I weblog, diari molto personali

01/01/2005 - Nicola Rabbi

È il fenomeno della rete più discusso negli ultimi due anni, tanto che se ne parla anche alla televisione o nei periodici di carattere più divulgativo; sono i weblog (detti anche semplicemente blog), dei diari personali dove una persona racconta se stessa, o parla di un tema che le sta a cuore. Ma cos’è che rende particolari questi diari, e perché dovrebbero essere argomento d’interesse i fatti (personali) degli altri? Vediamo di darne alcune spiegazioni.

Io sono e pubblico

Se c’è una cosa che internet ha sempre promesso, questa è stata l’interattività, ovvero la possibilità di interagire con gli altri grazie a un dispositivo di facile uso. A differenza della televisione o dei quotidiani, a differenza quindi di altri mass media, la rete permette di essere attivi, di poter rispondere a delle domande, di dire la propria idea, di ricercare informazioni e di ottenere servizi. La comunicazione poi non è di tipo da uno a molti (vedi i casi precedenti), ne da uno ad uno (come è nel caso del telefono), ma da molti a molti. Questa situazione permette al lettore di diventare scrittore, permette all’autore di confrontarsi con i suoi lettori.
Se queste sono le premesse, le nuove tecnologie hanno dovuto maturare per poter offrire ai semplici utenti questa possibilità, e i blog sono attualmente lo strumento più semplice per comunicare sul web. Attualmente le persone che nel mondo hanno un proprio blog sono più di un milione e questo dato la dice lunga a proposito del successo che stanno avendo.
Eppure la loro storia è molto recente: il primo blog viene edito negli Stati Uniti (nel 1995) e tratta di argomenti tecnologici, ma lo sviluppo avviene con la creazione di un software (nel 1999) che permette a chiunque, anche a chi sia completamente a digiuno di html (il linguaggio di marcatura attraverso cui vengono scritte le pagine web), di creare delle proprie pagine. Il primo sito di riferimento in lingua inglese è www.blogger.com. I navigatori di lingua italiana partecipano da subito all’idea ma bisogna aspettare il 2001 per la nascita dei due principali siti di riferimento in lingua italiana che offrono la possibilità di creare un proprio blog (www.blog.it, www.splinder.com).

Come funzionano

Il loro successo è spiegabile anche con la facilità con cui si può costruire un proprio blog abbastanza personalizzato (uno spot pubblicitario su Splinder dice proprio “Il tuo blog in cinque minuti”). Per farlo, gratuitamente, basta andare su uno dei siti sopraelencati. Di solito i software utilizzati permettono una certa personalizzazione grafica (colore, disposizione del testo, immagini…) e, una volta impostato il proprio blog, si può iniziare a scrivere, ognuno secondo il proprio progetto. Ogni scritto pubblicato in rete può essere commentato da un qualsiasi lettore e il suo commento sarà subito raggiungibile tramite un collegamento. L’autore può personalizzare ulteriormente il proprio prodotto suggerendo dei collegamenti (di solito ad altri blog amici) o le proprie letture preferite.

I miei problemi, di cosa ho bisogno, ti voglio consigliare

Come nel caso delle reti sociali e dei newsgroup, questo strumento permette di confrontarsi con il mondo intero, permette di uscire dalla propria cerchia ristretta di relazioni personali e di intrecciarne nuove. Ma a differenza degli altri, i blog permettono uno spazio per sé ancora maggiore e la costruzione di un discorso più completo. Andando sul sito http://bloggando.splinder.com/ si può fare una ricerca per tema sui blog, e se noi mettiamo le parole “disabilità”, “disagio”, “personale” ci troviamo di fronte a innumerevoli esempi di diari personali. In questi blog le persone si raccontano, parlano del proprio problema, cercano un confronto con gli altri.
Ci sono due tipi di blog; quelli più propriamente personali (dove uno si racconta) e quelli di carattere informativo (dove si fa appunto informazione e si danno consigli su un tema/problema che si conosce).
http://mardo.splinder.com/1080781200 è un tipico esempio di blog, frequentemente aggiornato, che tocca anche il tema della disabilità. http://reumatoide.splinder.com/ è invece il caso di una persona che parla della propria malattia. Infine http://teha.splinder.com/ è il blog di una psicologa che parla di disabilità. Come si può vedere, i blog vengono costruiti da punti di vista diversi, hanno una durata molto variabile e soprattutto un avvicendamento velocissimo, dato che ogni giorno ne nascono di nuovi.
Dal punto di vista del lettore una domanda sorge spontanea a questo punto: ma che attendibilità hanno, che fiducia si può avere in chi scrive? Nessuna, o meglio cominciate a leggerli, e se vi piaceranno, se vi diranno qualcosa (a voi e anche agli altri con cui ne parlerete in rete) allora comincerete già ad avere fiducia e a intessere un rapporto, magari intervenendo con qualcosa di vostro.