Il piacere attivo, il piacere di fare

01/01/2001

Il piacere attivo, tappa dello sviluppo che prepara ad una parziale uscita dalla dipendenza , è rappresentabile come il piacere del corpo che può.
A livello relazionale si traduce anche nel piacere di fare piacere all'altro, prima di tutto attraverso il corpo e le sue funzioni (controllo degli sfinteri, il riconoscimento delle regole, dei ritmi della vita quotidiana, e così via).
E' qui che si struttura anche il piacere di fare da soli e quindi i nuovi rapporti con l'esterno. Tipiche le crisi di rabbia del bambino quando si trova di fronte ad un limite; al bambino handicappato è paradossalmente non concessa questa possibilità, sia perché il limite viene negato da chi gli sta attorno, sia perché egli stesso non ha potuto sperimentare pienamente il piacere del corpo che può.
In questa fase si sviluppano due importanti aspetti emotivi e relazionali: il dubbio e la vergogna. Essi sono legati al timore che il bambino avverte di non essere in grado di controllare completamente il proprio corpo e di ricevere per questo un rimprovero, oltre all'inevitabile frustrazione. Questi aspetti, che strutturano la stima di sé, nel bambino con deficit s'innescano in dinamiche nelle quali già una parte di sé è una parte su cui non può fare affidamento.

Parole chiave:
Sessualità