Il rapporto con il corpo

01/01/2001

Per ricostruire: "Il vissuto delle persone disabili": è necessario guardarsi da ciò che può dare l'illusione che ci sia una descrizione di tali vissuti a partire dalle diverse patologie e che questo offra certezze utili.
Nella stessa misura è necessario non dimenticare che il rapporto col corpo, con le
emozioni e il mondo degli affetti, con la sessualità e i suoi molteplici significati sono attraversati dalla realtà che la presenza di un deficit rappresenta.
Queste due dimensioni sono chiamate di volta in volta trovare una loro area di influenza reciproca che è in definitiva la storia di ciasuna persona; solo considerandole entrambe forse non si fa torto al desiderio di comprendere e non si cade nella negazione della specificità che il deficit attiva nella costruzione dell'identità della persona disabile.
La sessualità favorisce una riflessione sul senso del piacere e, all'opposto sul confronto con il dolore; sulla costruzione della identità e inevitabilmente sugli ostacoli che questo processo può incontrare; sulla vitalità o la patologia delle relazioni; sul senso dello sviluppo e la prospettiva di un futuro possibile o viceversa sull'impossibilità di proiettarsi nel tempo, immaginando una realtà che valga la pena di essere vissuta, nonostante la patologia; su come e se possono convivere la creatività che un percorso riabilitativo sufficientemente rispettoso può avviare e la sofferenza e il senso di impotenza vissuto attraverso il corpo, le emozioni, i processi cognitivi di chi vive sulla propria pelle la presenza di un danno permanente.
La sessualità quindi per quegli aspetti che evocano il piacere di esserci e quindi la vita, con gli intrecci costruttivi ma anche dolorosi che la caratterizzano e che la presenza di una condizione patologica rende meno nascosti.
Tra i compiti di sviluppo di un bambino c'è l'immenso impegno di compiere un fruttuoso scambio tra le aree della corporeità, del mondo emotivo e delle acquisizioni cognitive. L'influenza della cura con cui questo bambino è accudito sappiamo essere fondamentale per la buona riuscita di questo percorso; la presenza di una difficoltà non può non implicare un effetto su tutta la complessità percettiva, emozionale e motivazionale, del bambino, ma anche della madre, del padre, delle figure più prossime da cui quel bambino dipende.
La motricità, le capacità intellettive, le implicazioni psicologiche sono entità solo artificiosamente distinte, e questo è tanto più vero quanto più si vada a ritroso nel processo di crescita; non solo le ridotte capcità che la patologia determina influenzano lo sviluppo, ma anche le rappresentazioni che di tale alterazione hanno la madre, il padre, la complessità dei legami familiari, gli adulti che nel tempo si avvicendano nella presa in carico di quel bambino.

Parole chiave:
Sessualità