Il falso e il vero mendicante

01/01/1996 - Gianni Selleri

di Gianni Selleri
La Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimità dell'art. 67 primo comma,del Codice penale che punisce con l'arresto fino a 3 mesi . Tuttavia la Corte siè riferita ai "mendicanti buoni", quelli che non disturbano il decoroe l'ordine pubblico, la tranquillità dei cittadini e soprattutto non ingannanoi sentimenti di solidarietà e di pietà: si tratta della .
Resta invece la pena dell'arresto da 1 a 6 mesi IF il fatto ". In questocaso la Corte afferma che occorre tutelare rilevanti "beni giuridici"fra i quali anche lo spontaneo adempimento del dovere di solidarietà, cheappare inquinata in tutte quelle ipotesi nelle quali il mendicante facciaimpiego di mezzi fraudolenti al fine di "destare l'altrui pietà". LaCorte nel dispositivo propone anche una breve (e un po' ingenua) analisi degli"squilibri delle società più avanzate" che producono condizioni diestrema emarginazione e tendenze volte a "nascondere" la miseria e aconsiderare le persone in condizione di povertà come pericolose e colpevoli(mendicità come devianza). Non si possono certo ripristinare gli ospizi e iricoveri di mendicità ma si devono attivare - constatata l'insufficienzadell'azione dello Stato - autonome risposte affidate al volontariato e al valorecostituzionale della solidarietà.
Tutti questi ragionamenti denotano un vuoto assoluto di riferimenti allalegislazione sociale e alla sua interdipendenza con l'economia è preoccupante.Si deve comunque constatare che la sentenza della Corte Costituzionale non hasuperato la "figura criminosa della mendicità" e le corrispondentipene. Affermare ancora che la mendicità può costituire un pericolo perl'ordine pubblico e per il decoro civile significa convalidare tradizionigiuridiche e culturali veramente arcaiche e insostenibili.

il falso e il vero mendicante

Nella storia del pauperismo, i mendicanti e i vagabondi sono stati oggetto diinterventi repressivi: il marchio, la fustigazione, l'impiccagione e più tardi,a partire dal XV secolo, il ricovero in casa di lavoro coatto o nei"depositi di mendicità". Ma non è certo questo il riferimento piùimmediato della Corte Costituzionale, quanto piuttosto la saggistica del XIXsecolo che ha ispirato il Codice Zanardelli e Rocco. Questa pubblicisticaafferma che la mendicità . Le cause sono: il bisogno, la poltroneria, ivantaggi della professione di mendicante. Riguardo ai mendicanti si possono faredistinzioni (classificazioni) morali e materiali; la più attendibile è quellache distingue i mendicanti in validi, invalidi e vergognosi. Ma il problemaprincipale è quello di distinguere i "mendichi veri dai mendichifalsi". Il vero mendico "se bene se ne osservano i diportamenti, se sibenefica con qualche precauzione, che accerti la di lui condizione, si puòagevolmente riconoscere dal contegno, dagli atti e dalle parole composte anziche no. Si riconosce eziandio all'aspetto di vera miseria, al candore dellerisposte, alla docilità con cui si contenta di qualunque elemosina, eziandiovittuaria, alla sua successiva condotta quando l'ha ottenuta. Insomma unelemosiniere avveduto, con un'attenta indagine di pochi istanti sarà piùdifficilmente indotto in errore."
Il falso mendico enaro e non vitto; vi abbandona insolente, dopo essersi unmomento prima avvilito all'estremo, esclama in tono affettato; finge pratichereligiose solo esteriori, e se gli tenete dietro, corre a spendere in bagordi lamoneta che ottiene, anzich‚ portarla a quella moglie ed a que' figli che conbugiarde parole vi diceva d'aspettarlo a casa affamati¯.
La classificazione in categorie definisce il grado di colpevolezza, in ogni casovi è l'esigenza di vietare la questua in pubblico e il rimedio, soprattutto pergli inabili al lavoro e bisognosi, è il ricovero "in pii istituti edospizi" o il ricorso alla carità privata, mentre gli altri ciplina¯.L'inquietante impressione è che la distinzione fra "mendicità noninvasiva e invasiva" e altre argomentazioni della sentenza della Corteabbiano radice in questo contesto culturale.

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Legislazione