Il soggetto disabile e il popolo della rete

01/01/2005 - Nicola Rabbi

Dove è possibile trovare la voce della persona disabile e dei suoi familiari su internet? Questo tipo di incontro lo si può fare più spesso in quegli spazi dove viene assicurata un’interattività migliore: ovvero dove si può comunicare direttamente. È in questi luoghi che si trova il popolo della rete.

Il popolo della rete

La rete offre altri strumenti di interazione che non necessariamente passano sul web. Stiamo parlando delle mailing list, dei newsgroup, delle chat e di altre applicazioni che permettono tutte queste cose assieme e anche altro.
Le mailing list sono dei gruppi ristretti di discussione che viaggiano su posta elettronica (è necessaria l’iscrizione per parteciparvi); i newsgroup invece sono delle bacheche pubbliche (elettroniche) che vengono usate utilizzando degli specifici software; le chat sono degli spazi di discussione in tempo reale (anche in questo caso esistono dei sofware specifici). Se è vero che molti di questi strumenti sono stati “webbizzati” (ovvero sono visibili anche sul web), queste possibilità comunicative funzionano molto bene anche al di fuori del web (forse meglio). In questi spazi, forse meno visibili, molte persone disabili e non si “incontrano” per parlare assieme.
Di mailing list e di newsgroup ve ne sono decine di migliaia nel mondo; attualmente in Italia esiste il newsgroup it.sociale.handicap che è possibile vedere andando sul motore di ricerca Google (www.google.it) e cliccando sul pulsante in alto a destra “Gruppi”.
Di mailing list ricordiamo “sociale-edscuola” che è una mailing list di Educazione&Scuola, una rivista telematica su Scuola e Formazione (per iscriversi andare a questo indirizzo web: www.edscuola.com/mailing.html), la mailing list “Dw-Handicap” (per iscriversi andare su http://groups.yahoo.com/group/dw-handicap). Ambedue le liste si occupano molto del tema dell’integrazione scolastica. Anche sulla rete telematica eco-pacifista Peacelink (www.peacelink.it) esiste una mailing list intitolata “Volontariato” dove spesso vengono trattati i temi della disabilità. Anche in questo caso diamo un indirizzo web per permettere anche a chi non è iscritto di farsi un’idea del dibattito: www.peacelink.it/webgate/volontariato/maillist.html.
Esistono mailing list a seconda del tipo di deficit; ad esempio a questo indirizzo http://web.tiscali.it/simod/disabili/liste.htm potrete trovare alcune risorse espressamente dedicate ai non vedenti (non tutte sono aggiornate).
Infine, se volete farvi un’idea delle mailing list e dei newsgroup esistenti nel mondo potete documentarvi a questi indirizzo: http://gate.dongnocchi.it/mailing_newsgroup/mailing.htm.
Si potrebbe continuare a lungo con l’elenco, infatti basta mettere in un qualsiasi motore di ricerca le parole disabili, handicap, mailing list, newsgroup, lista e incrociarle tra di loro in più tentativi per accorgersi della moltitudine di riscontri.

Il caso delle community

Le community sono una sezione di un sito web che ha come scopo quello di creare una comunità di lettori/partecipanti al proprio sito. È un modo per fidelizzare la propria utenza/clientela che viene praticato in ogni tipo di sito web (ogni portale ha la sua community). L’esempio migliore di community la si può trovare al sito di Superabile (www.superabile.com). La sezione offre ai propri utenti uno spazio forum e uno spazio chat. I forum sono un qualcosa a metà strada tra le mailing list e i newsgroup; attualmente sono una trentina i forum su Superabile e trattano di svariati argomenti (dallo sport, ai fatti di cronaca, dalla mobilità alla legislazione). Un altro caso di community la si può trovare su Disabili.com (www.disabili.com); in verità è un po’ tutto il sito a essere organizzato come una community. Anche qui abbiamo lo spazio forum (una ventina in tutto) e lo spazio chat.

Di che cosa si parla

Chi scrive in queste mailing list e in questi newsgroup sono soprattutto familiari di disabili, i disabili stessi, gli insegnanti, qualche operatore sociale e qualche volontario/amico. Ma di che cosa si parla in questi spazi? Pur non volendo fare una casistica, vi sono alcuni temi che ritornano  spesso; si trovano molti racconti di esperienze, di situazioni, come le difficoltà di integrazione scolastica per il proprio bambino, la ricerca di un centro specializzato adatto al proprio caso, il metodo riabilitativo efficace sul proprio figlio. È soprattutto osservando il numero dei “replay”, ovvero il numero delle risposte a un particolare messaggio, che si può misurare l’interesse per un dato argomento. Questi esempi che ho appena citato vengono ripresi numerose volte da altri partecipanti che commentano, forniscono un consiglio, criticano il messaggio iniziale. I rapporti che s’instaurano a volte sono molto intensi, le persone cominciano a conoscersi poco a poco, nascono amicizie e intese, a volte senza vedersi mai (altre volte capita anche di darsi degli appuntamenti fuori rete).
Altri argomenti trattati riguardano la segnalazione di un libro, di un seminario o di una trasmissione televisiva, la notizia o il commento di una novità legislativa.
Alcuni esperti della rete dicono che i newsgroup sono gruppi di discussione più ampi, con un numero elevato di messaggi giornalieri, caratterizzati da una certa confusione nei temi trattati; queste peculiarità non facilitano lo spirito di gruppo. Viceversa le mailing list, di solito partecipate da un numero minore di persone e aventi un tema più specifico di discussione, permettono una maggiore coesione del gruppo, un dibattito più approfondito. La mia esperienza personale non è questa, anche i newsgroup offrono delle discussioni interessanti, semmai la differenza è psicologica: a una mailing list ti devi iscrivere e il messaggio di posta elettronica arriva direttamente nella tua casella postale e questo forse può aumentare il senso di appartenenza a un gruppo.
Un discorso a parte merita il caso delle chat. Si “chatta” in tempo reale con un'altra persona, direttamente. I canali in cui si chiacchiera, se si usano dei software specifici sono infiniti perché ogni persona può crearne uno diverso. In questo campo non si può sapere quanto si parla di disabilità, si possono fare solo delle congetture. Le chat facilitano sicuramente un approccio più diretto ed è verosimile pensare che sia il luogo dove una persona disabile può sviluppare relazioni, sia affettive che sessuali, che nel mondo reale ha meno opportunità di trovare.