punto arrivava la parte più divertente. Per farci capire come una difficoltà può essere divertente, ci hanno diviso in due squadre che si sarebbero sfidate nella velocità, ma con un piccolo dettaglio: dovevamo muoverci sulla carrozzina, come la ragazza che avevamo appena conosciuto. È stato divertentissimo!! Eravamo così impacciati nel muoverci con la sedia a rotelle!
Poco dopo è giunta l’ora di salutarci ci hanno detto che il loro compito era di lasciare una macchia dentro di noi (da questo il nome Calamaio), e di farci divertire.
Li abbiamo salutati calorosamente con la speranza che anche le altre due giornate insieme siano così divertenti e significative.
Mi è piaciuta l’esperienza, mi ha fatto riflettere molto soprattutto sull’uguaglianza e la diversità delle persone.
Quel trio ci ha stupito, per così dire. Come dicevo prima, nessuno di noi si sarebbe mai immaginato di gareggiare su carrozzine!!