Immagini riflesse: la cultura dell'handicap allo specchio!
Nel percorso di formazione che il gruppo Calamaio sta compiendo quest’anno sulla cura di sé e il benessere, abbiamo dedicato una sezione del lavoro a chiederci cosa significa per noi cambiare l’immagine dell’handicap e in che modo, ognuno, nel concreto, tenta di provocare tale cambiamento.
Siamo convinti che ogni membro del gruppo possa portare il suo ricco contributo positivo e movimentare le coscienze, perché anche il più piccolo gesto può essere importante per sé e per chi decide di riflettere un attimo sul suo significato. Per noi è importante vivere in modo anche piacevole e creativo la propria esistenza, come persone fisiche con interessi diversi che amano condividere le proprie esperienze per essere d’aiuto a tutti coloro che desiderano combattere per i propri diritti e salvaguardare i propri doveri. Lavoriamo per l’espansione di un pensiero nuovo che scardina gli schemi convenzionali e che permette alla mente di essere fertile e al corpo di esprimersi con libertà.
Il gruppo Calamaio si è confrontato sulle differenti opinioni concernenti il cambiamento dell’ immagine dell’ handicap e abbiamo estrapolato alcuni brani tra i più significativi basandoci sul vissuto delle singole persone che formano il gruppo, per ottenere un condensato delle nostre idee sull’argomento affrontato in modo semplice ma efficace. Sentiamo allora cosa ne pensano due componenti del gruppo: Stefania ed Ermanno.
- "Cosa significa per te cambiare l'immagine dell'handicap?
Fare un cammino personale, prendere coscienza di se, ognuno con i propri limiti, con i propri tempi… vedere le possibilità che hai e quelle che potresti avere, capire di essere altro dai propri genitori. Un giorno mi è venuto in mente che il mio cammino personale potesse essere utile anche agli altri.
Cosa fai concretamente per cambiare tale immagine?
Con il passare del tempo, ho imparato a cambiare il modo di vestire, dipende dalle richieste che mi vengono fatte, di cosa devo fare e del contesto di dove devo andare.
Per anni ho condotto gli incontri con i colleghi del Progetto Calamaio, ho disegnato in classe con i bambini, per anni ho risposto alle loro domande.
Ho scritto degli articoli su vari argomenti per cambiare la cultura dell’handicap
Ho fatto i disegni per il C.D. del Progetto Calamaio e i disegni per le fiabe di un mio collega Ermanno Morrico." Stefania Baiesi
- "Purtroppo sono su una sedia a rotelle, ma continuo a fare le cose che mi piacciono: guardo i film alla televisione e vado qualche volta al cinema, vado in palestra, qualche mattina vado in sala borsa ad ascoltare la musica, mi piacciono Vasco Rossi, Ligabue, Sting e Zucchero.
Qualche volta vado con il mio operatore Massimo a mangiare la pizza, a volte andiamo a piedi, a volte invece prendiamo l’autobus attrezzato. Una volta al mese invito a cena fuori i miei genitori e pago con i soldi della mia borsa lavoro. In estate vado in vacanza con un gruppo della società dolce e mi diverto molto a girare… sono stato a Sorrento, in Sardegna, in Croazia, in Egitto, in Francia, in Marocco, in Spagna… “Sì viaggiare…evitando le buche più dure…senza per questo cadere nelle tue paure…gentilmente senza strappi al motore….dolcemente viaggiare…”.
Scrivo le fiabe per i bambini e i bambini sono contenti, faccio animazione nelle scuole con i miei colleghi così porto un sorriso ai bambini.
Mi piace molto fare i lavori con le mani e con i gesti concreti.
Attraverso il dialogo e la comunicazione di più persone si apre la via del contatto e della conoscenza, si sbloccano e si aprono le vie del sapere." Ermanno Morico
Continuerà...




