"Il libro come mezzo per denunciare problematiche forti o delicatissime"

01/01/2007

Intervista ad Arianna Papini della Casa Editrice Fatatrac

Da dove nasce l'attenzione che la sua casa editrice dedica a questi temi? Che tipo di scelte editoriali sono state fatte?
La Fatatrac è una casa editrice piccola e dunque nel lavoro possiamo permetterci di seguire il libro dall'inizio alla fine. Le scelte editoriali sono scelte di campo che nascono dall'interesse che abbiamo per un determinato genere di argomenti. Siamo interessati all'incontro, che sia tra culture, tra diversità dovute all'età o ad altro, crediamo che il libro sia di per sé luogo in cui l'incontro debba essere facilitato. Crediamo nel libro come mezzo per denunciare problematiche forti o delicatissime, crediamo che la letteratura per l'infanzia sia letteratura di qualità o non debba essere. Nella scelta delle cose da pubblicare siamo guidati dalla convinzione che i testi debbano essere pochi ma importanti e che qualità difficilmente possa coincidere con quantità. Non esiste un buon testo letterario che non contenga in sé messaggi altri, luoghi di scambio. E nella letteratura per l'infanzia il ruolo delle immagini è altrettanto fondamentale, è un ulteriore percorso di scrittura e dunque di lettura. La scelta dunque sulla qualità letteraria ci conduce in modo naturale e consequenziale ad una scelta sui contenuti, non potrebbe essere altrimenti.

Che tipo di riscontro avete avuto? Siete riusciti ad entrare in contatto con le reazioni dei lettori?
A questa domanda mi sento di dare due tipi di risposta. La prima riguarda il mio ruolo all'interno della casa editrice e i risultati sono avvincenti quanto sorprendenti! I nostri libri vengono premiati più volte, abbiamo alcuni testi nelle collane de I Nuovi Ottagoni e degli Albi D'Autore che sono stati premiati anche tre o quattro volte a premi diversi. E sempre i più premiati sono quelli in cui il contenuto è più marcatamente incentrato sulle diversità. Penso ad "Amiche d'ombra", " Nato straniero", "Il Gobba dei randagi" e molti altri. La seconda risposta che riguarda in modo particolare la seconda domanda, sento di darla come autrice. Il riscontro magnifico che si ha come autori riguarda la nostra disponibilità agli incontri con i bambini che hanno letto i nostri libri. Si tratta di momenti importantissimi in quanto il lavoro di autori e illustratori è molto solitario. Durante gli incontri emergono in modo forte le curiosità dei piccoli lettori che si immedesimano nei protagonisti e vivono le diversità come vita reale. Così, in quelle domande, nelle espressioni e nella capacità comunicativa dei visi, lo scrittore si arricchisce di nuovi spunti e ha finalmente un riscontro che ciò che doveva comunicare è giunto a destinazione e, cosa sorprendente, arricchito dal filtro della personalità del bambino che propone nella sua interpretazione di lettore una ulteriore chiave di comprensione del testo e dell'immagine.

Avete progetti, idee per il futuro che possano riguardare l'ampliamento di queste tematiche?

Per noi il progetto più importante riguarda l'investimento affettivo, ancor prima che economico, sulla coerenza editoriale della casa editrice. Siamo consapevoli delle difficoltà che in libreria incontra l'editoria di qualità. Un editore che propone due sole novità di argomento convenzionalmente "difficile" non può essere avvantaggiato a fronte di un grande editore che propone nello stesso momento cinquanta novità anche molto "commerciali". Ugualmente siamo guidati dalla certezza che il nostro lavoro possa dare a noi e a tante altre persone forti strumenti di comunicazione e condivisione. Il rapporto diretto con biblioteche, scuole e anche singole persone che lavorano nel campo formativo di bambini come di adulti, ci fa credere fermamente di poter continuare a puntare sulla qualità del messaggio educativo all'interno di libri che non sono didattici ma che vengono utilizzati spessissimo in ambiti scolastici. Le iniziative di sensibilizzazione riguardano soprattutto i piccoli lettori, nella convinzione che chi ha la fortuna di conoscere la ricchezza del libro fin da piccolo non se ne distacca mai più. In questo senso prossimamente porterò in libreria una classe di bambini della spazio gioco Tartaruga Fortini di Firenze che hanno un'età compresa tra un anno e mezzo a due anni e mezzo. Suggerimenti di lettura (consigli, indicazioni di novità…)
Nel nostro sito sono presenti tutte le nostre pubblicazioni e vi è un aggiornamento continuo riguardante iniziative e novità. Esiste in particolare un link "indice per argomenti" in cui si trovano i sottotitoli "handicap", "educazione alla democrazia", "interculturalità e convivenza", "sessualità". Qui i libri sono elencati per argomenti facilitandone la ricerca. Segnalo anche che ad aprile, per la Fiera del libro di Bologna, uscirà per I Nuovi Ottagoni il libro di Giulio Levi "Gioele, fuga per tornare", in cui l'autore narra per la prima volta la sua fuga di bambino ebreo durante la seconda guerra mondiale.

Pubblicato su HP:
solo on line
Parole chiave:
Letteratura